PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-Free (13ma puntata format Tv)

Da secoli, in trentino “agricoltura” è sinonimo di tradizioni e l’ambiente rurale è la cornice che inquadra e definisce il tema: questo è il leit motiv che ha contraddistinto l’azione della sezione PATT di Ala nel dibattito per la “costruzione” della Variante al PRG da pochi giorni entrata in vigore. E non poteva essere altrimenti, dato l’indirizzo politico che da sempre contraddistingue il Partito Autonomista Trentino Tirolese: tradizioni, storia, identità e tutela del territorio.

Ma che senso ha parlare di questi argomenti se riferiti ad uno strumento urbanistico? Proprio per l’attenzione assunta nel Piano Regolatore Generale del Comune, che per quanto riguarda l’agricoltura deve cercare di accogliere, snellire, incentivare quelle richieste e quelle buone pratiche che permettono all’attività agricola di continuare ad essere presente nella nostra Comunità, crescere e tutelare il territorio, accudendolo, rendendolo più armonico e ordinato e radicato negli usi e nelle tradizioni della sua comunità.

Queste le basi da cui si è partiti per cercare di affrontare la questione agricola e quindi le azioni che sono scaturite da questi ragionamenti non potevano che dare l’input per nuove interpretazioni normative per ciò che concerne la realizzazione di infrastrutture ad uso agricolo: i depositi. E’ risaputo infatti che qualsiasi azienda agricola, grande o piccola, di “prima o di seconda” che sia, al giorno d’oggi è dotata di parecchia attrezzatura, a volte anche molto costosa, che permette di assolvere alle sempre più pressanti – e giustificate – richieste di operazioni colturali rispettose dell’ambiente.

Ecco allora che sono state proposte ed adottate due soluzioni che agevolano la realizzazione di nuovi volumi.

La prima interessa i centri storici (Ala esclusa) delle frazioni, dove è maggiormente presente l’attività agricola, e in sostanza permette la realizzazione nelle aree libere del centro storico di nuovi volumi interrati da adibire a garage o deposito, purchè siano concepiti e realizzati con il presupposto di non snaturare il contesto ove vengono realizzati. La seconda, in analogia a quanto avviene nei comuni limitrofi, rende più facile la realizzazione dei depositi nelle aree agricole, i cosiddetti “casoti”.

Infatti con la nuova normativa le aziende agricole che dispongono di una superficie aziendale minima di due ettari (valgono anche i terreni situati nei comuni limitrofi), possono realizzare dei depositi su un fondo di proprietà avente superficie minima pari a 4.000 mq se l’edificio viene realizzato fuori terra, oppure 3.000 mq se viene costruito interrato. Lo scopo è quello appunto di permettere la dotazione infrastrutturale delle aziende agricole cercando di armonizzare i manufatti col territorio, ancor più se vengono “mimetizzati” con l’interramento.

Purtroppo non si è riusciti a dare un ulteriore impulso al tema ambientale prevedendo la possibilità di utilizzare qualche malga della Lessinia a scopi di ristorazione (rimanendo invariata la destinazione primaria per la zootecnia) in quanto in contrasto con le regole del PUP che non sono così permissive. Sarebbe stata un ulteriore occasione per cercare di stimolare il comparto del turismo dolce, rispettoso dell’ambiente, ma che comunque abbisogna di infrastrutture che offrano servizi minimali e che magari siano collegate al mondo rurale locale.

Ad ogni modo, i risultati ottenuti e qui descritti hanno trovato realizzazione grazie al costante impegno sul tema del PATT alense e del suo rappresentante in giunta, l’assessore Stefano Gatti, sul qual tema si spende fin da inizio mandato e che proprio grazie al suo puntuale lavoro, ha permesso di portare a casa questi ottimi risultati. A questo proposito, vorrei manifestare particolare soddisfazione per il raggiungimento di questo e degli altri obbiettivi raggiunti in questi ultimi cinque anni, tutti nel solco di una chiara matrice identitaria, territoriale e autonomista, della quale sono oltremodo orgogliosa, sentimento condiviso da tutto il direttivo e dai tanti autonomisti che in questi anni non hanno mancato di accordare il loro impegno e la loro costante presenza al nostro tavolo di lavoro.

 

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Francesca Aprone

Segretaria politica PATT Ala