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CONSIGLIO PAT * QUINTA COMMISSIONE: « IN REMOTO AUDIZIONE STAMANI CON L’ASSESSORE ALL’ISTRUZIONE BISESTI, APPROFONDIMENTO SU SCUOLA TRENTINA ED EMERGENZA COVID »

La quinta Commissione permanente di Alessia Ambrosi, si è riunita questa mattina in modalità virtuale per sentire l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti nel corso di un lungo incontro di approfondimento della situazione della scuola trentina con riferimento all’emergenza sanitaria in corso. A seguire, l’organismo ha aperto la discussione del disegno di legge 32 di Claudio Cia che modifica l’articolo 6 della legge provinciale in materia di diritto allo studio nell’ambito dell’istruzione superiore. Infine, ha avviato l’esame del disegno di legge di Degasperi in materia di scuole musicali, mentre la consigliera Ambrosi ha annunciato il ritiro del proprio testo.

L’assessore Mirko Bisesti ha premesso che negli ultimi giorni l’argomento è stato a lungo discusso. Scuola e Covid sono stati oggetto di interrogazioni e mozioni anche recentemente in Consiglio provinciale. La scuola trentina, ha detto, ha dimostrato di aver fatto fronte con impegno e organizzazione all’emergenza in corso, fin dalla scorsa primavera. Un’organizzazione massiccia e importante per poter ripartire in sicurezza e in presenza. La didattica in presenza è sempre stata per noi la priorità, ha aggiunto e abbiamo chiesto fin da subito, supportati dall’analisi dei dati epidemiologici, di poter proseguire in presenza, ma abbiamo purtroppo dovuto subire la decisione delgoverno Conte. Sul tema trasporti, quando il Governo aveva commisurato la capienza dei mezzi all’80% per garantire il massimo livello di sicurezza, avevamo detto che potevamo starci, ma tuttavia abbiamo fatto investimenti con mezzi e corse aggiuntive tanto che ad oggi per noi la capienza potrebbe funzionare quasi al 60%. E’ evidente che sicurezza e scuola in presenza vanno a braccetto e questi sono per noi gli aspetti sui quali siamo maggiormente concentrati e abbiamo investito. Quanto alle classi isolate, dal 14 settembre ad oggi sono 664 le sezioni interessate dalla quarantena, tra l’8 e il 9 novembre abbiamo registrato il picco massimo di 294 sezioni isolate, mentre ad oggi sono 77: c’è stata una marcata riduzione degli isolamenti nonostante la persistenza della positività nell’età 14-18. Anche la didattica digitale integrata ha richiesto un grosso lavoro a monte affinché tutte le scuole potessero essere pronte in quell’eventualità che poi si è verificata. C’è stato uno sforzo che ha fatto tesoro dell’esperienza maturata durante la prima emergenza per dare priorità alla connessione alle scuole dove risultava carente. La messa in campo di 45 milioni di euro aggiuntivi per un solo anno scolastico la dicono lunga su quanto abbiamo creduto e crediamo nel mondo della scuola, con l’impiego aggiuntivo di più di 800 persone legate all’emergenza.

La Sovrintendente Viviana Sbardella è intervenuta dicendo chele scuole avevano ricevuto tutti i supporti in termini di linee guida per la didattica a distanza. Le secondarie di secondo grado sono alla terza settimana di esperienza e da una ricognizione tra le scuole è emerso che dal momento che il vincolo per la presenza era legato alla laboratorialità le scuole hanno in molti casi modificato l’assetto settimanale per concentrare in una o due giornate l’attività in presenza. 9 istituzioni scolastiche hanno organizzato i rientri, in genere 2 giornate nel caso degli istituti tecnici e 1 giornata gli altri. Le scuole di formazione professionale rientrano tutti due giorni e tutti hanno previsto un’attenzione particolare per gli studenti con bisogni speciali o particolari fragilità, concordando le attività con le famiglie. In alcuni casi la decisione è stata di attività in presenza sempre, in altri con le famiglie è stato concordato un trattamento in egual misura agli altri compagni. Questa modalità di permettere la presenza solo alle attività di laboratorio ha creato inevitabilmente delle disparità ed è questa la principale criticità dell’attuale sistema. I docenti sono in parte a scuola e in parte a domicilio e questo è stato concordato tra dirigente e docenti. La presenza a scuola degli studenti varia tra il 25-30% sul totale.

