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CGIL CISL UIL – TRENTINO * CRISI ECONOMICA: « SERVE UN PIANO PER LE POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO, STANZIARE LE RISORSE DEL RECOVERY PLAN ANCHE ALL’IMPIEGO »

Crisi economica. Cgil Cisl Uil: “Serve un piano per le politiche attive del lavoro”. I sindacati spingono per una delega piena dallo Stato alla Provincia. “Nel Recovery Plan stanziamenti da garantire anche al Trentino”. Il governo orientato a prolungare fino al 30 giugno il blocco dei licenziamenti. “Ma le azioni vanno programmate subito”.

Una delega piena dallo Stato alla Provincia sulle politiche attive del lavoro, anche per attrarre al Trentino le risorse che verranno stanziate a livello nazionale dal Recovery Plan per i servizi per l’impiego e la riqualificazione dei disoccupati.

E’ questa la richiesta pressante che Cgil Cisl Uil hanno avanzato alla Giunta provinciale. In una lettera indirizzata all’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli e al Presidente della Federazione trentina delle Cooperative, Roberto Simoni in quanto presidente del Coordinamento degli imprenditori trentini, i sindacati mettono in fila una serie di proposte per programmare tempestivamente le azioni di presa in carico, riqualificazione e ricollocazione dei disoccupati, partendo dalla necessità di completare l’assetto delle deleghe in materia di lavoro in base alle quali dal 2009 lo Stato ha riconosciuto all’Autonomia alcune potestà sugli ammortizzatori sociali.

“La disoccupazione è in crescita anche in Trentino – premettono i segretari generali di Cgil Cisl Uil, Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -. Nel quarto trimestre del 2020 è aumentata dell’1% passando dal 4,4% al 5,4%, e nel primo trimestre del 2021 la situazione rischia di peggiorare visto il blocco della stagione turistica e l’incertezza economica causata dal perdurare dell’emergenza sanitaria. Bisogna quindi agire subito e non aspettare lo sblocco dei licenziamenti che verrà posticipata al 30 giugno prossimo. Abbiamo ancora alcune settimane per definire le priorità ma non possiamo perdere un giorno di tempo, né a Trento né sui tavoli romani”.

La priorità per i sindacati va data all’avvio di un negoziato con il nuovo Governo per veder riconosciute le prerogative dell’Autonomia in tema di lavoro. “Grazie alle deleghe strappate allo Stato in passato – spiegano i sindacalisti – abbiamo potuto armonizzare il reddito di cittadinanza, coordinare gli ammortizzatori sociali e realizzare il Fondo di Solidarietà del Trentino. Ora che lo Stato, grazie al Recovery Fund, investirà molte risorse sulle politiche attive bisogna che la Giunta provinciale riesca a farsi riconoscere le prerogative sull’intera filiera del lavoro, fissando in una norma l’autonomia del Trentino nel progettare le azioni di riqualificazione e ricollocazione dei disoccupati sul nostro territorio e attraendo le risorse finanziarie europee che verranno stanziate per i servizi per l’impiego e le politiche attive del lavoro”.

Riconoscendo la tempestività con cui si sono messe a sistema le opportunità garantite dal Fondo nuove competenze per la formazione continua nelle aziende a rischio crisi, tra le altre priorità su cui avviare il confronto con Provincia e associazioni imprenditoriali, i sindacati segnalano la necessità di rafforzare gli organici di Agenzia del Lavoro, potenziare il sistema dei titoli di acquisto per i servizi accreditati, varare un gruppo di lavoro che analizzi in tempo reale la domanda di lavoro delle imprese, programmare la formazione trasversale e professionalizzante sui temi della digitalizzazione, definire un compiuto sistema di certificazione delle competenze e avviare un coordinamento con il servizio per l’occupazione dei laureati dell’Università di Trento.

“La crisi economica che abbiamo davanti – concludono Grosselli, Bezzi ed Alotti – si affronta garantendo sostegni al reddito ai lavoratori in difficoltà, potenziando gli interventi di attivazione e formazione e rafforzando le politiche industriali per sostenere l’innovazione e la crescita occupazionale delle nostre aziende, piccole e grandi, insieme alla capacità attrattiva del Trentino verso nuove imprese. Bisogna che i tasselli di questo puzzle si incastrino alla perfezione”.