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Intervista al candidato sindaco Trento 2020, avvocato Alessandro Baracetti

 

Approvato alla Camera Ordine del giorno collegato al decreto fiscale, a favore del settore apistico.

Nel corso della seduta odierna della Camera della conversione in legge del decreto-legge 26 ottobre 2019, n. 124, recante disposizioni urgenti in materia fiscale, è stato approvato l’ordine del giorno n. 9/2220-AR/48 a prima firma dell’on. Martina Loss, a sostegno del settore apistico.

Nel settore dell’apicoltura, il valore economico globale generato dalle api con la loro attività di impollinazione è spesso di gran lunga superiore rispetto al valore derivante dalla vendita dei prodotti dell’alveare; per questo, il servizio di impollinazione rappresenta spesso la prima fonte di reddito per gli apicoltori, seguito poi dalla vendita del miele e degli altri prodotti apistici.

La metà circa degli apicoltori pratica il nomadismo per la produzione del miele e del polline, cioè sposta gli alveari per inseguire fioriture di piante spontanee o coltivate, svolgendo in contemporanea un servizio di impollinazione per quelle colture.

Molti sono gli alberi e le piante che usufruiscono di questo servizio di impollinazione, dal mandorlo, all’albicocco, al susino, al pesco, dal melo al pero, dagli agrumi alla vite, all’olivo, alle leguminose e alle foraggere (sulla, trifoglio, erba medica); sono colture per cui l’impollinazione non solo è necessaria, ma aumenta anche la produttività degli alberi da frutto e delle piante. L’azione impollinatrice delle api è inoltre indispensabile anche per equilibri ecologici della flora spontanea.

In materia fiscale, oggi il servizio di impollinazione con affitto delle arnie ha un’aliquota ordinaria al 22%, ben superiore rispetto alle altre aliquote del mondo agricolo. Questa aliquota porta gli apicoltori, per non fatturare il servizio che ha tassazione così alta, piuttosto a vendere le arnie ai frutticoltori i quali, una volta finita la stagione della fioritura, spesso bruciano le api con arnie e tutto, per non doversene più occupare. È una pratica assurda e contro ogni logica ecologica ed anche di tutela del benessere delle api, la quale ha origine solo da questa percentuale Iva.

Con l’impegno preso in aula, il Governo valuterà l’opportunità di prevedere, in un prossimo provvedimento anche di natura fiscale, la diminuzione dell’attuale aliquota IVA fissandola al 10%; in fase di dichiarazione, l’on. Loss ha auspicato che questo divenga concreto il prima possibile.

 

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On. Martina Loss