Il dirigente Roberto Ceccato ha precisato che l’investimento di 45 milioni è stato pensato sull’intero anno scolastico, sopratutto sul personale, solo 6 milioni sono stanziamenti per arredi e device per le scuole, il resto tutto per il personale. Quasi 70 sono le sezioni aggiuntive di scuola per l’infanzia, dal momento che il numero di alunni per classe è calato da 25-26 a 22-23 bambini per sezione, nella scuola le classi sono aumentate di 300 conoltre 400 insegnanti nuovi assunti. Per il personale ausiliario tecnico e amministrativo sono stati spesi circa 5 milioni di euro pari a 145 unità aggiuntive, in più fino a dicembre c’è stata la richiesta di ulteriori 120 risorse per attività di vigilanza e pulizia attraverso il Progettone e per i bisogni educativi speciali abbiamo investito il 10% di quanto previsto in termini di docenti di sostegno e assistenti educatori. In questa fase, ha aggiunto sono due gli aspetti particolarmente attenzionati: sulla base della necessità evidenziata dalle scuole per l’infanzia per spese legate alla gestione dell’emergenza Covid, entro l’anno faremo un’ulteriore assegnazione per sanificazione, detergenti, igienizzanti ecc. Quanto alla didattica a distanza siamo concentrati principalmente su due temi: la banda larga e ilpotenziamento/ampliamento delle reti per coprire alcune difficoltà evidenziate dagli istituti e sull’incremento delle disponibilità di giga, oltre che sull’assegnazione entro fine anno di ulteriori device a favore delle famiglie più fragili.

Sara Ferrari (PD) ha ringraziato per il quadro esaustivo offerto e si è compiaciuta per gli investimenti in termini di risorse, che ha riconosciuto essere ben distribuite. Restano tuttavia alcune questioni aperte delle quali ha chiesto conto: la questione della possibilità di un’offerta di tamponi rapidi agli operatori del mondo della scuola; che, quando si tornerà in classe, il trasporto sia organizzato di conseguenza; a che punto è il confronto con le organizzazioni sindacali sulla didattica a distanza.

Paola Demagri (Patt) ha espresso apprezzamento per le interessanti informazioni comunicate oggi. Qualche domanda sull’aspetto sanitario: quante aule rispetto a quelle isolate, sono state messe in isolamento per più volte per capire se ci sono aree o istituti più fragili rispetto ad altri; quale è la ratio che comporta l’isolamento dell’aula sul secondo positivo; quali misure sono state prese per la popolazione degli studenti universitari; se sono attivi e con quali funzioni i referenti Covid negli istituti e se sono stati coinvolti nelle decisioni prese; se ci sia l’intenzione di ragionare sul possibile recupero non del tempo “perso”, ma del tempo più “rallentato” prorogando le lezioni anche per parte del periodo estivo.

Alessia Ambrosi (Lega) ha chiesto se ad oggi ci sono situazioni in cui il bambino con bisogni speciali che può andare in classe in presenza, si trova in classe da solo e come funziona l’isolamento per gli insegnanti. Ambrosi ha ringraziato anche per il lavoro fatto fino ad oggi sui trasporti, laddove sono state superate molte difficoltà andando anche oltre i livelli nazionali, attestandosi su percentuali di capienza tali da permettere la scuola in presenza in sicurezza.

