Gentili tutti,

con riferimento al lancio di Agenzia https://www.agenziagiornalisticaopinione.it/lancio-dagenzia/cavada-lega-mobilita-bus-rapid-transit-e-una-soluzione-piu-pratica-rispetto-a-quella-del-progetto-dellassociazione-transdolomites/ del 12/12/2019 (qui il LINK), in relazione alle dichiarazioni esternate da Consigliere provinciale Gianluca Cavada a riguardo delle soluzioni di mobilità per le valli di Fiemme e Fassa, Transdolomites intende ribattere con quanto segue con la cortese preghiera di darne pubblica diffusione.

 

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Comunicato

Quando da parte dell’associazione Transdolomites viene lanciata una provocazione volta a stanare la politica dall’immobilismo sul tema dei trasporti, è lecito e giusto auspicare ed attendere una reazione dal mondo delle Istituzioni.

Se c’è però una cosa che intendiamo rispedire al mittente e senza mezzi termini , in questo caso al Consigliere Gianluca Cavada, è il fatto vi sia necessità di mettere da parte gli slogan per pensare alle cose realizzabili.

Andando alle dichiarazioni del Presidente della Provincia, Maurizio Fugatt, che in più interventi pubblici nel 2019 ha citato l’idea del collegamento ferroviario tra Altopiano di Pinè-Fiemme e Fassa, la Ferrovia dell’Avisio secondo la proposta di Transdolomites, l’aver dichiarato alla stampa nel novembre 2018 la necessità di avviare lo studio di fattibilità per detta ferrovia, tutto ciò va anche annoverato come uno spot? La notizia di queste ore del finanziamento dello studio di fattibilità per la ferrovia del Garda pure? Dichiarazioni , quelle del Presidente Fugatti, cha abbiamo apprezzato e per le quali continuiamo a chiedere concretezza con la realizzazione del progetto esecutivo. Ciò che semmai notiamo è la discrepanza tra le Sue argomentazioni e quelle esternate dal Presidente Fugatti.

Ripetiamo, per Transdolomites quello della ferrovia non è uno spot o un modo di occupare il nostro tempo libero, ma un affare quanto mai serio al quale non da oggi ma da dieci anni ci stiamo battendo.

Egregio Consigliere Cavada, se c’è infatti un’associazione che dal 2006 lavora sodo sul tema dei mobilità , questa è Transdolomites e non ho alcun dubbio a sostenere che in Trentino in questi anni non ci sia stata altra associazione al di là di Trasdolomites che abbia promosso un così ricca e qualificata mole di convegni e dibattiti pubblici coinvolgendo esperti architetti ingegneri, economisti, da Italia, Svizzera, Austria, Germania.

Tutto ciò non per parlarci addosso e né per lanciare slogan, ma per costruire una cultura dei trasporti che sia si aiuto nel fare delle scelte sul territorio da parte dei decisori nelle Istituzioni.

Per Sua ammissione, Consigliere Cavada, Lei non ha mai partecipato a questi momenti d’incontro. Si sa, che in occasione di questi appuntamenti “ gli impegni già assunti in precedenza “ sono la più usata delle giustificazioni da parte di coloro che dovrebbero per primi essere aperti a migliorare le proprie conoscenze. Troppo spesso assenti ma altrettanto zelanti a criticare e immaginare le soluzioni più disparate.

Dinnanzi a tanta mancanza di partecipazione ai momenti di discussione, con quale cognizione di causa si potrà mai esternare delle valutazioni che abbiano dei fondamenti sui quali avviare un confronto costruttivo?

Lei parla della convinzione personale della difficile sostenibilità economica del progetto ferroviario. Ebbene Le dico che anche a riguardo di questo argomento in più occasioni il tema è stato sviscerato. L’ultimo di questi il 28 ottobre 2018 a Canazei in occasione di una pubblica serata sulla valutazione della sostenibilità delle nuove ferrovie delle Dolomiti, laddove più relatori hanno snocciolato non solo dati ma anche la metodologia che va correttamente adottata nel valutare le ricadute in termini di costi e benefici. Anche in questo caso è mancata la Sua presenza.

