PROVINCIA AUTONOMA TRENTO

Covid-19 Free - 21 puntata  (format Tv)

Nel ringraziare sentitamente gli ospiti intervenuti, anche dagli USA alla serata intitolata “L’ultima chance per Chico Forti” tenutasi a Nago giovedi 27 giugno 2019, che hanno portato novità di assoluto interesse e che forse potranno segnare un punto di svolta nella vicenda,  la Famiglia Forti, il mensile “LA BUSA”ed il suo editore Fabio Galas, il Consorzio Cento – Consorzio Esercenti Nago Torbole (che per bocca di Stefano Chelodi ha proposto la concessione della cittadinanza onoraria di Nago Torbole per Forti), prendono però le distanze dalle parole pronunciate dal presidente del Consiglio Provinciale Walter Kaswalder con riferimento (assai critico) agli Stati Uniti d’America ed al loro operato.

Giova ricordare che migliaia di soldati americani hanno versato il sangue sul suolo italiano nel corso della avanzata di liberazione dal sud al nord Italia dal 1944 in poi ed inoltre giova ricordare che Alcide Degasperi presidente del consiglio e trentino, andò a chiedere aiuto a Fiorello la Guardia sindaco di New York, perché l’Italia mancava anche della farina per fare il pane, il sindaco americano inviò subito alcuni cargo di grano al porto di Genova. Questo episodio, insieme ad altri, per dimostrare che il legame Italia/Stati Uniti d’America, basato certo su alleanze strategiche nell’ambito di uno scenario atlantico, ha però radici salde e profonde.

Non ci riconosciamo, e crediamo neanche la gran parte dei trentini e degli italiani, nelle affermazioni fatte dal presidente Kaswalder nella parte finale del suo intervento, dovuto forse al grande effetto creato dal reportage della CBS che ha evidenziato parecchi difetti del sistema giudiziario americano.

La famiglia di Chico Forti testimonia di aver ricevuto grande solidarietà e amicizia da parte di un gran numero di americani, non solo della Florida, nel corso dei venti anni trascorsi viaggiando a Miami per cercare di far controvertire la condanna inflitta a Chico.

Parecchie persone americane hanno dato il loro aiuto e il loro incondizionato sostegno alla sua causa.

Si contesta solamente il singolo operato di una Procura e di un accusatore che hanno sovvertito la realtà dei fatti, costruendo scorrettamente la colpevolezza di Chico con prove circostanziali false e manipolate.

La riprova della lealtà degli amici americani l’ha fornita la rete televisiva statunitense CBS che, affrontando spese ingenti e promuovendo una propria indagine sul caso di Chico, ha fatto di tutto per far pendere l’ago della bilancia dalla parte della sua innocenza.

Cosa che in Italia non ha fatto nessuno per un suo concittadino vittima di una grave ingiustizia in America. Neanche nel Sudtirolo, che pure è vicino alla città natale di Chico.