INTERVISTA AL SEGRETARIO UIL TRASPORTI DEL TRENTINO

NICOLA PETROLLI

Focus su: Trasporto urbano Trento - Rovereto/Riva del Garda

 Ferrovia Trento/valli Avisio - Contratto Pat

IBRAHIMOVIC-LEOTTA/ IMPAZZA IL GOSSIP SU DILETTA E CAN YAMAN, MA «OGGI» HA SCOPERTO CHE LEI HA PASSATO LA SERA DI CAPODANNO CON IL CALCIATORE

Mentre sul web impazza il gossip su Diletta Leotta e l’attore turco Can Yaman, spunta un altro intreccio pericoloso. Giravano voci, poi ci sono stati avvistamenti misteriosi, ma adesso il settimanale OGGI ha scoperto che la sera del 31 dicembre, a casa di lei c’era Zlatan Ibrahimovic. «Lo hanno passato insieme dalle 21.20 fino a mezzanotte meno un quarto, quando le luci si sono spente per non riaccendersi più», ha rivelato una fonte al settimanale, in edicola da domani. Nel resoconto raccontato con precisione c’è un’aria complessiva di intimità, di consuetudine.

ANDREA MUCCIOLI A «OGGI»: «UN COMPLOTTO PER CACCIARMI FUORI DA SAN PATRIGNANO»

In un’intervista a OGGI, in edicola da domani, Andrea Muccioli, figlio del fondatore di San Patrignano e suo erede al vertice della comunità di recupero per tossicodipendenti per 16 anni, torna sulle polemiche legate al docufilm di Netflix «SanPa» e fa luce sulla sua clamorosa estromissione nel 2011.
Dopo aver difeso la figura del padre («Lui era come un gigante che apre la strada a colpi di machete in una foresta inesplorata, dove nessuno voleva entrare… Questo è stato mio padre: certo che facendolo ha commesso anche degli errori… ha dovuto delegare a persone che non erano assolutamente preparate a farlo. Questo è stato l’errore più grave, che ho cercato in parte di non rifare»), Andrea Muccioli racconta la sua estromissione per volontà della famiglia Moratti.
«È stato creato un buco finanziario e hanno dato la colpa a me, ecco il complotto… perché, se sono stato un ladro o un mostro, nessuno mi ha mai portato in tribunale? Strano, vero? In compenso, a chiunque è stato proibito di avere rapporti con me o con la mia famiglia: perché mai? Sono stato male. Ma non perché abbia dovuto reinventarmi la vita, con i 78 mila euro che mi hanno dato come “liquidazione” per vent’anni di volontariato. Ma perché la mia identità è stata distrutta. Io, mia moglie e anche i miei figli per anni siamo stati depressi… Eravamo stati ridotti a dei paria. Da chi? Dai finanziatori, dalla famiglia Moratti».
Il motivo della rottura? Risponde Andrea Muccioli: «In parte i figli hanno spinto i genitori. Ma probabilmente ci ho messo del mio, facendo trasparire che non condividevo molte delle loro scelte, di tipo strategico o politico».

CASO GENOVESE/DANIELE LEALI A «OGGI»: «SI’, HO VISTO COSE DA VOLTASTOMACO»

«So che amava il sesso estremo… Una volta m’ha mostrato un filmato sul suo cellulare. Uno schifo. Gli ho detto di fermarsi, mi veniva il voltastomaco».
Così Daniele Leali, amico e socio di Alberto Genovese, milionario della new economy finito in galera per aver drogato e stuprato per 24 ore una ragazza di 18 anni, in un’intervista a OGGI, in edicola da domani.
Leali nega di essere indagato per spaccio di stupefacenti: «In realtà non ho ricevuto avvisi di garanzia e anche in tribunale non risulta nulla… La droga c’era, ma era di Alberto, era lui che se la procurava ed era lui a un certo punto della serata che la metteva a disposizione di tutti». Racconta di aver provato a limitare gli abusi di droga di Genovese: «Non so quante volte l’ho fatto. “Scusa fratello, hai ragione”, mi rispondeva. Ai primi di ottobre m’aveva avvicinato la madre. Mi chiese aiuto per suo figlio, non lo vedeva più presente. Allargai le braccia. “Se non riesce lei che è la mamma…”, risposi». Ammette che gli atti con la ricostruzione dello stupro sono una «lettura orripilante. Al di là di ogni immaginazione… Ma tutti, vittima compresa, abbiamo scoperto quel che era successo dopo che i Pm sono riusciti a vedere i filmati».
Infine, dato che altre cinque ragazze hanno denunciato Genovese, commenta: «Quando c’era da andare con Alberto su un jet o in un beach club a bere champagne andava bene, adesso è diventato un mostro. Fino a ieri condividevano le sue perversioni, vivevano in casa sua, usavano la sua carta di credito e oggi, di colpo, si accorgono di aver subito violenza e di aver diritto a un risarcimento».

 

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