Crisi Governo: consultazioni Quirinale

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Nel periodo compreso tra il 2006 e il 2014, la Provincia di Trento ha ucciso ben tre orsi nel corso di tentativi di cattura, un triste primato che allarma le associazioni a due giorni dall’emissione dell’ordinanza che dispone la cattura dell’orso M49.

Li ricordiamo:
2008, un giovane orso muore annegato nel lago di Molveno per l’utilizzo di un fucile a sedativo durante l’operazione di radio-collaraggio. Nel rapporto l’evento compare come incidente gestionale. La caduta nel lago è la conseguenza dell’incompetenza degli addetti.
2012, Orso JJ5 (6 anni) muore per soffocamento durante un tentativo di cattura il 12 giugno nei pressi di monte Terlago. Sotto accusa l’anestetico, secondo alcuni veterinari non il migliore presente sul mercato.
Infine non bisogna dimenticare che anche l’orsa Daniza nel 2016 è stata destinataria di un’ordinanza di cattura contingibile e urgente, che si è poi trasformata in una vera e propria esecuzione a causa dell’imperizia del veterinario che non è stato in grado di gestire le complicanze determinate dall’iniezione di anestetico.

Alla luce di questi fatti, l’ordinanza del Presidente Fugatti assume un profilo ancora più inquietante perché l’ipotesi di traslocazione dell’orso M49 in altre zone, azione prevista dal PACOBACE in alternativa alla cattura, non è stata neppure presa in considerazione.

“Con questi presupposti – dichiarano ENPA, LAC e LAV – siamo preoccupati che tutta la vicenda possa trasformarsi in un percorso ad arte allo scopo di concludersi con l’uccisione dell’orso M49. A partire dal definirlo un orso dannoso e quindi pericoloso, solamente per il fatto che al risveglio dal letargo si sia introdotto in alcune malghe disabitate, attratto dagli odori del cibo presente al loro interno. Si tratta di un comportamento del tutto normale che non rappresenta certo una fonte di preoccupazione”.

E infatti nell’area del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – PNALM, una zona dove le persone sono da sempre abituate alla convivenza con gli orsi, il Protocollo Operativo per la prevenzione e la gestione degli orsi confidenti e/o problematici prevede valutazioni differenti in relazione al concetto di pericolosità dell’orso proprio per casi come questi. A pagina 20 di tale Protocollo è presente la Tabella V, intitolata Azioni Reattive e di Controllo. Nella tabella è possibile notare come l’atteggiamento addebitato a M49 comporti azioni che prevedono esclusivamente l’adozione di misure di prevenzione, sorveglianza e informazione, nulla a che vedere con la cattura imposta da Fugatti, nonostante la stessa Provincia Autonoma di Trento sia stata partner del progetto che ha portato alla definizione di tali azioni.

“E’ evidente quindi che tra le due aree nazionali dove si concentrano le popolazioni di orso, è il Trentino quella che rappresenta i maggiori pericoli per la sopravvivenza degli animali – concludono le associazioni – per questo motivo abbiamo affidato ai nostri legali il mandato di valutare i contenuti dell’ordinanza di cattura di M49, così da predisporre le migliori azioni giudiziarie congiunte che garantiscano la vita dell’orso.”