La consigliera Lucia Coppola (Futura) ha posto alcune sollecitazioni assieme all’apprezzamento per le ricche relazioni ascoltate questa mattina e il grande lavoro svolto per la scuola. Se esiste la possibilità concreta di riprendere la didattica in presenza prima di Natale, Coppola ha espresso preoccupazione per le possibili criticità legate al tema dei trasporti e ha chiesto se l’argomento sia all’attenzione, suggerendo magari l’utilizzo dei privati per diminuire il carico sul trasporto pubblico. Apprezzabile anche l’articolazione sulla base dei bisogni relativamente alla specificità dei diversi istituti e la sensibilità verso le fragilità e ai ragazzi con bisogni educativi speciali. Infine, ha raccomandato particolare attenzione sui tamponi antigenici per gli insegnanti, perché molti sono ammalati e c’è tanta paura.

Filippo Degasperi (Onda Civica) ha chiesto quanti sono i ragazzi in isolamento e quanti quelli che proseguono con la dad. Sulla didattica laboratoriale, c’è bisogno di fare chiarezza ha ribadito, perché ci sono scuole che si attengono genericamente all’ordinanza del presidente Fugatti e altre che si attengono “strettamente”. Va precisato se i laboratori sono tutti legittimi oppure no e non chiedo provvedimenti punitivi, ma semplicemente chiarezza, ha detto. Altro aspetto, occorrerebbe presidiare e mettere in equilibrio la presenza con la non presenza perché a volte c’è confusione e in taluni casi stare vicino ai ragazzi a casa non è prioritario. Infine, le scuole musicali: occorre fare ordine perché non si capisce a quali norme si debbano attenere.

Il neo consigliere di Futura Paolo Zanella ha chiesto se la presunta riapertura delle scuole non sia una scelta avventata e se non sia piuttosto meglio procedere con gradualità per non vanificare gli effetti parzialmente migliorativi della curva epidemiologica. Appare infatti a suo avviso ancora problematico l’aspetto dei trasporti collegato ad una possibile ripartenza del contagio e ad una maggiore diffusione dell’epidemia. Forse non ha così senso esporre i ragazzi ad un alto rischio e farli diventare mine vaganti all’interno delle famiglie: forse sarebbe meglio partire gradualmente oppure direttamente dopo le feste.

La replica di Bisesti, Ferro e Franchini

Bisesti, nella replica, sul tema trasporti, toccato un po’ da tutti, ha chiarito che a inizio settembre si era pronti con una capienza dell’80% e poi è stato fatto uno sforzo ulteriore con altri 50 mezzi e 100 corse in più e la soglia di capienza sotto la quale si può stare è il 65%. E non ci fermiamo qui, ha detto, perché stiamo tuttora lavorando per abbassare ulteriormente la capienza anche ricorrendo a mezzi privati.

Sul tema prettamente sanitario, c’è una “sezione Covid” appositamente dedicata al mondo della scuola e dunque un trattamento riservato alle dinamiche della scuola su questo tema. Anche i referenti Covid sono in contatto con l’Azienda sanitaria e fanno da trait d’union tra l’istituzione e la scuola sul tema Covid. Quanto allo screening dei docenti cerchiamo di seguire con attenzione questa categoria, ha osservato. Rispondendo a Degasperi ha ribadito che il totale delle classi in isolamento oggi è 77, mentre non c’è il dato del numero di studenti. Quanto alle difformità tra gli istituti nel recepimento dell’ordinanza sui laboratori, ha detto che c’è la giusta flessibilità nel sistema. A Demagri sui dati ha replicato che non ci sono grandi differenze dal punto di vista geografico e c’è una diffusione abbastanza omogenea in tutti gli istituti. A Zanella ha risposto che la scuola in presenza non è un rischio, ma un’opportunità anche perché i ragazzi hanno un forte senso di responsabilità visto che hanno vissuto e patito molto questa tragica esperienza. Occorre dare fiducia dunque naturalmente investendo in tutti i modi possibili, anche con forme di informazione mirate ai giovani. Il rientro rimane dunque la nostra priorità.

