Coronavirus: un Protocollo per potenziare la capacità diagnostica. “A regime previsti 1500-2000 tamponi al giorno”, così l’assessore Stefania Segnana.

Un Protocollo contenente indicazioni per l’Azienda sanitaria per raggiungere, a regime, la cifra di 1500/2000 tamponi al giorno. Lo ha approvato oggi la Giunta provinciale, su indicazione dell’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, Stefania Segnana, prevedendo che Apss operi unitamente al Comitato regionale della Croce Rossa Italiana, a Cibio, Fondazione E. Mach, Fondazione Bruno Kessler e Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, per l’effettuazione dei tamponi e per la loro analisi. “Per contenere la diffusione del virus è necessario accrescere le capacità di diagnostica – ha evidenziato l’assessore Segnana -, per questo vogliamo garantire ogni utile supporto operativo e logistico alle autorità sanitarie e di protezione civile. La maggiore capacità diagnostica, ovvero l’aumento dei tamponi, dovrà servire in primis per i nostri operatori sanitari, che stanno dando cuore e anima in questa straordinaria emergenza, e per gli operatori impegnati a garantire i servizi essenziali”.

L’assessore Segnana ha quindi ripercorso cosa è stato messo in campo da quando, il 30 gennaio 2020, l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato l’epidemia da COVID-19 un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale e il Consiglio dei Ministri il 31 gennaio ha dichiarato lo stato di emergenza sul territorio nazionale. “La Provincia – ha spiegato l’assessore – ha costituito e riunito per la prima volta il 28 gennaio 2020 la Task Force Coronavirus provinciale, per gestire in maniera coordinata i molteplici aspetti che coinvolgono l’organizzazione sanitaria, la protezione civile, e la comunicazione, in risposta all’emergenza Coronavirus”.

E se in una prima fase sono state fissate procedure territoriali e sedi provinciali, con organizzazione logistica dedicata, per attuare l’isolamento fiduciario delle persone che rientravano dalla Cina, successivamente sono stati individuati altri spazi logistici di proprietà della Provincia, presso le Viotte, che sono stati allestiti e finalizzati ad accogliere sia le persone in isolamento fiduciario, sia alcuni pazienti positivi, con sintomatologia lieve, non gestibili a domicilio. “A fine febbraio è stato diramato il decalogo di prevenzione codificato dall’ISS e predisposte misure straordinarie di sanificazione dei mezzi pubblici e raccomandazioni d’igiene sui luoghi di lavoro – ha proseguito Segnana -, sono state poi adottate procedure di pre-triage a protezione dei Pronto soccorsi e creato un numero verde di primo contatto per la popolazione.

I primi di marzo in concomitanza con il registrarsi anche in Trentino dei primi casi positivi d’importazione, è stato attivato il servizio ‘chatbot’ per il cittadino, investendo poi fin dall’inizio nell’informazione e nella corretta comunicazione e aggiornamento del cittadino. Vanno in questa direzione l’App TreCovid1”, sviluppata da TrentinoSalute 4.0, il progetto #Resta a casa, passo io, le iniziative per supportare i disabili e i bambini autistici”. Sul fronte sanitario sono poi proseguite le implementazioni in termini di recettività ospedaliera che si sono affiancate ad altri provvedimenti come la sospensione dell’attività ambulatoriale e ordinaria.

Il Protocollo approvato oggi dalla Giunta prevede che il Dipartimento di Prevenzione di APSS adotti un’organizzazione tale da garantire l’attuazione di strategie di sanità pubblica volte al contenimento dell’epidemia in argomento, con l’obiettivo primario ed urgente di interrompere la catena di trasmissione del virus responsabile della pandemia. Il Protocollo prevede inoltre la collaborazione interistituzionale dei laboratori di APSS, con i laboratori del Centro di Biologia Integrata (CIBIO è un progetto dell’Università degli Studi di Trento e della Provincia autonoma di Trento nell’area delle biotecnologie per la salute umana), della Fondazione Mach, dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZSVe), della Fondazione Bruno Kessler, al fine di potenziare le capacità di diagnostica tramite tampone e i tempi di risposta alle esigenze di contenimento dell’epidemia.
APSS utilizzerà la capacità diagnostica ulteriormente potenziata nella maniera più efficace per contenere la pandemia, con particolare riguardo ai dipendenti del Sistema Sanitario Provinciale, ai medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e farmacisti, nonché agli operatori delle strutture per non autosufficienti e agli operatori impiegati nei Servizi Essenziali, con priorità verso quelli con maggior contatto con la popolazione come Vigili del Fuoco e Forze dell’Ordine.

(at)