Gentile direttore.
mancano 100 giorni ai Giochi Olimpici nell’attesa cresce l’emozione nel veder così vicino un evento unico per la nostra comunità, la nostra provincia, la nostra nazione. In questi 100 giorni le Olimpiadi troveranno sempre più spazio nel mondo dello sport, dell’informazione e l’adrenalina aumenterà progressivamente col diminuire delle ore che ci separano dal 6 febbraio 2026. Ci apprestiamo a vivere un evento dal fascino e dal valore immutato nel tempo.
I Giochi olimpici, infatti, mantengono inalterato il loro format da più di 2800 anni, sono, cioè, un evento sportivo agonistico pubblico che si svolge ogni quattro anni. Nella Grecia classica erano un rito religioso dedicato a Zeus, riservato ai soli uomini greci liberi, di censo elevato dove l’athlos gareggiava per conquistare il premio simbolico della gloria per sé e per la propria città, oltre a privilegi economici.
I vincitori venivano celebrati dai grandi poeti ed artisti e diventavano modelli ai quali ispirarsi. La competizione non era solamente individuale, ma era un confronto tra le diverse poleis anche in prospettiva per affermare la supremazia della Grecia nei confronti del mondo barbaro.
Il desiderio di de Coubertin di trovare un agone dove la gioventù mondiale potesse misurarsi in maniera pacifica fu la leva per la rinascita dei Giochi olimpici dopo la sospensione del 393 dc voluta da Teodosio. L’attuale carattere internazionale e i valori della Carta Olimpica quali il rispetto, l’eccellenza, la fratellanza e la cultura attraverso lo sport, fanno dei Giochi Olimpici e Paralimpici un strumento di contaminazione mondiale per la costruzione della dignità delle persone, soprattutto come fattore determinante per la crescita sociale.
Tra 100 giorni vivremo un’esperienza indimenticabile dove l’argomento principale sulla bocca di tutti sarà lo sport. Possiamo già pensare alle immagini riguardanti le gesta tecniche degli atleti, gli exploit e le delusioni, le lacrime di gioia e gli inni nazionali. Immagini che grazie alle Olimpiadi e Paralimpiadi non scompariranno ma saranno trasmesse a lungo e con esse la solidarietà, la pace, la collaborazione, l’equità di genere e l’amicizia tra i popoli.
Tutti questi valori sono racchiusi nella Fiamma olimpica, che a fine novembre sarà accesa a Olimpia per poi transitare in tutta Italia e accendere il braciere olimpico il 6 febbraio 2026. Quasi contemporaneamente verrà presentata all’Onu la proposta di Tregua Olimpica, che in antichità veniva sempre rispettata. L’auspicio è che tutti i paesi accettino tale accordo e che il mondo possa davvero assistere a dei Giochi Olimpici e Paralimpici che rendano merito alla loro vera essenza.
Ancora 100 giorni per prepararci a due mesi dove tutto il mondo sarà riunito nel nome dello sport. L’evento olimpico, infatti, è l’unico veramente globale, ben 206 nazioni sono riconosciute da CIO e ammesse ai Giochi, con una rappresentanza che finalmente ha raggiunto con fatica la parità tra atlete e atleti, essendo proposte lo stesso numero di gare per entrambi i generi. I territori che li ospitano sono riconosciuti dall’immaginario collettivo per sempre “territori olimpici e paralimpici” e questo è quello che il Trentino si appresta a diventare.
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Paola Mora
Presidente Coni – Trentino
