SANITA’: CIA, GEOMETRIE GINECOLOGICHE FINTO PRIMARIO ALL’INSAPUTA DELLA MOGLIE?

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

(Fonte: Claudio Cia) – L’abuso professionale di Andrea Stampini, il geometra fintosi ginecologo, in pensione dal 2014, che ha esercitato per 36 anni pur non avendo alcuna qualifica, lavorando nelle ostetricie di vari ospedali del Triveneto, da Portomaggiore, a Riva del Garda, dov’era addirittura primario del reparto di ostetricia e ginecologia dal 1986 al 1993, a Bassano dove è stato ginecologo dal novembre del 1997 al 2014 e, da libero professionista, a Dolo, oltre ad aver causato gravi lesioni ai danni di alcuni bambini, presenta un aspetto che merita alcuni approfondimenti.

Se è vero che quando scoppiò il caso l’Azienda sanitaria trentina negò di mostrare gli atti relativi alla nomina del geometra, appellandosi alla normativa provinciale in materia, ovvero al decreto 17 del 5 luglio 2007: «Il diritto di accesso agli atti è escluso per i documenti concernenti la vita privata o la riservatezza di persone fisiche, di persone giuridiche, di gruppi, di imprese e di associazioni, con particolare riferimento all’interesse epistolare, professionale, finanziario, industriale e commerciale di cui siano in concreto titolari», è anche vero che risulta ragionevolmente incredibile che Stampini abbia potuto simulare competenze mediche che non aveva, per così tanto tempo, senza che nemmeno i famigliari più stretti ne fossero a conoscenza.

Da quanto ci risulta poi, la moglie di Stampini, salvo possibili omonimie, ha ricoperto prima del 1989 incarichi amministrativi come funzionario dell’APSS trentina presso l’unità Sanitaria Locale C9 di Arco, e dal 1989 al 1995 incarichi dirigenziali, più precisamente era Direttore Amministrativo presso la stessa unità Sanitaria Locale. La dott.ssa M.C. è Direttore Servizio Amministrazione del Distretto Centro Sud e dal 01.04.1995 svolge il ruolo di coordinamento e direzione dell’area amministrativa del Distretto nelle successive evoluzioni. Dal 16.05.2016 svolge anche il ruolo di Responsabile del Servizio Gestione Spese con un incarico temporaneo.

Ciò che si richiede a ciascun dirigente è che risulti fedele nella verità, ma persiste pure un obbligo di denuncia nel caso si incappi in una “notitia damni”, fosse pure del proprio congiunto che lavora nella stessa azienda. Ne consegue l’opportuna richiesta di chiarimenti.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:
chi ha curato la pratica di assunzione del falso ginecologo geometra signor Andrea Stampini;
chi ha firmato gli atti relativi alla stessa;
se è stato accertato e come si giustifica che la dott.ssa M.C. – allora moglie del falso ginecologo – non fosse a conoscenza dell’abuso professionale del marito;
se la dott.ssa M.C. è stata mai sentita dall’Apss, in merito alla vicenda del marito, come persona potenzialmente informata sui fatti, e se sì, cosa ne è emerso;
nel caso non fosse stata interpellata, si potrebbero conoscere le motivazioni che hanno portato a non percorrere questa pista d’indagine;
a che anno risalgono gli incarichi della dott.ssa M.C. presso l’APSS come funzionario amministrativo.
La dott.ssa M.C. si laurea in sociologia presso l’Università degli studi di Trento nel 1988 e nel 1989 è già Vice Direttore Amministrativo presso l’Unità Sanitaria Locale C9 (Arco) con attività di Gestione amministrativa ed economica nell’area finanziaria della Usl. Possibile non ipotizzare un intervento da parte del primario di ostetricia di Riva del Garda? Se non si riuscissero a fugare i dubbi sollevati, in base a quali presupposti si giustifica l’avanzamento di carriere della dott.ssa M.C.

 
A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

 

 

In allegato l’interrogazione:

interrogazione – Geometrie ginecologiche un finto primario all’insaputa della moglie