Se il nostro orgoglio di trentini rimane colpito dalla notizia di esclusione dal riparto nazionale dei fondi destinati alle regioni per il dissesto idrogeologico, il nostro spirito di osservazione di smaliziati amministratori non viene politicamente scosso più di tanto.

A ben vedere infatti, la vicenda in questione vede protagonisti lo stesso ministro e lo stesso presidente che avrebbero dovuto dialogare nel corso dell’inverno scorso per sistemare oltre a quella sopra descritta anche  la vicenda dell’orso M49 durante dunque il suo letargo. Alla stessa maniera, trascinate troppo a lungo queste occasioni di relazione non sono affatto state  gestite nel migliore dei modi con gli effetti che oggi sono sotto gli occhi di tutti.

Questa Giunta appare molto impegnata nell’ascolto dei territori e nei contatti con le realtà locali ma la sostanza è davvero poca. Con tutta evidenza non solo a livello pratico ha risolto davvero pochi problemi ma nemmeno ha inserito nei propri programmi elementi di sostanziale novità rispetto a quel passato del quale si è auto-definita cambiamento. Come se non bastasse è incappata nei profondi atti di trascuratezza di rapporti con il livello nazionale che in questi giorni si sono resi più che mai palesi.

A Roma le relazioni vanno curate attraverso un’intensa attività fatta di frequentazioni incontri e presenza costante sui tavoli ministeriali di discussione.

Ne sa qualcosa l’ex presidente Rossi che insieme al collega altoatesino non ha certo costruito le condizioni che hanno portato alla firma del prezioso “patto di garanzia del 2014” girovagando per il Trentino ma piuttosto frequentando assiduamente i ministeri competenti. Per esperienza diretta, cito anche il sottoscritto che in commissione politiche agricole, con una presenza cadenzata pressoché settimanalmente, ha costruito un ruolo che gli è valso il riconoscimento di vicepresidente della commissione stessa e insieme a questo anche l’attribuzione di una consistente attribuzione aggiuntiva di Fondi rispetto alla precedente programmazione agricola.

Ritengo a questo punto ulteriormente preoccupanti anche le considerazioni espresse da questa giunta nel suo DEPF. Siamo assolutamente convinti che anziché inserire nei documenti allegati all’assestamento di bilancio malcelate preoccupazioni rispetto al destino finanziario della provincia, bene avrebbe fatto all’economia del trentino ricevere invece quelle rassicurazioni che non possono che derivare da frequenti e riconosciuti rapporti della PAT con il Ministero competente.

 

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Michele Dallapiccola

Consigliere provinciale Patt