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LAV – ROMA * “ CONVIVERE CON GLI ORSI IN TRENTINO “: « 300 I PARTECIPANTI AL CONVEGNO ON-LINE CON ESPERTI DI CANADA E USA, ORA LA PAT APRA UN TAVOLO DI CONFRONTO »

Sono stati quasi 300 i partecipanti al convegno online organizzato sabato scorso dalla LAV dal titolo “Convivere con gli orsi in Trentino”, nel corso del quale ricercatori canadesi e statunitensi hanno presentato le loro pluridecennali esperienze nel favorire la convivenza pacifica fra orsi e persone nei loro Paesi.

Al convegno erano presenti anche esperti nazionali e rappresentanti delle istituzioni, impegnati sul fronte della tutela ambientale, oltre ad alcuni parlamentari di tutti gli schieramenti, che hanno seguito i lavori fino alla conclusione.

Il focus centrale dell’evento è stato dedicato alle quattro presentazioni dei relatori stranieri, concentrate sulle azioni da loro attuate per favorire la convivenza uomo-orso con l’obiettivo di azzerare i conflitti. Azioni che la Provincia di Trento, da quando gli orsi sono stati reintrodotti, non ha mai avviato sul proprio territorio.

Si è così approfondito che nelle aree antropizzate abitate anche dagli orsi, è fondamentale il coinvolgimento attivo dei cittadini, la chiusura dei sentieri e delle aree frequentate dalle mamme orsa accompagnate dai cuccioli, l’attivazione di programmi educativi rivolti ai più giovani, l’educazione dei proprietari dei cani e soprattutto la puntuale gestione delle fonti di cibo naturali e di origine antropica che costituiscono un potente attrattivo nei confronti di tutti gli animali selvatici, orsi compresi.

Quest’ultimo elemento è stato evidenziato quale nodo cruciale per evitare il fenomeno dell’abituazione negli orsi, che può dar luogo a interazioni con le persone, anche nel rapporto ISPRA-MUSE pubblicato a gennaio scorso.

Il controllo delle fonti di cibo, a cominciare dall’installazione dei cassonetti antiorso, è un argomento sul quale la provincia di Trento dimostra da sempre una clamorosa inefficienza. Dalla lettura incrociata delle dichiarazioni alla stampa, del rapporto ISPRA-MUSE e dei rapporti Grandi carnivori, emerge che oggi su tutto il territorio provinciale sono presenti solamente circa 250 cassonetti. Di questi, circa 200 sono stati installati negli anni 2009-2010, ciò significa che nell’ultimo decennio, quello nel quale si sono verificati tutti gli incidenti orso-uomo, ne sono stati installati meno di 50! Una gravissima responsabilità della provincia acuita dal fatto che prevede solamente nel 2022 la sostituzione dei cassonetti nell’area dove è avvenuto l’incidente che ha portato alla cattura dell’orso M57 a settembre scorso.

“I lavori presentati dai nostri ospiti internazionali – dichiara Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici – diventeranno a breve una vera e propria raccolta di strumenti che sottoporremo agli amministratori nazionali e provinciali per chiedere l’attivazione con urgenza di tutte le attività che, organizzate sul territorio trentino, contribuiranno a favorire la convivenza pacifica tra orsi e cittadini.”

Il 18% dei presenti al convegno proveniva dalla provincia di Trento, a dimostrazione di quanto sia oramai urgente un puntuale lavoro di informazione e coinvolgimento dei cittadini della provincia.

“Il convegno ha chiaramente indicato che le catture e le uccisioni di orsi non sono solo crudeli, ma sono anche del tutto inefficaci se si vuole realmente garantire la sicurezza dei cittadini. Le responsabilità della Provincia di Trento sono quindi evidenti, ma ora dovranno seguire azioni concrete che dimostrino con i fatti che l’amministrazione provinciale vuole realmente tutelare i suoi cittadini e non riempire inutilmente il Casteller o condannare a morte altri orsi – conclude la LAV.”