(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Anche lo squallido teatrino delle scritture, cancellazioni e riscritture dei maxi-mini-emendamenti alla Manovra conferma sempre più una Giorgia Meloni in versione Lady Tax.
La valanga di tasse scaricate sul Paese in questi tre anni si arricchisce adesso della tassa da due euro sui pacchetti ordinati on line e della ritenuta d’acconto dello 0,5%, destinata poi ad aumentare all’1%, sulle fatture tra imprese, che subiscono anche un ricatto di Stato: se aderisci al concordato non paghi la ritenuta, altrimenti la paghi.
Davvero un bel rapporto tra Fisco e contribuenti.
A questo si aggiunga l’aumento delle accise sul gasolio già presente nel testo originario della Manovra, che peraltro può sprigionare un pericoloso effetto sull’inflazione alimentare, visto che in Italia la maggior parte dei generi alimentari è trasportata su gomma proprio attraverso un massiccio uso di gasolio.
Lady Tax ha portato il Paese al record della pressione fiscale da 10 anni a questa parte, con il 42,8% in rapporto al Pil, e non intende fermarsi”.
Lo comunica in una nota Elisa Pirro, capogruppo M5S in Commissione bilancio del Senato.
