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COPPOLA (FUTURA) – INTERROGAZIONE * REVISIONE TAGLI CONTRIBUTI CELIACI: « LA PAT NON RITENE PRIORITARIO TUTELARE LE FASCE PIÙ DEBOLI DELLA POPOLAZIONE? »

La celiachia è un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut), orzo, segale, spelta e triticale. L’incidenza di questa intolleranza in Italia è stimata in un soggetto ogni 100 persone. I celiaci potenzialmente sarebbero quindi 600.000, ma ne sono stati diagnosticati ad oggi quasi 150.000. Ogni anno vengono effettuate 10.000 nuove diagnosi con un incremento annuo di circa il 10%.

Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti più comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le più piccole tracce di glutine dal piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Infatti l’assunzione di glutine, anche in piccole quantità, può provocare diverse conseguenze più o meno gravi.

La dieta senza glutine, condotta con rigore, è l’unica terapia attualmente che garantisce al celiaco un perfetto stato di salute.
In Trentino la LP n. 8 del 2011 prevede interventi a favore di persone affette da celiachia. Il numero di soggetti colpiti sul nostro territorio e che beneficiano degli interventi previsti dalla Legge erano nel 2014 1.800, nel 2016 2.151 e nel 2018 2.427. Un numero in costante aumento.

I celiaci trentini possono contare sull’erogazione delle somme in via anticipata a cadenza trimestrale e possono recarsi presso qualsiasi rivenditore di prodotti dietetici senza glutine, purché siano inseriti nel Registro nazionale degli alimenti senza glutine.
Con una recente delibera la Provincia di Trento ha tagliato i contributi erogati alle persone affette da celiachia, adeguandosi alla forte riduzione dei sussidi sanitari ai celiaci introdotte dalla normativa nazionale del 2018.

L’Associazione italiana Celiachia del Trentino chiede soprattutto di tutelare le fasce più deboli della popolazione limitando il più possibile la riduzione del contributo erogato per l’acquisto di alimenti senza glutine compresi nel Registro nazionale. Infatti i tagli colpiscono in particolare i bambini, i ragazzi e gli over 60. Ai bambini di 9 anni, che hanno un fabbisogno calorico maggiore rispetto agli adulti, il contributo è stato dimezzato e portato da 140 a 70 euro. Per gli over 60 il contributo è passato da 140 ad 89 euro.

L’Associazione ricorda che gli alimenti sostitutivi senza glutine ammessi dal Ministero sono comunque più cari degli alimenti normali, che le persone che vivono nei territori di montagna più periferici della nostra provincia non hanno spesso la possibilità di andare a fare acquisti nei grandi e più economici centri acquisti presenti nelle città.
Tutte ragioni che sono state sottoposte alla Provincia ma che non sono state accolte e prese in considerazione. Ecco quindi la necessità di riaprire un confronto con l’Associazione di riferimento per evitare che questi tagli siano così impattanti.

Tutto ciò premesso si interroga il presidente della Provincia e l’assessora competente per sapere:

1. le ragioni per le quali la Provincia non abbia accolto nessuna delle proposte formulate dall’Associazione italiana Celiachia del Trentino, tenuto conto che l’assessora ha dichiarato che i nuovi limiti di spesa sono scaturiti dopo un attento percorso di ascolto con l’Associazione di riferimento;

2. se intenda riaprire un confronto con l’Associazione italiana Celiachia del Trentino che, pur comprendendo le ragioni della revisione al ribasso dei contributi, legate alla necessità di ridurre la spesa sanitaria a fronte del continuo aumento dei richiedenti contributi, non condivide l’entità dei tagli;

3. se non ritenga prioritario tutelare le fasce più deboli della popolazione celiaca, soprattutto i bambini e gli over 60, che più risentono dalla riduzione dei benefici.

 

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LUCIA COPPOLA
consigliera provinciale FUTURA 2018