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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

ZANELLA (FUTURA) INTERROGAZIONE * VASCO ROSSI A TRENTO: « PERCHÈ TRENTINO MARKETING HA CALCOLATO UN INDOTTO DI 10 MILIONI, SE PER IL DOPPIO DI SPETTATORI IL COMUNE DI MODENA HA COMPUTATO 5 MILIONI E 400 MILA? »

Premesso che:

con delibera della Giunta provinciale n. 1257 del 26 luglio 2021 è stato approvato lo schema di convenzione con le società Big Bang srl e Giamaica srl per l’organizzazione del concerto di Vasco Rossi, evento inaugurale nell’area San Vincenzo a Trento, area da destinare ad attività di spettacolo e manifestazioni sportive;

la decisione della Provincia di destinare l’area di San Vincenzo ad attività di spettacolo e a manifestazioni sportive è diventata di dominio pubblico solo con la citata delibera e successiva conferenza stampa di presentazione, poiché nessun dibattito politico è stato aperto a riguardo e nemmeno il sindaco della città di Trento, interessata dalla realizzazione dell’ “Arena eventi out-door del Trentino” e dal concerto inaugurale con Vasco Rossi, sapeva nulla;

nel citato schema di convenzione emergono alcune decisioni a dir poco discutibili che riguardano l’investimento di denari pubblici e gli impegni nei confronti dell’artista. Impegni che paiono derivare dall’atteggiamento idolatra della Provincia nei confronti di Vasco Rossi, osannato in tutta la delibera e nello schema di convenzione come personaggio dalla prestazione artistica infungibile, con uno status così elevato da necessitare ogni tutela, il cui calibro artistico è così unico che solo a lui si è pensato per l’inaugurazione dell’ “arena”. Tutta questa devozione ha portato a inserire nell’accordo l’organizzazione di una mostra, l’intitolazione di un luogo o di una statua e il conferimento di un’onorificenza da parte della PAT ; tra le principali spese in capo alla Provincia, difficilmente giustificabili all’interno di una convenzione di natura commerciale che guardi con un minimo di equilibrio agli interessi di ambo le parti, troviamo infatti:

  • –  il piano di promozione coordinata, gestito per la Provincia da Trentino Marketing srl, del quale non solo ci si accolla i costi, ma per il quale si corrispondono pure degli importi (da definire con apposito accordo) alla società organizzatrice per aver gentilmente concesso la possibilità di promuovere il marchio “Trentino” abbinato alla pubblicità del concerto;
  • –  l’acquisto dei biglietti destinati al pubblico dell’Euregio rimasti invenduti;
  • –  una mostra curata da un ente strumentale della Provincia per un importo di 100.000 euro + IVA;
  • –  l’ospitalità presso alberghi del Trentino per lo staff tecnico e artistico per un massimo di 300.000 euro;
  • –  le spese di trasporto terrestre o aereo (elicottero) per l’artista per i giorni delle prove e del concerto;

    queste spese vengono giustificate dalla Provincia come investimento nell’ottica delle politiche di rilancio turistico-economico, di promozione e valorizzazione del Trentino e del marchio “Trentino”, al fine di aumentare l’attrattività del territorio. Il presunto indotto economico di lungo periodo a giustificazione di ingenti investimenti pubblici è tutto da dimostrare, posto che i grandi eventi musicali muovono fans e appassionati/e di musica per partecipare al concerto, spesso con una toccata e fuga, e solo una piccola quota di essi/e si ferma sul territorio più di un giorno e non è dimostrato vi ritornino (tesi questa sostenuta da ex vertici dell’APT trentina);

    sul concerto del 20 maggio 2022, l’amministratore delegato di Trentino Marketing srl, Maurizio Rossini, ha stimato che le ricadute sul territorio saranno superiori ai 10 milioni di euro. Al “Modena Park 2017”, concerto per i 40 anni di carriera di Vasco Rossi, l’indotto per il territorio si stima essere stato di 5.400.000 euro e gli spettatori erano il doppio di quelli attesi a Trento (solo il 10% si è fermato a dormire). Vero che a Trento ci saranno le prove e la data Zero e che i prezzi del Trentino sono più alti di quelli emiliani, ma far ricadere sul territorio il doppio dei soldi con la metà degli spettatori risulta a dir poco impresa ardua;

    alle spese legate all’evento specifico, vanno poi sommate quelle per l’allestimento dell’area in San Vincenzo (questa volta sarà una sistemazione definitiva?) con le tratte di accesso, i sottoservizi, l’area concerto della “Trentino music arena” (che al di là del nome altisonante, par di capire sarà un banale prato recintato). Spese che non sono ascrivibili a questo singolo evento, ma comunque rilevanti per le casse pubbliche, ragione che rende ancora più evidente lo sgarbo istituzionale della mancata condivisione con l’amministrazione del capoluogo sul destino dell’area.

