ministro Fraccaro * Manovra: ” Per tornare a crescere servono subito massicci investimenti pubblici, vogliamo aprire cantieri in tutto il Paese “

Riceviamo e pubblichiamo integralmente il seguente comunicato stampa:

Manovra. Fraccaro: Piano investimenti sulle opere per la crescita. “Per tornare a crescere servono subito massicci investimenti pubblici, vogliamo aprire cantieri in tutto il Paese per realizzare tante piccole opere diffuse sui territori”. Lo ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia Diretta, Riccardo Fraccaro, intervistato dal Corriere del Veneto e del Trentino. “Abbiamo stanziato quasi 15 miliardi in più nel triennio per la manutenzione e per le nuove opere – ha aggiunto – consapevoli del fatto che le infrastrutture sono un volano per la crescita del Paese.

Con Cassa Depositi e Prestiti abbiamo messo a disposizione 200 miliardi in 3 anni di investimenti pubblici di cui 25 con un ruolo proattivo nella promozione, realizzazione e finanziamento delle infrastrutture. Oltre alle risorse, interveniamo anche sul piano dell’azione di modifica del codice appalti e semplificazione delle norme per sbloccare i cantieri. Noi siamo dalla parte del mondo produttivo del Paese, per questo abbiamo previsto il più grande piano di investimenti degli ultimi anni.

La nostra è una manovra espansiva che inverte la rotta dell’austerity e per la prima volta punta sulla crescita. Non ci siamo concentrati solo sulle misure di spesa corrente ma anche e soprattutto su quelle per investimenti in settori ad alto moltiplicatore. Per imprese e artigiani abbiamo un piano ad hoc che prevede taglio delle tasse e semplificazione. I fatti ci daranno ragione”.

Parlando delle infrastrutture, Fraccaro ha spiegato: “Nel caso del Tunnel del Brennero un’analisi costi-benefici esiste già ed è anche stata sottoposta a valutazione indipendente da parte del Politecnico di Milano. Il risultato è oggettivamente sfavorevole alla realizzazione del progetto, vedremo se si confermerà tale anche allo stato attuale dei lavori. La priorità dovrebbe essere quella di potenziare la rete ferroviaria esistente e investire le risorse per finanziare il trasporto pubblico locale, sono le piccole e utili opere che migliorano la qualità della vita dei cittadini”.

“Nel caso della Valdastico – ha proseguito – non c’è un progetto esecutivo concreto da valutare”, nel frattempo la priorità è “la messa in sicurezza della SS47 e il potenziamento dei mezzi pubblici, soprattutto la ferrovia”. Un modello da seguire può essere quello dell’A22, costruito attraverso il dialogo con gli enti territoriali. “Può essere un esempio per il resto del Paese. Certamente ci sarà la massima concertazione istituzionale anche rispetto alla scelta dei nomi per il Comitato paritetico nel rispetto della normativa vigente. Con questo modello vogliamo soprattutto garantire che trasparenza, prevenzione della corruzione e tutela dei cittadini siano punti prioritari per promuovere finalmente una politica dei trasporti responsabile e sostenibile”.

In merito al passante di Bologna e alla Cispadana, Fraccaro ha invece sottolineato che “la soluzione del Ministero delle Infrastrutture arriverà nel giro di pochissimo tempo, mentre sulla Cispadana non entro nel merito perché – ha concluso Fraccaro – la responsabilità è tutta regionale e quindi tocca alla Regione individuare la soluzione”.