“L’intervento di Maschio – spiega Appa – prende lo spunto dalla vicenda della bonifica dell’area di proprietà della società Sequenza che deve essere bonificata in quanto contaminata da piombo tetraetile, dietile e trietile. Tali sostanze si trovano anche nel sito di interesse nazionale ex Sloi. Di qui la scelta del Comune di impedire l’edificazione dell’area fino all’avvenuta bonifica dell’ex Sloi.

L’analisi di rischio, sulla base di analisi effettuate da Sequenza e validate da Appa, è stata approvata dalla Provincia nell’aprile 2018. Ad oggi la società Sequenza non ha ancora presentato il progetto di bonifica.

Il Ministero, sollecitato proprio da Appa, che lamentava uno stallo sulla bonifica del SIN di Trento nord, ha chiesto che si rifacessero le analisi anche sul sito Sequenza. Ciò al fine di valutare se sia necessaria un’ordinanza di messa in sicurezza del sito a carico del Consorzio di bonifica Trento Nord”.

L’Agenzia conferma inoltre che i piezometri sistemati in quell’area non funzionano, come dimostrano le foto scattate a maggio. “Chi li abbia tappati con cemento non è dato sapere “ dichiara Appa, che ricorda come abbia dovuto disboscare l’area per accedere e attivarsi per poterli rifare, già nei prossimi giorni.

Risale a ieri inoltre la comunicazione inviata al Ministero, al Comune e a tutti interessati che informa di una nuova serie di campionamenti programmata a metà settembre. Prima, come i tecnici ben sanno, i pozzi dovranno essere resi funzionanti.

Appa sta procedendo dunque con una precisa tabella di marcia e sarebbe stato sufficiente chiedere agli uffici per avere l’informazione corretta che l’Agenzia è disponibile a fornire e non ha mai negato.