Se la S.V. si fosse preso la briga di venire ad ascoltare avrebbe potuto rendersi conto che negli studi finora promossi o sostenuti dall’associazione Transdolomites ci si è preoccupati di valutare la sostenibilità dei costi di gestione della nuova linea, anche nel caso in cui il volume turistico delle valli dell’Avisio restasse lo stesso di oggi (siamo invece convinti che la realizzazione della ferrovia sarà un volano per la sua crescita soprattutto al di fuori dei periodi di alta stagione, oggi già congestionati). Infatti, partendo dalle attuali presenze turistiche delle tre valli, circa sette milioni, e ipotizzando ad esempio una tassa di soggiorno di due euro a persona (cosa del tutto normale, visto che in altre parti d’Italia si arriva a molto di più) verrebbe coperto il 90% delle spese di gestione. Per il restante 10% sarebbero sufficienti i contributi oggi pagati per il servizio bus di linea principale (non quelli locali) e gli abbonamenti pagati dai residenti e dai proprietari di seconde case.

Cosa significa tra l’altro questo?

Essere sicuri della copertura dei costi e disporre di un treno “senza biglietteria” (= tutti i viaggiatori hanno un diritto di libera circolazione per tutto il giorno) al servizio di chi soggiorna nelle valli per turismo o per residenza. Una stranezza? No, su scala diversa questo sistema è in uso in molte città estere, ad esempio tedesche e svizzere e anche in Fiemme in estate. Paradossalmente, quindi, la gestione della ferrovia sarebbe sostenibile, anche se i treni viaggiassero vuoti! Allora, altro che la insostenibilità come Lei intende far credere!

Queste considerazioni non La fanno riflettere sul fatto che proprio facendo leva sul turismo si potranno generare le entrate sufficienti per una gestione sana della Ferrovia dell’Avisio e che di riflesso per 365 giorni all’anno i residenti delle valli dell’Avisio potrebbero godere di un servizio moderno di mobilità sia per muoversi da valle a valle che per essere connessi nei viaggi più lunghi anche con la rete nazionale e europea?

Ha suscitato tutto ciò interesse? No, perché malauguratamente troppe scelte nel campo dei trasporti sono fatte con il metodo ideologico e non scientifico. Ciò significa che queste sono scelte puramente politiche volte a promuovere ciò che alla politica piace, anche in presenza di elementi di insostenibilità , vedi Metroland ed i suoi 400 km di gallerie, la Valdastico, o il progetto di interramento della stazione ferroviaria di Trento.

Al contrario ritiene di bocciare tutto ciò che non fa parte di quanto da essa partorito.

Nella questione del BRT -Bus Rapid Transit- siamo a ribadire che non devono destare stupore le critiche sollevate nei riguardi del Metrobus. Sin da quando questa idee è stata anticipata al Comun General de Fascia nel settembre 2017 noi abbiamo ammesso che si tratta di un primo tentativo per creare un modello più avanzato di mobilità pubblica in Fiemme e Fassa. Allo stesso tempo però si tratta di una soluzione che guarda alla pura mobilità interna, una mezza soluzione e allo stesso un palliativo nei confronti di un obiettivo che dovrebbe essere ben più coraggioso, nobile e risolutivo, ossia quello di creare il collegamento tra la ferrovia del Brennero e le valli dell’Avisio.

E da questo punto di programmazione strategica necessaria alle valli il BRT non dà alcuna risposta. È la “non soluzione”.

Se poi una delle priorità delle scelte trasportistiche per le località di montagna deve essere quello di ridurre al minimo il consumo di territorio, ebbe una corsia preferenziale del BRT abbisogna del doppio dello spazio di una ferrovia a binario unico ed è anche molto meno flessibile perché il BRT è obbligato a utilizzare la strada per circolare, mentre per la ferrovia si realizza una corsia preferenziale ad hoc su tutto il percorso, senza interferire con la viabilità ordinaria e con una gestione del sistema molto più semplice rispetto al modello del BRT. Questo servendo i paesi e gli impianti di risalita.

