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ANEF TRENTINO * AREE SCIABILI: « I GESTORI CONFERMANO L’IMPEGNO AD ATTENERSI ALLE DISPOSIZIONI CHE VERRANNO ADOTTATE DALLE AUTORITÀ, PER APERTURE E MODALITÀ DI FUNZIONAMENTO »

Anef Trentino, in accordo con la Presidenza dell’Associazione nazionale, desidera fornire alcuni chiarimenti, anche in risposta alle molte richieste pervenute negli ultimi giorni da parte degli operatori della filiera turistica trentina, dei lavoratori, e di tanti appassionati della montagna.

Sono chiari il desiderio e anche la necessità degli esercenti impianti a fune di riprendere quanto prima possibile l’attività, a vantaggio dell’intera filiera turistica locale. In tale senso è stata accolta con ottimismo la previsione dell’ultimo DPCM, che ha stabilito la possibilità di pianificare l’apertura delle aree sciabili a partire dal 7 gennaio 2021, se per quella data sarà stato approvato dal Comitato Tecnico Scientifico nazionale (CTS) il protocollo anti-COVID specifico per il settore, già validato da alcune settimane dalla Conferenza delle Regioni.

In tale senso ANEF Trentino mantiene un contatto costante con L’Assessore Provinciale al Turismo Roberto Failoni, che è da tempo impegnato nelle diverse sedi istituzionali per favorire la definizione del suddetto protocollo.

I gestori delle aree sciabili trentine ribadiscono con forza la necessità di aprire la stagione, non solo perché un’azienda ferma è cosa comunque negativa per il sistema industriale nazionale e per i lavoratori, ma anche perché, la prolungata inattività sta generando una forte tensione sotto il profilo degli equilibri finanziari, motivata sia dalle ingenti spese correnti necessarie per la preparazione dell’apertura, che dalle pesanti rate di mutui e leasing derivanti dagli importanti investimenti sostenuti nel recente passato.

È noto che le aziende legate al prodotto montagna, generano l’85% del fatturato annuo in 120 giorni, tutti concentrati nel periodo compreso tra dicembre e marzo, ne consegue che l’attuale chiusura sta comportando la perdita del reddito che sarebbe necessario per mantenere attive le imprese fino alla stagione invernale 2021, e che tale perdita non sarà in alcun modo recuperabile in corso d’anno, se non a fronte di adeguate misure di ristoro o compensazione che si auspica possano essere presto prese in considerazione dal Governo e dal Parlamento.

Gli esercenti nelle ultime settimane si sono accollati il costo della preparazione delle piste (innevamento programmato) per essere pronti ad esercitare pienamente il loro ruolo appena possibile, nella speranza di aprire tempestivamente l’attività. Ora hanno assoluto bisogno della determinazione di una data certa per l’apertura dei comprensori e della definizione delle modalità di esercizio, in tempo utile per la loro corretta preparazione ed applicazione.

La certezza di regole e date è necessaria anche per poter garantire la sicurezza dei lavoratori, sia fissi, che stagionali, che in questa fase stanno pesantemente risentendo del contesto incerto e della mancanza di lavoro, con conseguenze che stanno diventando gravi anche sotto il profilo degli equilibri economici famigliari.

Consapevoli della gravità della situazione pandemica che il Paese sta attraversando e della necessità di adottare efficaci comportamenti per arrestare la propagazione dei contagi, i gestori delle aree sciabili confermano l’impegno ad attenersi scrupolosamente alle disposizioni che verranno adottate dalle preposte Autorità, sia per quanto riguarda il calendario di apertura, che per le modalità di funzionamento.

 

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ANEF
ANEF, a livello nazionale, è l’unica associazione di categoria del settore riconosciuta da Confindustria, aderisce a Federturismo ed è anche l’unico interlocutore accreditato presso le organizzazioni sindacali ai fini del rinnovo del CCNL di settore. In ambito internazionale, ANEF aderisce a FIANET (Fédération Internationale des Associations Nationales d’exploitation de telepheriques) e OITAF (Organizzazione Internazionale Trasporti A Fune). Attualmente fanno capo ad ANEF circa il 90% delle aziende funiviarie italiane, distribuite sia nei territori alpini, sia in quelli appenninici, sia nelle isole. La rappresentatività è assicurata dall’adesione diretta, o tramite sezioni territoriali, di oltre 1.500 impianti, con una forza lavoro stimata di circa 13.000 unità, tra fissi e stagionali, nel periodo di piena attività.
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