Il dott. Antonio Ferro ha chiarito che con i sindacati c’è un appuntamento fisso ogni due settimane sull’argomento. Non ho verità in mano, stiamo monitorando attentamente la situazione, ma non abbiamo la bacchetta magica, ha premesso. Personalmente credo che ogni sforzo deve essere fatto per mantenere aperte le scuole e le attività produttive perché meno economia significa anche più povertà e meno salute. Abbiamo una sezione che lavora prettamente sulla scuola, coordinata dalla dott.ssa Franchini, che mantiene un rapporto quotidiano con i referenti Covid negli istituti e siamo in contatto anche con i sindaci sopratutto per le scuole dell’infanzia. I bambini sotto i 14 anni non sono rilevanti per il contagio e per la trasmissibilità rispetto ai quattordicenni dove l’indice di trasmissibilità è più alto, per questo abbiamo deciso di accettare due bambini piccoli contagiati nella stessa classe prima di arrivare alla chiusura della stessa. Sul tema dei tamponi periodici per il personale attualmente i dati sugli insegnanti sono in linea con la popolazione generale, dunque per quanto riguarda gli insegnanti il contatto non è dovuto alle classi, ma al mondo extrascolastico. Ovvio che c’è una relazione di frequentazione degli educatori tra loro che se invece c’è un problema di focolaio nella scuola, come è accaduto, allora procediamo con uno screening sugli insegnanti di quella scuola e con un’azione di contact tracing, mai abbandonata. Tuttavia non abbiamo motivo di fare screeningdi massa o periodici perché il tema non ha un’evidenza scientifica e anche per un problema di sostenibilità, visto che le risorse non sono infinite. Chiaro che c’è ansia nelle famiglie e negli insegnanti, ma non possiamo in questa fase permetterci di costruire delle azioni di sanità pubblica rispondendo a queste dinamiche. Sull’andamento complessivo, le sezioni isolate si sono molto ridotte, non abbiamo mai dovuto chiudere intere scuole, anche nei peggiori momenti. Sulle aperture, abbiamo un monitoraggio settimanale dell’Rt e personalmente credo che su queste basi, tenendo alta la comunicazione per alimentare comportamenti corretti, se le condizioni lo permetteranno non ci saranno problemi.

La collaborazione con le scuole è ottima, ha confermato la dottoressa Franchini, che ha sottolineato l’impegno da parte del mondo scolastico con il quale si è costruita una sorta di “squadra”, un “microteam”. La situazione è fluida e inedita e grazie alla collaborazione costante e quotidiana con i referenti Covid è sempre monitorata, anche nella lettura e decodificazione delle situazioni, con ragionamenti efficaci e mirati in funzione delle evidenze e in termini di sostenibilità. I dati confermano che nella fascia di età superiore ai 14 anni c’è una persistenza di nuove positività da ricondurre ai nuclei famigliari: di qui l’importanza dell’isolamento.

Nomina del presidente dell’opera universitaria: Cia ritorna sull’argomento con un ddl

Cia ha ricordato che la proposta oggetto del suo disegno di legge era già stata oggetto di un emendamento, respinto in sede di bilancio, perché un quel momento la tensione era alta perché c’era in ballo il cambio del presidente dell’opera universitaria, ente gestore funzionale a garantire determinati servizi, senza alcun indirizzo dell’attività accademica, ha precisato. Attualmente il presidente dell’Opera è nominato “d’intesa” con il rettore dell’università, la proposta toglie l’intesa e introduce semplicemente l’ascolto del rettore prima della nomina.L’assessore Bisesti ha dato parere favorevole alla proposta: l’Opera universitaria gestisce un budget molto corposo e la modifica è giustificata e condivisibile.

