PROGETTO TRENTINO – SIMONI * ELEZIONI PROVINCIALI: ” IL FILO ROSSO DELLA COMUNICAZIONE PRE-ELETTORALE, ‘ SE CADE IL CENTRO SINISTRA AUTONOMISTA ARRIVANO I BARBARI ‘ “

Uno dei problemi che sembra più impensierire i supporters del centro sinistra autonomista non è quello di guardare all’avvilente spettacolo offerto in questi mesi dalla classe dirigente che ha governato il Trentino ma quello dello qualità della classe dirigente della coalizione del centro destra popolare autonomista.

La sinistra trentina, cioè, sembra ripetere il leit motiv del Pd renziano per il quale solo chi stava con Renzi poteva assurgere a titolo di paladino della tenuta democratica dell’Italia nonché di interprete dei valori costituzionali e di buon governo, essendo tutti gli altri emeriti incapaci o peggio ignoranti sovversivi.

C’è in questo senso una sorta di pensiero comune che tiene unito con un filo rosso la comunicazione preelettorale in Trentino che potremmo riassumere così: se cade il centro sinistra autonomista arrivano i barbari. In altre parole non ci sono persone oneste, capaci preparate nella coalizione avversaria in grado di governare la Provincia di Trento

L’Adige quale novello Rubicone torna ad essere il fiume che separa la civiltà dalla barbarie.

Poiché PT per la scelta fatta si dovrebbe trovare sulla sponda dei distruttori della civiltà democratica, europeista, autonomista, al proposito ribadisce in primo luogo di essere un partito fatto di uomini e donne mossi dall’amore per la propria terra e per l’Autonomia che il Trentino ha saputo esprimere.

Che i candidati con i quali si presenterà alle elezioni nulla hanno a che fare con la clava ma con la penna e l’intelligenza. Che sanno perfettamente che Trentino vogliono costruire per i prossimi anni , avendo alle spalle una attenta riflessione teorica e pratica a livello comunale e provinciale, nonché una elaborazione di programma articolata e specifica.

Che in questi cinque anni di opposizione hanno visto gli errori fatti dai sapienti governanti e che livello di litigiosità hanno saputo interpretare alla luce di interessi di parte, tanto da non temere alcun confronto in rapporto ai valori che deve esprimere chi parla il linguaggio della buona politica.

Dunque se PT farà una campagna elettorale sui contenuti, dunque sulla sostanza dei problemi e sulle soluzioni che ai problemi la politica deve dare, si augura che altrettanto facciano gli avversari, lasciando da parte definitivamente lo spettro di un ritorno alle caverne e inizino a confrontarsi seguendo il principio di realtà e verità.

La domanda che si dovrebbero porre in fondo è una sola ed è semplice: se il centro sinistra è II meglio che il Trentino ha saputo offrire perché gli elettori dovrebbero sconfessarlo?

 

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Marino Simoni

Progetto Trentino