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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

UILM – TRENTINO * PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: « SMART WORKING, ASSURDA LA POSIZIONE PRESA DALL’ATTUALE GIUNTA PAT CONTRO QUESTE NUOVE MODALITÀ DI LAVORO »

La Provincia ha obbligato anche le aziende partecipate ad allinearsi a quanto da loro deciso per i dipendenti pubblici. Lo stato di emergenza dovuta al COVID 19 ha impresso un’accelerazione inaspettata alla sperimentazione di nuove modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato.

Il ricorso “obbligato” a queste nuove modalità lavorative come telelavoro, lavoro agile, più conosciuto come smart working, hanno evidenziato l’enorme potenziale in termini di possibile risparmio per la pubblica amministrazione e nono solo, l’accelerazione nell’utilizzo di tecnologie digitali innovative e nella spinta virtuosa nella posa e nell’accensione di reti in fibra ottica.

Sicuramente vi è la necessità di trovare un giusto equilibrio fra la presenza fisica, laddove necessaria, e la possibilità di continuare a svolgere la propria attività lavorativa nelle nuove forme, risulta quindi assurda la posizione presa dall’attuale Giunta Provinciale contro queste nuove modalità di lavoro, talvolta osteggiate per la poca capacità di valutazione dell’operato dei lavoratori da parte della classe dirigente, ci vuole quindi impegno e volontà da parte di tutti per sfruttare al meglio questa possibilità.

Non ci risulta che la stessa Giunta Provinciale abbia analizzato la possibilità di razionalizzare la spesa, riorganizzando gli spazi lavorativi, evitando laddove possibile il pagamento di affitti importanti per stabili non di proprietà della stessa.

Come UILM possiamo portare ad esempio il caso di Trentino Digitale S.p.A., società di proprietà pubblica che a oggi, pur avendo uno stabile di proprietà, paga per la sede di via Gilli, un affitto annuo di oltre un milione di euro, aggiungendo le utenze e la manutenzione ordinaria si capisce come questa cifra diventa molto importante.

Molto spesso queste società immobiliari risultano con sedi fiscali all’estero, quindi non vi è neppure ricaduta virtuosa sul territorio.

Pensiamo quindi che la razionalizzazione della spesa, guardando a tutto il comparto pubblico, possa raggiungere cifre importanti, che in un momento come questo possono essere utilizzate per aiutare e sostenere lavoratori e imprese del territorio.

Non dimentichiamo che questa giunta ha più volte parlato di valorizzare anche le aree rurali, di contro nega il buono pasto a chi opera da remoto, impedendo che anche le attività commerciali delle valli possano incrementare le proprie entrate.

 

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Willj Moser e Marcello Decarli
SEGRETERIA UILM DEL TRENTINO