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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * MISSIONE SALUTE: « PREVISTI DAL POP 68 MILIONI, DI CUI 64 MLN DI RISORSE DERIVANTI DAL PNRR »

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17.30 - venerdì 22 aprile 2022

Missione Salute: oltre 68 milioni di euro, di cui più di 64 milioni dal PNRR e il resto dal bilancio provinciale. Riguardano da un lato l’assistenza sanitaria territoriale, dall’altro l’innovazione e la digitalizzazione.

Con la delibera dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, questa mattina la Giunta provinciale di Trento ha approvato il POP – Piano operativo provinciale, che individua gli interventi della cosiddetta Missione 6 del PNRR, il Nazionale di Ripresa e Resilienza che consente di accedere ai fondi dell’Unione europea per la ripresa dalla pandemia. Nel dettaglio la Missione Salute si articola in due componenti, la prima riguarda le Reti di prossimità e le strutture di telemedicina per l’assistenza sanitaria territoriale, mentre la seconda l’innovazione, la ricerca e la digitalizzazione del Servizio sanitario.

Potenziare l’assistenza territoriale, allineando i servizi ai bisogni delle comunità e dei pazienti anche alla luce delle criticità emerse durante l’emergenza pandemica, rafforzare poi le strutture, i servizi sanitari di prossimità e i servizi domiciliari, sviluppare la telemedicina avanzata, mediante l’adeguamento strutturale e la riorganizzazione di strutture e servizi già attivi nei territori del servizio sanitario provinciale, sono alcuni degli obiettivi che fissa il Piano operativo provinciale, come illustrato dall’assessore alla salute.

Vi è poi tutto il percorso rivolto al rinnovamento e all’ammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti, nonché al rafforzamento delle competenze del personale e alla formazione. In totale il POP prevede una spesa complessiva pari a 68.031.923,20 euro di cui 64.655.823,20 di risorse derivanti dal PNRR.

 

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Reti di prossimità
La Rete di prossimità prevista dal Piano operativo provinciale si articola in 10 Case della comunità, 5 Centrali operative territoriali e 3 Ospedali di comunità.

Le Case della comunità sono strutture fisiche dedicate ai servizi sanitari di base che promuovono un intervento integrato e multidisciplinare; si tratta di un modello organizzativo di prossimità, in grado di coordinare e integrare tutti i servizi di assistenza sanitaria di base per la comunità di riferimento, con particolare attenzione ai pazienti cronici. In tali strutture, al fine di poter erogare tutti i servizi sanitari di base, lavorano in equipe Medici di medicina generale, Pediatri di libera scelta in collaborazione con gli Infermieri di famiglia o di comunità, gli specialistici ambulatoriali e altri professionisti. Si tratta di un modello organizzativo già presente in provincia di Trento e che ora, nell’ambito della strategia di attuazione del PNRR e delle risorse con esso stanziate, verrà ulteriormente rafforzato e potenziato attraverso investimenti strutturali che interesseranno, in diversa misura, strutture già esistenti di fatto assimilabili per funzione alle Case della comunità, nonché strutture che verranno adibite a tale funzione, anche di nuova realizzazione.

Le Centrali Operative territoriali rappresentano un modello organizzativo innovativo che svolge una funzione di coordinamento della presa in carico della persona in raccordo con la rete dell’emergenza urgenza, con la centrale operativa 116117 e con servizi e professionisti coinvolti in diversi setting assistenziali.

Gli Ospedali di comunità infine sono strutture con un numero limitato di posti letto (15-20) gestito da personale infermieristico, in cui l’assistenza medica è assicurata dai medici di medicina generale o dai pediatri di libera scelta o da altri medici dipendenti o convenzionati con il servizio sanitario; prendono in carico pazienti che richiedono interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio, ma che necessitano di ricovero in queste strutture intermedie per mancanza di un domicilio idoneo e di sorveglianza infermieristica continuativa. In provincia di Trento si è disposto l’avvio di queste strutture intermedie in forma sperimentale, attualmente trovano collocazione presso due strutture dell’Azienda sanitaria, i presidi di Mezzolombardo e Ala, nonché presso l’Ospedale San Camillo di Trento e la Casa di cura Solatrix di Rovereto. In base al POP si prevede di potenziare le strutture intermedie portando a tre Ospedali di comunità a livello aziendale: oltre ai due già esistenti (Mezzolombardo e Ala), è previsto un ulteriore Ospedale di comunità a Pergine Valsugana.

 

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Innovazione, ricerca e digitalizzazione
Si tratta di misure rivolte al rinnovamento e all’ammodernamento delle strutture tecnologiche e digitali esistenti, al completamento e alla diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), a una migliore capacità di erogazione e monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), attraverso più efficaci sistemi informativi. Rilevanti risorse sono destinate anche alla ricerca scientifica e a favorire il trasferimento tecnologico, oltre che a rafforzare le competenze e il capitale umano del SSN anche mediante il potenziamento della formazione del personale.
In particolare è previsto il potenziamento del livello di informatizzazione di ciascun reparto delle strutture ospedaliere sede di DEA (Dipartimento Emergenza e Accettazione), attraverso i seguenti progetti: nuova cartella clinica elettronica (SW e Svcs), modernizzazione servizi diagnostici (SW e Svcs) e rinnovo apparecchiature di rete e centrali telefonia per VoIP.

È stato inoltre autorizzato l’ammodernamento delle grandi apparecchiature sanitarie ospedaliere tramite la sostituzione di modelli obsoleti con modelli tecnologicamente avanzati: TAC a 128 strati, acceleratori lineari, sistemi radiologici fissi, angiografi, gamma camere/TAC, ecotomografi. Nell’ambito dell’investimento “Verso un ospedale sicuro e sostenibile” è stato previsto di allineare le strutture ospedaliere alle normative antisismiche, secondo quanto già delineato dalla precedente deliberazione della Giunta provinciale del 3 settembre 2021. Infine è previsto lo sviluppo delle competenze professionali del personale sanitario attraverso l’aumento delle borse di studio di medicina generale ed un programma di formazione sulle infezioni ospedaliere.

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