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RAI RADIO2 – “ I LUNATICI ” * ENRICO MONTESANO: « CHI VUOLE BENE ALLA LAZIO NON PARLA DI SCUDETTO, SPERIAMO IN UN RINFORZO IN DIFESA O ESTERNO SINISTRO »

Enrico Montesano è intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 nel corso del format “I Lunatici”, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio, in diretta anche nella notte di Natale, dalla mezzanotte e trenta alle sei del mattino.

Montesano ha fatto a tutti gli ascoltatori di Radio2 gli auguri di buone feste: “Per prima cosa vorrei augurare Buon Natale a tutti quelli che non si sentono bene, sono soli, sono in ospedale, sta soffrendo o ha qualche problema. Bisogna resistere! Io starò in casa, poi se riuscirò andrò a messa. Il Natale bisognerebbe viverlo come un fatto individuale, il consumismo sta vincendo, ma il Natale non è la cena o i regali. Natale è nascere o rinascere. Cerchiamo di farlo al meglio o al bene”

Poi ha parlato un po’ di se: “Un Natale della mia vita che non dimenticherò mai? Quando ero molto piccolo mi mettevo a cavallo del coperchio della macchina da cucire di mia zia Rosa, attorno al tavolone grande che stava nel tinello. C’erano tutti i parenti che giocavano a tombola, appena mi muovevo cadevano i fagioli e le bucce di mandarino che usavano per segnare i punti. Una notte di Natale, avevo sei o sette anni, mi portarono in ospedale a togliere un dente. I miei genitori mi accompagnarono al pronto soccorso perché stavo veramente male. Capodanno? Vorrei starmene tranquillo con un libro a leggere. Ho fatto tanti ultimi dell’anno recitando e facendo gli spettacoli con la gente che mi tirava le palline e le trombette. Ora che sono più grande mi piace sentire i botti e i fuochi ma lo vivo come una giornata qualunque”.

Montesano ha parlato del politicamente corretto: “Porto a teatro un monologo non autorizzato parlando di ciò che ci proibisce o ci vieta il politicamente corretto. Come un Pasquino, provo a scimmiottare questa cosa. Tratterò anche argomenti inconsueti. I comici sono come le automobili, gli argomenti sono come le strade. Su certi argomenti si creano ingorghi di comici. Con il politicamente corretto di oggi, non si sarebbero potuti fare tanti film o tante canzoni. Sono gli americani che esasperano certe cose, poi l’Italia le mutua”.

Sugli esordi nel mondo dello spettacolo: “Avevo una nonna, Bianca, che ha vinto un mignolo di Oscar. Partecipò a ‘Divorzio all’Italiana’, faceva la mamma di Marcello Mastroianni. Però i miei nonni, proprio perché conoscevano l’ambiente, mi frenarono molto. Mio nonno era direttore d’orchestra, mi disse che prima avrei dovuto studiare, almeno prendere il diploma. Erano guardinghi”.

Sul Conte Tacchia: “In quel set mi sono divertito molto. Avevo un regista straordinario come Sergio Corbucci che mi ha insegnato tante cose. E poi c’erano due artisti straordinari come Panelli e Gassman. Vittorio era straordinario, Panelli mi faceva sempre ridere. Era un uomo intelligente e spiritosissimo. Stare con loro era bella”.

Su Grand Hotel Excelsior: “Con Adriano Celentano, un altro straordinario personaggio. Noi tutti siamo stati tifosi di Adriano e mettevamo le 100 lire nel Jukebox per sentire le sue canzoni”.

Su Noi uomini duri: “Con Renato Pozzetto abbiamo fatto veramente una settimana in un campo di sopravvivenza. C’era un vecchio maestro polacco che ci ha insegnato come comportarci in situazioni estreme. E anche il ponte tibetano, l’abbiamo fatto davvero”.

Sulla Lazio, sua grande passione sportiva: “Lo scudetto? No…Chi vuole bene alla Lazio, come dicono Tare e Inzaghi, non deve parlare di scudetto. La Lazio sta già facendo tante belle cose, siamo contenti così, tutto quello che viene va bene. Mercato? Lotito sa benissimo quello che deve fare, se non lo fa vuol dire che ci sono motivi anche di convenienza economica. Noi tifosi speriamo sempre in un rinforzi in difesa, in un esterno che possa dare il cambio ai titolari. Però abbiamo una bella squadra. Mi ricorda quella di Maestrelli che magicamente arrivò in cima. Anche quella squadra aveva 14 o 15 giocatori, non di più. Non siamo come la Juventus che ha due squadre e mezzo”.