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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

FERRARI (PD) * AGRICOLTURA E RICERCA: « BELLA NOTIZIA IL CORSO DI LAUREA “AGRIFOOD INNOVATION MANAGEMENT“ AL CENTRO “C3A“ DI SAN MICHELE ALL’ADIGE (TN) »

Che bella notizia la partenza del corso di laurea in “Agrifood innovation management” presso il centro C3A (agricoltura, alimenti, ambiente) a San Michele! E’ importante che dopo lo stop forzato di troppi progetti, imposto dalla pandemia, ci sia un segnale così incoraggiante di ripartenza, in particolare in un campo così strategico come l’innovazione in agricoltura e alimentazione, settore identitario della terra trentina.

La Fondazione E. Mach è stata il motore generativo di competenze da cui si è ripartiti dopo la crisi agricola del XIX secolo, offrendo nei decenni ai giovani trentini un luogo di eccellenza dove formarsi e ai produttori un supporto costantemente aggiornato sull’evoluzione scientifica e tecnologica. Anche oggi la FEM deve poter essere pronta senza indugi ad accompagnare e soprattutto guidare processi di innovazione, dopo lo spartiacque storico che la vicenda COVID finirà per costituire.

L’intuizione del 2015 di associare un centro di ricerca di eccellenza come la FEM e la struttura universitaria di Unitn, che promuovemmo all’epoca come Provincia in accordo con l’allora Presidente Andrea Segrè e il Rettore Paolo Collini, si rivela oggi un punto di forza già collaudato, da cui ripartire. In un periodo in cui a livello mondiale si va verso aggregazioni, reti e sistemi integrati, il lavoro di sinergia tra le due istituzioni costituisce un’occasione straordinaria di competitività per il nostro territorio e per le persone che ci abitano e ci lavorano.

Certamente questa collaborazione può e deve crescere e potenziarsidopo il periodo iniziale della sperimentazione, come certamente sarà possibile fare grazie alla nuova convenzione. Non c’è bisogno di rallentamenti, ma di remare tutti verso questo obiettivo. Del resto l’ex-personale ricercatore di FEM, che è divenuto ora personale docente del C3A, continua a lavorare nella ricerca nel campus di San Michele, contribuendo all’accordo di programma di FEM insieme ai colleghi della Fondazione, condividendo le stesse infrastrutture ed uffici. Tale collaborazione genera benefici per entrambe le istituzioni e vantaggio per l’intero sistema trentino della ricerca.

Con il C3A si è creata in Trentino l’intera filiera della formazione nel settore agroalimentare – dalla laurea triennale, a quella magistrale fino al dottorato – con un indubbio vantaggio per le famiglie trentine che devono sopportare costi inferiori per lo studio dei figli e per gli stessi studenti e studentesse che possono formarsi e crescere sul nostro territorio, grazie anche alla sinergia con aziende locali e al ricco programma di iniziative volte a favorire l’accesso al mondo del lavoro. Offre inoltre alle aziende stesse la possibilità di partecipare a questo processo di innovazione, con il lavoro delle tesi, sperimentazioni e ricerche nel settore agroalimentare. Il corso di laurea triennale in viticoltura ed enologia, che prima si poteva concludere solo fuori provincia, ha permesso di risparmiare notevoli risorse per FEM, ma anche di investire in Trentino i finanziamenti che precedentemente andavano dispersi altrove. La Laurea magistrale in Agrifood Innovation Management è un percorso che unisce l’intera filiera, dalla produzione alla trasformazione fino al consumo. Il cibo oggi non è solo merce, ma un prodotto intimamente legato al territorio e anche innovazione e tecnologia.

È economia, comunicazione, ma anche valori nutrizionali e salutistici. Il manager dell’innovazione è una figura comune in molti settori, ma che nel settore alimentare in Italia non aveva ancora un suo percorso formativo dedicato. Si tratta di figure capaci di gestire l’innovazione lungo tutta la filiera, dalla produzione alla trasformazione, incluse la promozione e la commercializzazione, ma anche di leggere l’evoluzione della cultura alimentare e comprendere le dinamiche dei mercati agroalimentari, considerando l’evoluzione della legislazione, dei gusti e del comportamento del consumatore.

Le aziende italiane, e quelle trentine ancor più, sono medio piccole, e possono così giovarsi di una competenza di regia, piuttosto che di figure altamente specializzate su una singola competenza. I giovani formati dal corso potranno lavorare all’interno delle imprese, ma anche avviare start-up innovative o altre attività di auto-imprenditorialità, che in Trentino deve continuare ad essere incentivata anche con sostegni pubblici. Risolvere le problematiche strutturali, normative ed economiche delle aziende agricole non è compito di un corso di laurea, ma creare la cultura per fare si che si trovi la modalità per superarle sì. Il manager dell’innovazione avrà anche questo compito: portare dall’interno delle aziende, e quindi sul territorio, un cambiamento culturale. Il resto è compito della politica. E la buona politica deve saper riconoscere nell’innalzamento e diffusione delle competenze individuali e di sistema, quanto nell’investimento nell’eccellenza della ricerca, leve fondamentali per garantire al Trentino la possibilità di confrontarsi con i mercati internazionali e con le intelligenze globali.

 

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Consigliera Sara Ferrari

Capogruppo Pd – Consiglio provinciale Trento  – già Assessora Pat Università e ricerca