Ferrari si è definita “inorridita” dalle parole del collega Cia: la Pat ha ricevuto la delega sull’Università e la gestisce anche attraverso l’Opera e lo fa perché la legge delega ha previsto che poi fosse fatta una legge di attuazione che bilanciasse in maniera equilibrata e molto ponderata l’autonomia dell’istituzione provinciale, ma nel contempo anche l’autonomia dell’accademia nel garantire il diritto allo studio, elemento altamente attrattivo della nostra università. Un delicato equilibrio che non va distrutto,

Demagri si è detta assolutamente d’accordo con la collega Ferrari nell’esprimere assoluta contrarietà alla proposta, perdipiù considerato che l’Università sta dimostrando di saper gestire e portare avanti numerosi importanti progetti e che l’Opera è un elemento di grande attrattività del nostro sistema universitario. Questo è uno sfregio nei confronti dell’autonomia del Trentino, ma anche dell’università.

Anche Zanella ha espresso valutazioni in linea con quelle delle colleghe: il rettore è giusto che si esprima su chi guiderà l’Opera, vista la stretta relazione con l’Università.

L’esame proseguirà con ampie audizioni.

Scuole musicali: Ambrosi ritira il suo ddl, Degasperi dialoga con l’assessore

Avviato infine l’esame di due disegni di legge di Degasperi e Ambrosi di modifica alla legge sulle attività culturali, con riferimento alla disciplina delle scuole musicali.

Ambrosi ha spiegato la volontà di ritirare il proprio testo, il numero 40, in parte superato a seguito di un emendamento approvato in sede di assestamento nel luglio scorso. La proposta 46 del consigliere di Onda Civica Degasperi, adegua alcuni aspetti a seguito del forte scossone che avevano subito in sede di assestamento di bilancio, passando alla rappresentanza unitaria Resta una parte residuale che si sostanzia di aspetti legati alla trasparenza e al rispetto del ruolo degli insegnanti: chiedo che alle scuole musicali che scelgono di far parte del sistema delle scuole musicali trentine venga applicato il regolamento in termini di trasparenza e di accesso agli atti che vale per le società della Provincia. Sull’altro fronte chiedo trasparenza anche per le selezioni del personale e l’applicazione ai docenti del contratto provinciale previsto per le scuole musicali. La seconda parte, modificata a seguito delle variazioniintervenute in sede di bilancio, impegna a completare il percorso introducendo nell’organismo del Tavolo di coordinamento delle scuole musicali diverse modalità di scelta dei rappresentanti dei docenti, adottando delle cautele minime di rappresentatività e partecipazione e chiedendo che la convocazione del Tavolo possa avvenire su richiesta di almeno tre istituti. Infine, la previsione di un parere della Commissione nel momento in cui la giunta delibererà il regolamento sul funzionamento del Tavolo.

L’assessore Bisesti ha osservato che ci sono sicuramente situazioni che vanno attenzionate. Quanto al disegno di legge alcuni aspetti sono condivisibili e altri meno. Ad esempio c’è libertà nell’applicazione del contratto collettivo delle scuole musicali, è la scuola a scegliere e dunque non è accoglibile quell’aspetto. Altro: una norma riservata agli enti pubblici non è direttamente applicabile a dei soggetti privati. Accoglibile l’introduzione del parere della Commissione competente, non accoglibili le modifiche che riguardano gli aspetti di diversa regolamentazione sul Tavolo di coordinamento.

Degasperi ha ringraziato per quello che può essere salvato dei disegno di legge: capisco alcune osservazioni dell’assessore, altre le capisco meno, come la richiesta di trasparenza, visto che già riguarda soggetti privati con attività pubblica. Tra l’altro sarebbe la scuola musicale a scegliere di accedere ai finanziamenti e far parte dei sistema e come condizione la Pat garante del sistema chiede alcune condizioni di adesione. Lo stesso dicasi per i contratti: se la scuola sceglie di far parte del sistema non si vede come si permetta l’applicazione di un contratto diverso rispetto a quello provinciale. Si approfondirà la proposta in un ulteriore incontro con l’assessore e le audizioni saranno stabilite in seguito.