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Riceviamo e pubblichiamo integralmente:

DE GODENZ (UPT) * STRUTTURE TURISTICHE: « BENE IL FONDO ALBERGHI, IL TRENTINO E IL SUO PREZIOSO SETTORE TURISTICO MERITANO OGNI SOSTEGNO POSSIBILE »

Cons. Pietro De Godenz: bene il Fondo Alberghi, si proceda con velocità ed efficacia. Ho accolto in modo estremamente positivo la volontà espressa dall’assessore Spinelli e dalla Giunta di istituire un Fondo Alberghi per sostenere le strutture turistiche attive nella nostra provincia in crisi e, contemporaneamente, effettuare anche funzioni di vigilanza contro le infiltrazioni criminali.

Tale Fondo ricalca esattamente l’auspicio che il sottoscritto, assieme ai colleghi di minoranza, aveva espresso in un documento del maggio 2020 quando, in funzione anticrisi, il Consiglio provinciale aveva provveduto a lavorare in modo serrato al fine di trovare soluzioni concrete e durature. Nel dettaglio, il documento ribadiva come commercio e turismo, volani fondamentali dell’economia provinciale fossero, e in parte – data la forzata chiusura invernale e la stagione turistica estiva ancora incerta – ancora purtroppo sono, quelli maggiormente in difficoltà.

Citavamo, e oggi ribadisco, la necessità di ridurre le perdite, di sostenere gli imprenditori, i lavoratori, stagionali e non, del comparto, di garantire la sopravvivenza delle filiere di fornitori e servizi.
Nello specifico sottolineai, presentando io stesso il documento, la necessità di allontanare lo spettro del fallimento di molti dei 1700 alberghi trentini e invitai a cogliere l’occasione di studiare nuove modalità per rilanciare il settore, almeno avvicinandoci all’offerta della Provincia di Bolzano, la quale solo nel settore alberghi e ristoranti distanzia di più di 1 miliardo di euro di pil la nostra provincia, o ci avvicineremo, dissi, sempre più a quello che è già un problema emergente ovvero l’abbandono anche di qualità urbana di questi immobili.

Aggiunsi poi, riporto da qui testualmente, data l’attualità del tema “la necessità di sostenere il comparto con contributi in conto capitale, ma anche del sostegno alla fase transitoria, di riavvio. La sfida maggiore sarà però come affrontare il cambiamento delle abitudini e degli stili di vita della clientela in un’ottica in cui la salvaguardia e il rispetto dell’ambiente saranno la cifra della credibilità del Trentino sul mercato. Un patto generativo di sviluppo, contro uno scenario di chiusura. Decisive saranno le misure di mitigazione dell’impatto del distanziamento sociale, che andranno sostenute e realizzate in tempi brevi. Non solo. Ad esempio un’azione immediata di collaborazione tra ospitalità in seconde case e ristorazione per la consegna di pasti a domicilio potrebbe essere una strategia efficace, di particolare interesse a chi dovesse scegliere di andare in vacanza.

Una strategia da mettere subito nella comunicazione istituzionale di APT e Trentino Marketing. Si potrebbero anche incoraggiare gli albergatori ad allargare il loro orizzonte prendendosi in carico la gestione di un decina di appartamenti a testa. Letti freddi che verrebbero messi sul mercato potendo disporre di tutti i servizi alberghieri, come si trattasse di un albergo diffuso. Una modalità innovativa per valorizzare il turismo delle seconde case. Indipendentemente da ciò, il tema della gestione professionale dell’ospitalità nelle case vacanze al tempo di Airbnb, andrà fatta. Inoltre, in prospettiva, pensando soprattutto al settore alberghiero e ritenendo che il superamento delle crisi non riuscirà a salvare tutte le aziende oggi in difficoltà, poniamo il problema degli abbandoni e dei fallimenti di aziende alberghiere oggi attive, ma che in poco tempo potrebbero essere chiuse o vendute all’asta per poco nulla e destinate al cambio di destinazione d’uso.”

Infine proposi, a nome di tutta la minoranza, uno strumento molto simile a quello che la Giunta dice verrà messo in campo nei prossimi mesi – spero, aggiungo, il prima possibile e di concerto con tutti gli attori attivi nel turismo provinciale a ogni livello.

“Se vogliamo mantenere e rilanciare il turismo alberghiero, rafforzando l’offerta di qualità anche di piccole dimensioni” dissi e confermo oggi “è necessario attivare meccanismi di convergenza tra la proprietà immobiliare e la gestione alberghiera. Ad esempio un fondo immobiliare costituito anche dalla Provincia tramite trentino Sviluppo, che abbia come finalità l’acquisizione di immobili dismessi o derivanti da procedure esecutive, da assegnare in concessione a imprenditori o gruppi di piccoli imprenditori locali, soprattutto di giovani accompagnati da forme di tutoraggio professionale, che ne curino il recupero e la la rimessa in funzione, considerando anche gli attuali gestori. Per tale scopo dovrebbe intervenire il sostegno di contributi provinciali anche per l’accesso al credito. Il patrimonio immobiliare così acquisito dal Fondo potrebbe infine essere ceduto ai gestori con forme di “rent to buy” agevolato, o patti di riacquisto dopo un sufficiente periodo di gestione. Le imprese beneficiarie di tale meccanismo andrebbero peraltro sottoposte a condizionalità.

Sia nei contratti di gestione unitaria di ogni singola struttura, sia in una rete di forniture e servizi. Pensiamo ad un sistema cooperativo di imprese. Un’idea da strutturare ovviamente, ma che darebbe nuovo impulso al turismo, ai giovani imprenditori alle scuole di formazione e alla cooperazione.” Insomma, in conclusione, è necessario, ora più che mai, dare seguito a quanto dichiarato. Da parte mia come cittadino, consigliere provinciale e imprenditore attivo per anni nel turismo, non mancheranno certamente sostegno e stimoli in tale direzione. E sono certo che anche i miei colleghi consiglieri saranno molto attivi e partecipi sul tema. Il Trentino e il suo prezioso e insostituibile settore turistico meritano ogni sostegno possibile. cons. Pietro De Godenz