Gentile direttore Franceschi,
allego quanto oggi pubblicato sul quotidiano Il T, anche per consentire la visione ai lettori di Opinione.
Vanessa Masè
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Caro gasolio e autotrasporto: una tensione che interroga il sistema. Il caro carburante in queste settimane è tornato a essere una delle principali preoccupazioni per tutti coloro che hanno un mezzo a motore, e a maggior ragione il tema è centrale per il mondo dell’autotrasporto. In un settore caratterizzato da margini ridotti e forte concorrenza, anche variazioni minime incidono in modo significativo sui bilanci. Per chi percorre migliaia di chilometri ogni settimana, il carburante resta la principale voce di costo: l’incremento significativo a cui abbiamo assistito in questi 15 giorni può tradursi in una compressione immediata della redditività, soprattutto in presenza di contratti e tariffe definiti con mesi di anticipo.
Oltre al gravoso tema del costo, potrebbe affiancarsene uno di approvvigionamento: molti operatori segnalano come le compagnie stiano progressivamente privilegiando il canale retail rispetto all’extrarete. È una scelta comprensibile sul piano commerciale, perché il prezzo alla pompa garantisce margini più elevati, ma che produce effetti distorsivi. L’autotrasporto, che tradizionalmente si approvvigiona attraverso l’extrarete per contenere i costi, si trova così costretto a ricorrere ai circuiti ordinari, con un aumento immediato delle spese operative.
È necessario che tutti siamo consapevoli che l’autotrasporto rappresenta un anello essenziale della vita di ciascuno: cittadini, imprese, servizi. Se per qualche motivo i camion smettessero di circolare anche solo per pochi giorni, sarebbe la paralisi degli approvvigionamenti di tutti i beni, a maggior ragione oggi che i magazzini hanno poche scorte. Va da sé che l’aumento dei costi di trasporto si riflette inevitabilmente sui prezzi delle merci e dei servizi, con effetti che si propagano all’intero sistema produttivo. Per questo diventa centrale evitare dinamiche speculative e garantire trasparenza nella formazione dei prezzi dei carburanti.
Permane inoltre una criticità strutturale legata al sistema di recupero delle accise, che comunque è previsto solo per i mezzi di peso complessivo oltre le 7,5 ton e per veicoli Euro V o superiori. Pur essendo formalmente previsto, il meccanismo agisce su base trimestrale, ma può avere anche tempi molto più lunghi.
Ne deriva che le imprese sono spesso chiamate ad anticipare costi rilevanti senza poter contare su un recupero stabile e prevedibile, aggravando ulteriormente la pressione finanziaria in una fase già complessa.
Certo, molte dinamiche esulano ampiamente dal contesto provinciale, ma ritengo sia doveroso prestare particolare attenzione a questa categoria essenziale, che oggi si trova a dover fronteggiare sfide complicate. Penso ad esempio alla carenza di autisti, ormai emergenziale, considerato anche l’età media dei conducenti oggi inseriti nelle aziende; la concorrenza sleale e le difficoltà competitive in contesti sempre più grandi, che ci interrogano rispetto al dimensionamento aziendale. Ma anche i persistenti attacchi alla libera circolazione, se pensiamo al Brennero e ai suoi divieti; le difficoltà legate alle infrastrutture ferroviarie che dovrebbero bilanciare meglio il rapporto ferro-gomma; la considerazione sociale di questo lavoro erosa sempre più nel tempo; la pericolosa minaccia di una organizzazione a slot dell’autostrada, cavalcata a nord del Trentino; e potremmo continuare per molte righe.
Il confronto con le associazioni di categoria ha dimostrato quanto sia decisivo mantenere un dialogo costante con chi opera quotidianamente sulla strada. Le imprese non chiedono privilegi, ma condizioni che consentano programmazione e competitività.
In una fase segnata da instabilità geopolitica e tensioni energetiche, l’autotrasporto non può diventare la variabile di aggiustamento del sistema. Difenderne la sostenibilità economica significa tutelare la tenuta dell’economia reale e la capacità delle nostre filiere di continuare a funzionare.
Vanessa Masè
Consiglio Provincia autonoma Trento (La Civica)
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