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PROVINCIA AUTONOMA TRENTO * FESTIVAL ECONOMIA 2021: FUGATTI, « SE LA SITUAZIONE DELLA PANDEMIA RESTA COME QUELLA ATTUALE IL PUBBLICO SARÀ IN PRESENZA »

Festival dell’Economia 2021: le parole dei protagonisti.Il presidente Fugatti: “Se la situazione della pandemia resta come quella attuale il pubblico sarà in presenza”.

L’annuncio più atteso lo ha fatto all’inizio il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, aprendo la conferenza stampa di presentazione del programma del Festival dell’Economia di Trento 2021. “Se la situazione della pandemia in Trentino resterà come quella attuale, con i numeri del contagio in progressivo calo e seguendo un preciso protocollo di sicurezza puntiamo a realizzare un Festival con la presenza del pubblico. Vogliamo lanciare così – ha aggiunto – un segnale di speranza e di fiducia nel segno della ripartenza”. Entrando poi nello specifico del tema del Festival il presidente ha evidenziato che in un territorio a forte connotazione autonomistica il rapporto con lo Stato centrale assume un significato ancora più delicato. Siamo d’accordo che lo Stato debba in questa fase debba essere presente, per affrontare l’emergenza sanitaria e per stimolare la ripresa economica, ma non possiamo pensare che da una crisi arrivi una volontà centralizzatrice, abbiamo sentito parlare di sanità centralizzata in alcuni dibattiti politici e crediamo che non sia il percorso corretto. Le Regioni e le Autonomie speciali hanno dato il loro contributo nella gestione della pandemia fornendo protocolli e progetti di ripartenza sui quali lo Stato – ha detto Fugatti – magari avrebbe un po’ arrancato, ed esempi in questi mesi ce ne sono stati”.

“È una manifestazione unica – ha detto l’editore Giuseppe Laterza – e lo è grazie all’impegno di tante persone e di tanti soggetti, a cominciare da Provincia, Comune e Università di Trento. Nei prossimi mesi siamo chiamati a scelte essenziali per il nostro futuro – ha aggiunto – e dovrebbe risultare a tutti evidente che il futuro del mondo dipende dalla collaborazione e non dalla competizione fra nazioni. Il Festival dell’economia, fin dall’inizio, è sempre stato un evento internazionale e lo sarà anche quest’anno. I temi di cui parleremo sono essenziali per scegliere quale strada imboccare nei prossimi mesi. Non c’è una sola ricetta, non c’è una sola visione del mondo e ognuna delle persone che parlerà al Festival esporrà la sua idea”.

“Il Trentino e la città – ha detto il sindaco di Trento Franco Ianeselli – metteranno a disposizione tutto il “saper fare” accumulato in questi anni per poter garantire un Festival in presenza, naturalmente con le opportune precauzioni. Adesso siamo nella condizione di mettere in campo un piano di ripresa che permetta interventi pubblici molto importanti per la città. Trento 50 anni fa era una città di periferia, se oggi è una città che sta nel mondo è grazie soprattutto alla sua Università, ma anche in buona parte merito del nostro Festival. Il Festival è un terreno di riflessione e un vaccino – ha concluso Ianeselli – contro il conformismo e contro ogni forma di chiusura”.

“Il ritorno dello Stato – ha detto Innocenzo Cipolletta coordinatore del comitato editoriale del Festival – non deve essere considerato come un film di avventura, come una “vendetta”, ma come il ritorno dello Stato nella sua funzione essenziale, come erogatore di servizi. In questa pandemia ci siamo resi conto che uno Stato che funziona è uno Stato che ci rende tutti più liberi e più uguali. Perché le disuguaglianze si curano dando a tutti quei servizi fondamentali che li rendono liberi dai bisogni. Il ritorno dello stato, quindi – ha concluso – io lo vedo in questi termini”.

“Ho sempre seguito il Festival da spettatore – ha detto il nuovo rettore Flavio Deflorian – con grande interesse. L’Università ha sempre cercato di dare il proprio contributo. Penso sia difficile immaginare Trento senza il Festival dell’Economia, ormai è un binomio consolidato e siamo certi che continuerà così a lungo. La domanda a mio giudizio fondamentale a cui spero di trovare risposta durante il Festival – ha concluso il rettore – è il ritorno di quale Stato? Quale Stato dovrà tornare dopo anni di difficoltà. Questa è una domanda aperta e sono sicuro che il Festival ci aiuterà a riflettere”.