VIDEONEWS & sponsored

(in )

“TRENTO UNIVERSITÀ IN AZIONE“ E “TRENTINO IN AZIONE“ * FACOLTÀ MEDICINA: « UN NUOVO CORSO NON È LA RISPOSTA ALLA CARENZA DI MEDICI, LE RICADUTE SAREBBERO SOLO TRA 10 ANNI »

La giunta provinciale di Trento ha avviato un confronto con i vertici dell’Università di Padova in vista dell’attivazione di un percorso di formazione in medicina nella città di Trento. Lo ha reso noto il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti, parlando di un tavolo tecnico di valutazione nato per risolvere il problema della carenza di personale medico in Trentino.

Tale confronto è stato avviato senza coinvolgere l’Università di Trento.

Trento Università in Azione e Trentino in Azione ritengono sia le modalità che il contenuto della proposta inadeguati.

Risulta incomprensibile la scelta della Giunta Fugatti di non coinvolgere in questo percorso l’Università di Trento, posto che la scelta avrà inevitabilmente anche delle ricadute sui corsi attuali rischiando, in tempi di calo delle risorse pubbliche, di impoverire i corsi di laurea oggi attivati dall’Università di Trento e di pregiudicarne la qualità.

Con un bilancio in diminuzione sembra scellerato investire in una delle facoltà più costose e non nel creare una rete ospedaliera efficiente e trascurare gli investimenti su eventuali Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCSS).

In questo momento servono risorse ingenti da investire nella medicina dei territori, per la cura degli anziani, per una rete oncologica efficiente in grado di sostenere pazienti e familiari con risposte di qualità.

Il nuovo percorso di laurea non porterà i benefici dichiarati dal Presidente Fugatti, perché anche fosse attivato domani nessuna ricaduta si potrebbe avere prima di 10 anni. La carenza di medici non si risolve con un nuovo percorso di laurea che dovrebbe risultare attrattivo rispetto a poli come Milano, Roma, Padova ma con un’azione intelligente a livello statale sul numero chiuso, su una regolamentazione diversa per l’accesso alle specializzazioni ed un percorso universitario che dovrebbe essere aggiornato ed in linea con i migliori modelli europei.

Riconosciamo che quello della mancanza di personale medico sia una priorità anche per il nostro territorio, ma allora perché non coinvolgere la nostra Università, le Università di Verona e Innsbruck con le quali sono già attivati proficui rapporti di collaborazione e attivare scuole di specializzazione al fine di garantire veramente la formazione e la permanenza in Trentino di personale medico?

Ci chiediamo se è questa l’ennesimo annuncio a cui non seguono fatti della giunta Fugatti o un passo concreto per piegare l’autonomia della nostra Università e della nostra Provincia alle esigenze del Veneto?

 

*

Comunicato di Trento Università in Azione e Trentino in Azione