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ZENI (PD) – INTERROGAZIONE * CENTRO SERVIZI “SANTA CHIARA”: «SI STA GIÀ PROVVEDENDO AD INDIVIDUARE I CRITERI PER LE NUOVE NOMINE NEL CONSIGLIO D’AMMINISTRAZIONE? »

Con un’interrogazione, oggi presentata in Consiglio provinciale dall’esponente del Partito Democratico Luca Zeni, si chiede alla Giunta provinciale di fare chiarezza rispetto all’ormai imminente scadenza del consiglio d’amministrazione del Centro Servizi culturali “S. Chiara” di Trento ed ai “boatos” che, attorno al rinnovo di queste nomine, girano da settimane. Ma l’occasione è soprattutto utile per capire, non solo i criteri delle citate nomine, ma quale sarà la “mission” che si intende affidare al nuovo consiglio d’amministrazione e quali orientamenti ha elaborato la Giunta provinciale in materia di politiche dello spettacolo dal vivo e riprodotto per i prossimi anni, posto che questo settore è, da sempre, molto vivace su tutto il territorio provinciale.

 

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Interrogazione n.
QUALE FUTURO PER IL CENTRO SERVIZI CULTURALI “S. CHIARA”?

In vista dell’ormai imminente scadenza degli organi di governo del Centro Servizi culturali “S. Chiara” di Trento e quindi del loro rinnovo, è forse il caso di approfondire alcuni temi per chiarire gli orientamenti della Giunta provinciale in proposito e per valutare le modalità di nomina del nuovo consiglio d’amministrazione di un ente che, per ruolo ed importanza, ha un protagonismo, nel settore dello spettacolo dal vivo e riprodotto, almeno pari a quello che hanno i principali musei del Trentino e le grandi istituzioni culturali territoriali.

Dopo una straordinaria opera di risanamento dei bilanci dell’ente ed un forte recupero di credibilità, messa a dura prova da trascorse infedeltà di alcuni dipendenti, il Centro Servizi culturali “S. Chiara” si è andato via via affermando come la principale realtà propositiva e dinamica nel panorama dello spettacolo dal vivo in Trentino, grazie anche ad una dirigenza tecnica e ad una struttura efficienti e di alto livello qualitativo e ad un consiglio d’amministrazione che, pur nel cambio di presidenza, ha saputo comunque e sempre gestire con lungimiranza ed intelligenza alcune partite di sviluppo anche sinergizzando le proprie proposte con quelle di altri importanti soggetti culturali come il Teatro Stabile di Bolzano ed il Coordinamento Teatrale Trentino, riportando così il teatro della nostra provincia su standard qualitativi decisamente all’altezza delle migliori proposte del panorama nazionale.

Sinteticamente questo forse potrebbe essere il sunto di un quinquennio positivo e sul quale fondare le basi per ulteriori processi di crescita futuri; processi che andranno affidati al nuovo consiglio d’amministrazione, posto che quello in carica dovrebbe scadere nella seconda metà del prossimo mese di ottobre.

Come spesso accade in simili frangenti ovunque si odono i “boatos” più o meno interessati che danno per certe alcune nomine e per escluse altre, in una sorta di stillicidio che valorizza anche ipotesi come quelle di un noto imprenditore dello spettacolo roveretano molto vicino all’attuale Assessore competente per materia.

Ma non è di questo continuo rincorrersi di fantasie che debbono occuparsi le istituzioni, mentre alle stesse spetta il ben più complesso compito di valutare ciò che fin qui è occorso e di programmare seriamente il futuro, definendo e ridefinendo i contorni dell’impegno dell’ente per i prossimi anni; delle collaborazioni virtuose dello stesso e delle prospettive della politica culturale provinciale nel settore dello spettacolo e delle arti del palcoscenico, forse un po’ trascurato in questa Legislatura in favore del fermentante mondo dei musei e dei loro vivaci vertici.

In un’ottica di crescente contrazione delle risorse sarà quindi opportuno porre a regime una forte regia pubblica sia per reperire, laddove possibile, ogni tipo di risorsa disponibile sia sul piano nazionale come su quello comunitario, sia per implementare le sinergie già esistenti e per avviarne altre in una dimensione programmatoria efficace ed efficiente capace di potenziare l’offerta anche in presenza di minori disponibilità economiche. Non si tratta di mera ragioneria finanziaria.
La sfida del futuro è rappresentata infatti, almeno a parere dello scrivente, dallo sfruttamento di ogni possibilità presente sul mercato, anche attraverso progetti che vedano fondersi i principali soggetti di promozione e distribuzione, in un unico e nuovo profilo istituzionale in grado di rapportarsi con le esigenze tutte del territorio a partire da quelle delle periferie e con gli orizzonti in continua evoluzione dello scenario nazionale ed europeo ed all’interno di un chiaro disegno di politica culturale quanto meno di media deriva.

 

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Alla luce di tali considerazioni si chiede cortesemente di poter interrogare la Giunta provinciale al fine di sapere:

– se la stessa sta già provvedendo ad individuare i criteri per le nuove nomine nel consiglio d’amministrazione del Centro Servizi culturali “S. Chiara” ormai in scadenza;

– quale “mission” si intende affidare al nuovo consiglio d’amministrazione dell’ente, posto che potrebbe rivelarsi un errore cambiare l’attuale direzione di marcia, in favore di una visione più ripiegata sull’erogazione di servizi anziché sulla progettazione culturale;

– quali orientamenti ha elaborato la Giunta provinciale, ad un anno circa dal suo insediamento, in materia di politiche dello spettacolo dal vivo e riprodotto ed anche in previsione della prossima manovra di bilancio provinciale;

– quale futuro si intende disegnare per il Centro Servizi culturali “S. Chiara” e quali sinergie saranno eventualmente potenziate con gli altri grandi soggetti territoriali della produzione e della distribuzione.

A norma di Regolamento si richiede risposta scritta.

Distinti saluti.

– avv. Luca Zeni –