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CISL MEDICI TRENTINO – PAOLI * “L’ATTIVITÀ DEI 350 MEDICI DI FAMIGLIA È SOTTINTESA A LEGGI NAZIONALI E PROVINCIALI DALLE QUALI NESSUNO PUÒ DEROGARE”

Pur comprendendo che alcuni soggetti politici in questo momento sono iperattivi in vista delle prossime elezioni nazionali e provinciali, ci corre l’obbligo in relazione alle loro dichiarazioni rilasciate dopo l’approvazione del Bilancio provinciale 2018 ed in riferimento a ripetute segnalazioni di ipotetici vantaggi dati alla medicina generale, di esplicitare quanto segue:

La presenza e l’attività degli attuali 350 medici di famiglia sul territorio trentino è sottintesa a Leggi nazionali e Provinciali dalle quali nessuno può derogare.

Attualmente si stanno concludendo gli atti relativi all’ inserimento dei nuovi tre vincitori di Concorso pubblico legalmente autorizzati dal Comitato aziendale, come pubblicato sul Bur del 30 ottobre 2017 e deliberato dall’Azienda il 29 dicembre u.s..per la medicina generale nelle località carenti di Ledro, Lavarone e Giovo.

L’accordo aziendale firmato il 20 dicembre 2017 da Cisl medici del Trentino ed altre Ooss della medicina generale e dal Direttore Generale dott. Bordon, (16 milioni di euro in cinque anni), non è altro che la messa in sicurezza delle risorse di cui disponeva la medicina generale trentina per i propri progetti obiettivo dal 2007 al 2017,accantonati fino ad oggi dall’Apss di Trento.

L’art.12 che modifica il comma 8 dell’art.6 della Legge provinciale n.21 del 2015 prevede che una somma di 500.000 euro venga aggiunta per cinque anni ai nostri emolumenti, (stipendio) per il “riconoscimento di incentivi (parte variabile) a favore dei medici di medicina generale,volti ad introdurre forme di flessibilizzazione delle relative prestazioni idonee ad un migliore servizio verso l’utenza”.

Non quindi per derogare al numero massimo di medici di famiglia sul nostro territorio, bensì per attività supplementari dei nostri stessi 350 medici riguardanti il nostro attuale lavoro a tutela dei nostri pazienti già in carico.

Da quattro lunghi anni stiamo trattando un nuovo accordo provinciale della medicina generale trentina con l’Assessorato alla salute di Trento, e la categoria è tutt’ora in agitazione sindacale per la mancata attivazione delle 25 Aft,degli aumenti delle prestazioni secondo istat dal 2001 ad oggi,delle Uccp,delle strutture intermedie,degli aumenti per il personale amministrativo ed infermieristico che sottende alle associazioni imprenditoriali della medicina generale.

Non è abbassando l’ottimale, a fronte di un abbassamento della popolazione comunale di quasi tutti gli ambiti interessati,che non dipende dai medici di famiglia,che si trovano le soluzioni ai problemi di   Sindaci e soggetti politici.

Ricordiamo inoltre che tutti i medici di medicina generale si sono già sacrificati nelle rispettive Comunità, in ottobre 2017, permettendo alla Provincia di aggiungere ulteriori sette giovani medici di famiglia, in sovrannumero, rispetto all’accordo provinciale 2013 che per noi è tutt’ora valido.

Compiacendo le minoranze, la medicina generale tutta si è vista, all’indomani della  finanziaria 2018, defraudata da quanto previsto in trattativa negli ultimi due anni,4 milioni e mezzo di euro, a fronte di 500.000 euro che non servono alcunchè per il nostro contratto provinciale. hi dobbiamo ringraziare per questo?

Nella finanziaria 2018, come da art.12 -comma 2- sono previsti, per tutta la convenzionata (medicina generale, pediatria e specialistica ambulatoriale), solo tre milioni lordi annui necessari per retribuire e concludere quanto previsto a livello nazionale dal Governo italiano per i prossimi cinque anni.

In Trentino, per far partire le Aft della medicina generale sono necessari almeno 2 milioni di euro; per le Uccp altrettanti.

Qualsiasi altra interpretazione è fuorviante e priva la medicina generale delle dovute certezze economiche e giuridiche.

 

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Dottor Nicola Paoli

Segretario generale Cisl medici del Trentino