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Agenzia del Lavoro, tagli inaccettabili. Cgil Cisl Uil: no allo stop della staffetta generazionale e delle misure a sostegno dei soggetti più deboli.

“Il ridimensionamento del bilancio di Agenzia del Lavoro è inaccettabile. Se la Giunta confermerà le sue scelte non ci saranno più i soldi per garantire interventi apprezzati come la staffetta generazionale.

E oltre a questo a farne le spese saranno i lavoratori e le lavoratrici più deboli, potenzialmente anche quelli che rientrano nei lavori socialmente utili come l’Intervento 19”. C’è grande preoccupazione nei sindacati confederali per la scelta della Giunta provinciale di ridurre i trasferimenti ad Agenzia.

Per Cgil Cisl Uil del Trentino vanno garantite le risorse per attivare tutti gli interventi del Piano di politiche del lavoro, dalla staffetta occupazionale al sostegno alle donne imprenditrici che vanno in maternità, ed in particolare le misure che hanno lo scopo di permettere l’accesso al mercato del lavoro di persone che altrimenti ne resterebbero escluse. “Garantire un sostegno ai lavoratori svantaggiati è una priorità – dicono Franco Ianeselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -.

Ma non si possono assumere decisioni che mettano lavoratori l’uno contro l’altro. Ci auguriamo quindi che la Giunta provinciale riveda la propria posizione e trasferisca ad Agenzia del Lavoro le risorse necessarie a garantirne la piena operatività. In caso contrario siamo pronti a mobilitarci”.

La questione del finanziamento non riguarda solo il 2020, ma almeno il prossimo triennio. “Stiamo discutendo il nuovo documento di interventi di politica del lavoro 2020-2023. Ci sfugge come si possa pensare di sostenere l’occupazione riducendo le risorse per le politiche del lavoro, proprio alla vigilia della predisposizione del nuovo piano di Agenzia che per questo nascerebbe già monco.

L’esecutivo Fugatti dimentica che l’inclusione sociale e la crescita economica si costruiscono investendo in misure che favoriscono il ruolo attivo anche di tutte le lavoratrici ed i lavoratori, dai disabili ai disoccupati, passando per gli occupati attraverso formazione e riqualificazione. Il lavoro deve continuare ad essere la priorità delle politiche pubbliche come nel recente passato”, concludono i tre segretari.