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DEMAGRI (PATT) * ANZIANI: « BASTA PERDERE TEMPO CON IL GIOCO DELLE TRE CARTE, LE RSA VANNO APERTE AI FAMIGLIARI ATTRAVERSO L'IMPLEMENTAZIONE DELLE LINEE GUIDA »

Basta perdere tempo con il gioco delle tre carte: le RSA vanno aperte ai familiari attraverso l’implementazione di Linee Guida condivise e unitarie.

In questi giorni ho letto ed ascoltato le interviste e le dichiarazioni che si sono susseguite a seguito della fuga in avanti che alcune RSA hanno fatto con l’intento di aprire le porte delle strutture ai familiari ormai esausti da questa ingiustificata e persistente chiusura ,dopo la massiccia campagna vaccinale a ospiti e operatori.

Parto ovviamente da un bisogno cioè quello di far ritornare ad una normalità le relazioni tra ospiti e familiari che in questo difficile anno sono state interrotte e riattivate ma alla presenza di strumenti che non hanno di certo permesso di ottenere quell’intimità ricercata e dovuta per una relazione tra familiari. Il tocco, il respiro, il sospiro, il profumo, gli odori familiari non sono stati colti e accolti perché di mezzo c’era sempre qualcosa ( il tablet, lo smartphon, il plexiglass, il telo…).

Il tempo corre veloce ma a una certa età corre ancora più veloce. Quando superi una certa soglia di età temi che non ci sia più tempo per stare assieme, per coccolarsi , per riappacificarsi, per amarsi, per scusarsi insomma per vivere le emozioni più intime. A una certa età un anno è davvero troppo , un anno trascorso tra paure , dubbi, incertezze, solitudine e purtroppo talvolta la morte.

I vaccini. Finalmente è arrivata la soluzione farmaceutica a questo grande male, non aspettavamo altro perché fin dall’inizio della pandemia ci hanno detto che solo i vaccini, le mascherine, il gel saranno gli strumenti che ci consentiranno di tornare alla normalità. Ai nostri anziani in questo anno di pandemia è stato tolto molto e la comunità scientifica fortunatamente ha messo come prima priorità la vaccinazione di anziani istituzionalizzati e di operatori sanitari. Ad oggi abbiamo nelle nostre strutture trentine il 90% degli ospiti vaccinati e il 75% degli operatori, un valore piuttosto alto e migliorabile con il tempo.

E adesso? Ora ci troviamo con il sistema delle RSA che da una parte chiede ed invoca all’unanimità la riapertura delle strutture essendosi create le condizioni ottimali per procedere e dall’altra parte che queste condizioni sono diventate criteri per la stesura di un protocollo sperimentale!

Sperimentale? Ma cosa volete sperimentare? Se il virus sarà ancora in grado di entrare nelle strutture a spargere malattia e morte come ha fatto in questo anno? Se ci sono strutture più virtuose di altre? Se la logistica delle RSA consente di gestire al meglio i percorsi puliti e sporchi? Se ci sono Direttori Sanitari più coraggiosi di altri? Dopo un anno dalla pandemia un protocollo sperimentale divisivo è stata una genialata inutile e inaccettabile.

Ricordo, a chi non lo sapesse che, l’acronimo UPIPA sta per Unione Provinciale Istituzioni per l’Assistenza ed oggi ,come mai era capitato nel passato, la rappresentante dell’ente ha diviso un sistema anziché unirlo facendosi carico di portare avanti un progetto sperimentale che può certamente avere nobili obiettivi ma si sarebbe dovuto chiamare Linee Guida per la riapertura delle strutture per anziani, sottoscritte da UPIPA , PAT e APSS e somministrato a tutte le strutture che avevano raggiunto determinati criteri.

La PAT è incapace di decidere ( apro-chiudo-apro-chiudo-apro-chiudo) , fa scorrere il tempo senza avere il piano A,B,C, è attendista perché dell’autonomia pare che non ne conosca competenze e strumenti e non si è assunta alcuna responsabilità in tema di riapertura se non lasciare con il cerino in mano le strutture e i familiari.

A nome dei tanti familiari con i quali sono in contatto, a nome degli ospiti delle strutture, a nome delle governance delle strutture , a nome del Partito Autonomista Trentino Tirolese chiedo alla Giunta di approvare con urgenza le Linee Guida per la riapertura delle strutture socio-assistenziali e dei centri diurni e chiedo alla Giunta di essere incisiva, coraggiosa e di usare gli elementi fondanti dell’autonomia per riportare tutte le decisioni sulle persone con senso di responsabilità ed etica politica.

 

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Paola Demagri

Consigliere provinciale Trento – Patt