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UNIVERSITÀ DI TRENTO * COVID – DPCM: « DAL 9 NOVEMBRE LE LEZIONI SI TERRANNO IN PRESENZA SOLO PER GLI STUDENTI DEL PRIMO ANNO DI OGNI CORSO, CHIUSI GLI SPAZI STUDIO »

La misura introdotta da un decreto del rettore. La novità didattica scatta a seguito delle disposizioni del Decreto del presidente del Consiglio dei ministri firmato nei giorni scorsi. Aperte Biblioteca Universitaria Centrale (BUC), la Biblioteca di Scienze e la Biblioteca di Ingegneria, ma restano chiusi gli spazi studio. Tutte le informazioni aggiornate sul portale di Ateneo.

Ha conseguenze anche per la comunità universitaria dell’Ateneo trentino il Dpcm firmato nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e contenente le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19 in Italia. A partire da lunedì prossimo, 9 novembre, si terranno in presenza solo le lezioni per studenti e studentesse del primo anno di ogni corso di studio e i laboratori. Invece saranno erogate interamente a distanza le attività formative degli anni di corso successivi al primo.

Questa è forse la novità più importante tra quelle contenute in un decreto del rettore firmato ieri pomeriggio e trasmesso in queste ore alla comunità universitaria. I direttori e le direttrici delle strutture accademiche avranno un giorno per modulare questi interventi nel modo più adatto alle esigenze dei propri corsi di studio, adottando le misure organizzative necessarie a rendere possibile una efficace fruizione della didattica.

Altra comunicazione importante per tutti gli studenti e le studentesse dell’Ateneo: vista la situazione, restano chiusi gli spazi studio. Rimangono aperte, invece, la Biblioteca Universitaria Centrale (BUC), la Biblioteca di Scienze e la Biblioteca di Ingegneria oltre ai relativi servizi di prestito e di consultazione. L’accesso è consentito esclusivamente all’utenza interna nel rispetto delle norme anti-contagio già in essere.

Nel decreto del rettore si comunica anche che tutti gli appelli di esame (fatti salvi quelli che si svolgono nei laboratori) e le varie forme di verifica del profitto, così come anche le riunioni degli organi collegiali si terranno interamente a distanza, fatti salvi casi eccezionali e specifici (ad esempio la tutela di studenti con disabilità/DSA), preventivamente autorizzati. Sospese anche le trasferte del personale a livello sovraregionale, salvo i casi di indifferibilità e urgenza preventivamente autorizzati.

Un cambiamento importante, ma che non coglie l’Ateneo impreparato. L’Università di Trento dal 14 settembre aveva riattivato le lezioni in aula, seppur con un protocollo di sicurezza piuttosto stringente e varie limitazioni. In questo periodo, rispettando le regole di comportamento per accedere agli edifici dell’Ateneo, una parte dell’attività didattica era ripresa in presenza dopo il periodo del lockdown nel quale l’offerta didattica era solo in modalità online.
Ora, il nuovo Dpcm, riserva le lezioni in presenza solo al primo anno dei diversi corsi di studio. In questo modo l’Ateneo contribuisce al contenimento del contagio e anche ad alleggerire il carico del trasporto pubblico.

Studenti e studentesse del primo anno per accedere dovranno, come al solito, effettuare check-in e check-out attraverso la UniTrentoApp installata sul proprio smartphone. Trovano i QR-Code all’ingresso e alle uscite di ogni sede; i percorsi di accesso e uscita sono stati infatti diversificati proprio al fine di limitare assembramenti di gruppi studenteschi nei corridoi. L’indicazione è di tenersi aggiornati con la app, indossare la mascherina, igienizzarsi le mani e seguire la segnaletica per raggiungere l’aula. Presenza e spostamenti all’interno dell’edificio dovranno essere quelli strettamente necessari per frequentare le lezioni.