Ognuno ha diritto ad avere la propria opinione, ma non i propri fatti.

Il presidente Fugatti sul “Trentino” dice che le assegnazioni Itea finiscono per il 60% a cittadini comunitari ma non trentini. Scorrendo le liste di assegnatari si vede che non è così. Certamente ci sono tanti cognomi di origine straniera, ma in moltissimi casi nordafricani. Cittadini, già extracomunitari, che vivono e lavorano qui da più di un decennio e che hanno acquisito la cittadinanza italiana. Prima i trentini e gli italiani? Loro lo sono diventati a tutti gli effetti.

In graduatoria in attesa di un alloggio ci sono anche molti cittadini comunitari, stranieri sì ma di paesi dell’Unione europea. A questi si applicano i trattati dell’Unione: come gli italiani che si trasferiscono in altri stati europei godono degli stessi benefici sociali di chi li ospita, così accade per i cittadini comunitari che si trasferiscono in Trentino a vivere e a lavorare.

Fugatti dice poi che dopo il suo avvento i disoccupati che non si attivano perderanno i sussidi. Si chiama “principio di condizionalità”: in Trentino è stato introdotto d’intesa da Agenzia del Lavoro con il sindacato da più di dieci anni.

Ma come si può governare un sorta di stato quale è il Trentino puntando tutto sulla propaganda e niente sui dati di realtà? O forse il presidente ignora le leggi e i regolamenti già in vigore?

Il sindacato trentino non smetterà di fare il proprio mestiere: studierà il cambiamento sociale, avanzerà proposte, lotterà mai in nome dell’egoismo ma sempre in nome della solidarietà.

 

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I segretari generali Cgil Cisl Uil del Trentino Franco Ianeselli, Lorenzo Pomini, Walter Alotti.