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AZIONE – TRENTINO * COVID: « SALVAGUARDARE SALUTE ED ECONOMIA, POTENZIARE CAMPAGNA VACCINALE – GREEN PASS – OBBLIGO VACCINALE SELETTIVO »

Ad un anno e mezzo dall’inizio della pandemia un punto è ormai assodato e condiviso: il virus non scomparirà rapidamente restituendoci le abitudini di sempre. Molti esponenti e leader politici, facendo leva sul legittimo desiderio di tutti di rientrare in una dimensione di normalità, continuano però a cogliere ogni occasione valida per schierarsi contro singoli provvedimenti – dall’utilizzo delle mascherine all’aperto, all’accesso ai ristoranti – anziché proporre soluzioni complessive e lungimiranti.

Fare leva sulle difficoltà generate dalla pandemia, alimentando la presunta contrapposizione tra diritto alla salute e ragioni dell’economia, ha il solo esito di esasperare una situazione già di difficile gestione. Una ripresa stabile e continuativa delle attività – non solo economiche ma anche sociali ed educative – ha infatti come presupposto la necessità di avere sotto controllo l’emergenza sanitaria.
E’ possibile raggiungere questo obiettivo? Una strategia attuabile e durevole è quella di ridurre il più possibile la diffusione dei contagi e proseguire con un’intensa attività di tracciamento con lo scopo primario di minimizzare le ospedalizzazioni ed il carico sul sistema sanitario. Il tasso di occupazione dei posti in terapia intensiva e nei reparti ordinari, più che il numero dei nuovi casi, diventerà il parametro più rilevante per far scattare lockdown e restrizioni.

Fondamentale per la realizzazione di questo piano è la disponibilità dei vaccini, che ha cambiato completamente la prospettiva di gestione dell’emergenza sanitaria e di convivenza con il virus, rendendo possibile programmare una ripresa a lungo termine. L’adesione alla campagna vaccinale sta però subendo una preoccupante flessione, il 30% degli over-60 non ha ricevuto nemmeno una dose di vaccino e – dall’ultimo monitoraggio ISS – emerge un quadro in peggioramento in 18 regioni per via della circolazione intensa del virus dovuta al diffondersi della variante Delta.

E’ quindi fondamentale intervenire rapidamente non solo per arginare questa nuova fase espansiva dell’epidemia, ma per consolidare un sistema che sia in grado di tenere sotto controllo l’emergenza COVID in modo continuativo. A questo scopo riteniamo che sia necessario intervenire contemporaneamente su tre principali fronti:

1. Rafforzare l’attività di sensibilizzazione per la promozione della campagna vaccinale
2. Estendere l’obbligo vaccinale
3. Attivare dinamiche di adozione del “Green Pass”
La sensibilizzazione deve sempre più essere orientata a far comprendere che vaccinarsi non è una scelta che impatta esclusivamente sulla propria salute ma che, aumentando il rischio di contagio, mette a rischio tutti e soprattutto le persone fragili. Con una maggiore probabilità di contagi cresce quella di ricoveri e ospedalizzazioni che aumentano la pressione sul sistema sanitario la cui attività ordinaria è fortemente rallentata da più di un anno, con gravi ed ulteriori conseguenze legate a mancati screening, visite ed interventi.
E’ fondamentale trasmettere a chi ha ancora forti dubbi sull’utilità o sulla sicurezza dei vaccini le informazioni necessarie per favorire l’adesione alla vaccinazione, sottolineando l’importanza che la campagna vaccinale ha non solo per il singolo ma per l’intera comunità.

Ciò può essere realizzato a partire da un maggior coinvolgimento dei medici di base, che potrebbero essere chiamati a rafforzare l’attività di contatto attivo e somministrazione dei vaccini a domicilio soprattutto nei confronti delle fasce più anziane, con l’organizzazione di “open day” e postazioni mobili per la vaccinazione. Sul versante delle imprese, i datori di lavoro dovrebbero essere coinvolti per incentivare la vaccinazione dei propri dipendenti supportandoli, ad esempio, con contributi per la copertura di permessi retribuiti nelle giornate di somministrazione.

Qualora l’adesione alla campagna vaccinale non riprenda ai livelli necessari e previsti nel piano del Commissario straordinario, sarà necessario considerare di estendere l’obbligo vaccinale in modo che includa – oltre agli operatori sanitari – anche il personale scolastico di ogni grado e, in ultima analisi, coloro che appartengono alle fasce anagrafiche più a rischio e più restie alla vaccinazione.

In questo scenario, l’adozione di uno strumento di accesso certificato come il “Green Pass” – rilasciato alla conclusione del percorso vaccinale – rappresenta certamente una soluzione efficace e rapidamente attuabile per incentivare le vaccinazioni e limitare i contagi. Riteniamo dunque sia necessaria la sua adozione per regolare l’accesso alle situazioni a rischio più elevato quali mezzi di trasporto, luoghi ed uffici pubblici, palestre, ristoranti al chiuso, manifestazioni ed eventi, visite in ospedali ed RSA. Va certamente considerato che l’introduzione di un sistema di questo tipo necessita di tempi e strumenti opportuni sia per consentire ai cittadini di sottoporsi alla vaccinazione che per permettere alle realtà coinvolte di adeguarsi per eseguire le attività di controllo del certificato.
L’attuale modalità di gestione del Green Pass presenta oggi alcune problematiche che possono comprometterne l’utilizzo agevole da parte di chi dovrà verificarne la validità. Per evitare un flop alla “immuni” è auspicabile che vengano applicati alcuni accorgimenti in termini di usabilità oltre che tecnologici per evitarne la falsificazione come purtroppo oggi è già possibile fare. Ritenendo che il Green Pass rappresenti il principale strumento per cambiare in modo sostanziale e risolutivo la nostra convivenza con il virus, l’attenzione ad ogni aspetto deve essere particolarmente accurata.

 

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Monia Zuntini – Referente Salute
Massimiliano Mazzarella – Referente Economia Trentino in Azione