Se così grande è la Sua convinzione sul BRT perché non lo propone anche in alternativa al collegamento ferroviario tra Rovereto ed il Lago di Garda e magari anche in alternativa alla tratta Calalzo -Cortina? Siamo curiosi di sentire cosa Le risponderebbero.

E ancora a riguardo di sostenibilità, se ritiene che le motivazioni di Transdolomites siano poco “ professionali” nostro consiglio è un confronto tra Lei ed il Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, e l’Assessora ai Lavori Pubblici Elisa De Berti, che sul progetto ferroviario Anello delle Dolomiti tra Calalzo e Cortina, pur in presenza degli elementi di forte insostenibilità della progetto ferroviario in oggetto sono ben convinti della necessità della sua realizzazione perché viene valutato come strumento credibile di crescita delle comunità montane del Bellunese.

In vista delle Olimpiadi 2026, Cortina non avrà la ferrovia , non ci sono i tempi per la sua realizzazione. Nemmeno per la Valle di Fiemme si potrebbe ipotizzare un qualche chilometro di ferrovia in funzione Olimpiadi.

Cortina però avrà la ferrovia per il dopo Olimpiadi perché l’importanza che avrà questo evento sportivo non è tanto il periodo delle gare, ma la ricaduta di visibilità che si conta di avere negli anni a seguire. Ed in prospettiva di quel cambiamento che bisogna preparare il territorio. Cambiamento che non si governa con qualche pullman in più ma con un vero salto di qualità nel sistema di infrastrutture dei trasporti di massa.

Questo deve valere anche per Fiemme e Fassa.

Se, Consigliere Cavada, il Suo interesse è quello di lavorare nell’interesse delle valli dell’Avisio Le ricordiamo le mozioni che dal 2016 vari comuni e Comunità di Valle hanno sottoscritto per chiedere alla Giunta provinciale di Trento di attivarsi con la stesura dello studio di fattibilità per la Trento-Penia via a Vale di Cembra .

 

Il loro testo:
Il Comune……….chiede che la Giunta Provinciale della Provincia Autonoma di Trento in attuazione della mozione N. 38 approvata dal Consiglio Provinciale della Provincia Autonoma di Trento in data 12 giugno 2014, promuova il progetto di collegamento ferroviario della Città di Trento con le valli di Fiemme e Fassa attraverso la valle di Cembra, tenendo conto delle esigenze della mobilità locale all’interno di ciascuna valle e nel contempo tra di esse, e impegnandosi a concludere lo studio di fattibilità e ad inserire l’opera in questione negli strumenti di programmazione previsti dalla normativa provinciale, predisponendo il piano stralcio della mobilità relativamente a tale opera, ai sensi dell’art. 52 c. 3 della L.P. 3/2000, previa intesa con le comunità interessate”.

Dalla fine del 2016 alla primavera 2018 le petizioni sono state discusse e deliberate favorevolmente dalle seguenti amministrazioni;

– Comunità della Valle di Cembra
– Comunità Territoriale Valle di Fiemme
– Comun General de Fascia
– Comune di Pozza di Fassa
– Comune di Soraga
– Comune di Moena
– Comune di Predazzo
– Comune di Ziano
– Comune di Cavalese
– Comune di Castello-Molina
– Comune di Capriana
– Comune di Altavalle
– Comune di Cembra Lisignago
– Comune di Giovo
– Comune di Segonzano
– Comune di Trento

Tutti questi soggetti hanno deliberato a favore della petizione di Transdolomites.

La Giunta dell’ex Presidente Ugo Rossi ha fatto orecchie da mercante, quella attuale al momento anche. E non ci risulta che nemmeno da parte Sua e degli altri Consiglieri provinciali della valle di Fassa e Cembra sia stato mosso un dito in sostegno e difesa delle indicazioni politiche che sono state manifestate all’interno delle Istituzioni delle Valli dell’Avisio. Questo a nostro avviso è molto grave e su questo non arretreremo di un passo.

 

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Massimo girardi
Presidente di Transdolomites