Considerato altresì che:

il Comune di Modena con la delibera della Giunta comunale n. 129 del 14 marzo 2017 ha approvato lo schema di convenzione con la società Big Bang srl per il concerto per festeggiare i 40 anni di carriera di Vasco Rossi in un evento nel parco Enzo Ferrari, denominato “Modena Park 2017”;

con detta delibera e con lo schema di convenzione approvato, a differenza della Provincia Autonoma di Trento, il Comune di Modena ha previsto:

  • –  di rinunciare ai diritti di agenzia e ai costi di pubblicazione tramite i propri canali di comunicazione istituzionale per consentire la promozione gratuita del concerto da parte degli organizzatori, in cambio della valorizzazione del Comune di Modena e dei brand ad esso connessi nelle azioni comunicative e di marketing (quindi pubblicità a carico degli organizzatori e sponsorizzazione gratuita del Comune, non costi pubblicitari in carico al pubblico, con pagamento di importi aggiuntivi per aver gentilmente concesso la possibilità di promuovere il proprio marchio, come da accordi della PAT);
  • –  l’introito di 2 euro per ogni biglietto venduto (esclusi omaggi e pass), versati dall’organizzazione al Comune entro il 31/12/2017, comunque per un valore non inferiore a 350.000 euro per la copertura dei costi di funzionamento (la PAT invece si offre addirittura di comprare la quota di biglietti riservati non venduti);
  • –  di non farsi carico di opere accessorie (sottoservizi, reti, fondazioni o scavi) nell’area del parco Enzo Ferrari, tutte a carico degli organizzatori (la PAT, invece, con tutta l’area ancora da allestire, probabilmente predisporrà l’area appositamente per il concerto, con tutte le opere e oneri a proprio carico, vedremo se fra queste rientrerà anche un tappeto rosso per la star);
  • –  di non assumersi nessun onere, né spese, incluse quelle relative alla pubblicità della manifestazione e alle affissioni, e di non dare agli organizzatori rimborsi o indennizzi di sorta (altro che trasporto in elicottero dell’artista e alloggio per lo staff per 300.000 euro);

dalla determina del Settore risorse finanziarie e affari istituzionali del Comune di Modena, n. 822 del 10 maggio 2018 si evince che gli introiti derivanti dalla quota pattuita di 2 euro a biglietto del “Modena Park 2017” ammonta a 443.722 euro a fronte di 368.982,07 euro di spese per l’organizzazione del concerto, con un utile per il Comune di 74.739.93 euro. Di fatto il Comune di Modena ha portato in città 240.000 spettatori senza spendere un euro, anzi guadagnandoci;

paragonando lo schema di convenzione della PAT con quello del Comune di Modena viene da pensare che le due società che organizzano il concerto si stiano sfregando le mani pensando: “Chi mai li ha serviti e riveriti così prima? Pure una via intestata al nostro Vasco. Il tutto in cambio della semplice scritta “Trentino” sulle pubblicità. Un affarone!”

Tutto ciò premesso:

CHIEDO AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA

  • per quale motivo nello schema di convenzione approvato con delibera di Giunta n. 1257 del 26 luglio 2021 si sia deciso di pagare alloggio allo staff per un massimo di 300.000 euro e gli spostamenti, eventualmente anche in elicottero, per l’artista;
  • per quale motivo, sempre nello stesso schema di convenzione, si è deciso di acquistare i biglietti riservati ai cittadini dell’Euregio invenduti e non si sono, invece, fissate quote per ogni biglietto destinate alla Provincia a copertura delle spese organizzative;
  • per quale motivo ci si è assunti l’onere delle spese promozionali, attaverso Trentino Marketing srl, quando il Comune di Modena ha ottenuto la promozione del proprio marchio da parte degli organizzatori con spese promozionali a loro carico;
  • se davvero ritenga che una mostra su Vasco Rossi abbia una ricaduta in termini turistici per il territorio (e quindi se valeva la pena investire 100.000 euro) e in quali termini è quantificabile tale ritorno;
  • sulla base di quali elementi è stato calcolato dall’amministratore delegato di Trentino Marketing srl un indotto di oltre 10 milioni di euro, se per il doppio di spettatori il Comune di Modena ha avuto un indotto di circa 5.400.000 euro;
  • perché si ritenga che i grandi concerti possano avere un ritorno turistico per il territorio, quando è noto che gli spostamenti di pubblico che vi assiste sono legati al cantante e non al territorio che lo ospita, seppur promosso col logo “Trentino” in ogni occasione;
  • perché si è voluto procedere a un progetto di destinazione dell’area di San Vincenzo ad “arena” per i grandi eventi di spettacolo e sportivi senza confronto preventivo col comune di Trento.

    * Paolo Zanella consigliere provinciale FUTURA

 

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