Apprendistato professionalizzante: pubblicato l’avviso per la costituzione dell’albo degli Enti formativi. Decisione della Giunta su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Achille Spinelli.

Via libera dalla Giunta provinciale, su proposta dell’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, all’avviso per la costituzione dell’elenco provinciale dei “Soggetti abilitati all’erogazione dell’offerta formativa pubblica nell’apprendistato professionalizzante mediante voucher individuali agli apprendisti”, nell’ambito del Programma Operativo Fondo sociale europeo 2014-2020 della Provincia autonoma di Trento. Per la prima volta l’Avviso potrà essere cofinanziato con Fondi europei.

Il modello trentino della formazione per le competenze di base e trasversali, prevede la costituzione e gestione di un elenco di Enti formativi appositamente abilitati; ciascuna impresa, in accordo con il giovane apprendista, sceglie l’ente formativo fornitore del servizio. I contenuti della formazione sono riferiti ad un catalogo di argomenti individuati a livello provinciale. Nel 2019 sono stati assegnati 4787 buoni formativi annuali (voucher) per un totale di 1.936.179,20 euro, con finanziamento a carico del bilancio provinciale. Con l’Avviso di oggi per la prima volta, l’intervento 2.1.2 “Valorizzazione dell’apprendistato” potrà essere cofinanziato tramite fondi dell’Unione Europea, attraverso il Programma operativo Fondo sociale europeo 2014-2020, per una somma di euro 2.460.437,98 sugli anni 2020-2021.

Le attività fanno riferimento a quanto previsto nel Documento degli interventi di politica del lavoro della XVI Legislatura, alla voce “Valorizzazione dell’apprendistato”.

Lo schema di funzionamento si basa sull’utilizzo del voucher, che nella realtà trentina è uno strumento relativamente recente. Altra novità è che l’intervento formativo, a prescindere dall’attuale situazione emergenziale, potrà essere gestito sia con formazione in presenza (aula/laboratorio), sia con fasi di formazione a distanza, a favore soprattutto di quegli apprendisti che risiedono nelle zone periferiche del territorio provinciale. Per questi apprendisti, infatti, i soggetti formatori incontrano non poche difficoltà ad organizzare corsi in presenza, per ragioni numeriche/ ed conomiche.