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CONSIGLIO PAT * QUARTA COMMISSIONE: « PARERI FAVOREVOLI PER LE DUE DELIBERE DELL’ASSESSORA SEGNANA SU PROGRAMMA SOCIALE DI LEGISLATURA E RICONOSCIMENTO STRUTTURE FUORI PROVINCIA »

Segnana: la Giunta ha approvato la delibera sulla riorganizzazione dell’Apss e presenterà il testo in IV Commissione con cui discuterà, in particolare, di assistenza sanitaria territoriale alla luce della pandemia. Sì dell’organismo al primo stralcio del programma sociale di legislatura e ai criteri di riconoscimento delle strutture fuori provincia.

La IV Commissione guidata da Claudio Cia (FdI) ha incontrato oggi l’assessora alla salute e al welfare Stefania Segnana in merito a due delibere da lei proposte, che hanno ottenuto a maggioranza il parere favorevole dell’organismo in materia di programma sociale di legislatura e di riconoscimento delle strutture fuori provincia. L’organismo ha rinviato la trattazione del punto relativo all’assistenza sanitaria territoriale a causa dell’assenza giustificata dal direttore dell’Apss Benetollo. E ha deciso di discuterne prossimamente insieme alla delibera sulla riorganizzazione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari che – ha annunciato Segnana – è già stata approvata dalla Giunta.

 

L’organismo discuterà di assistenza sanitaria territoriale alla luce della pandemia contestualmente al tema della riorganizzazione dell’Apss approvata dalla Giunta.

Poco fa, incontrando in videoconferenza la IV Commissione presieduta da Claudio Cia (FdI), l’assessora Segnana ha dato notizia dell’avvenuta approvazione in Giunta della delibera proposta dal dirigente generale sulla riorganizzazione dell’Azienda sanitaria provinciale. Segnana ha annunciato l’adozione del provvedimento da parte dell’esecutivo rispondendo a una richiesta del consigliere Paolo Zanella (Futura). Questi aveva appena accettato la proposta di Cia di rinviare, a causa dell’assenza giustificata del direttore dell’Apss, dott. Benetollo, la trattazione in Commissione del punto relativo all’incontro con l’assessora Segnana sull’assistenza sanitaria territoriale da potenziare alla luce dell’emergenza epidemiologica causata dal Covid-19. Tema che – ha osservato Zanella – costituisce uno degli aspetti di maggior rilievo proprio della riorganizzazione dell’Apss tenuto conto di quel che è accaduto con l’esperienza della pandemia. L’assessora ha accettato di unificare la discussione dei due argomenti nella prossima seduta della Commissione, impegnandosi a comunicare una data domani ai consiglieri, in occasione della giornata di lavori in aula.

 

 

Via libera al primo stralcio del programma sociale e al riconoscimento delle strutture di assistenza fuori provincia.

Subito prima, la IV Commissione si è espressa a favore con 4 sì e 3 voti di astensione di Demagri (Patt), Zanella (Futura) e Zeni (Pd) di due deliberazione proposte dalla Giunta con l’assessora Segnana: la prima sull’aggiornamento del primo stralcio del programma sociale provinciale per la XVI legislatura; la seconda relativa ai criteri e modalità per il riconoscimento di soggetti gestori di servizi svolti in strutture fuori del Trentino, dei quali possono avvalersi gli enti territorialmente competenti ai fini dell’affidamento di servizi socio-assitenziali a carattere residenziale e semi-residenziale.
In merito all’aggiornamento del primo stralcio del programma sociale, Segnana ha spiegato che le motivazioni dell’iniziativa sono l’adeguamento di alcune definizioni e tipologie per adeguarsi al nuovo sistema di accreditamento. Il responsabile del Servizio politiche sociali della Provincia Roberto Pallanch, ha aggiunto che la delibera evidenzia il passaggio dal vecchio al nuovo catalogo delle attività da svolgere nella transizione verso il nuovo sistema di accreditamento. E questo ai sensi della legge provinciale 13 del 2007 sul welfare. Il provvedimento segna l’inizio del percorso orientato al nuovo sistema di affidamento dei servizi. Quanto ai costi dei servizi, tra le funzioni provinciali c’è anche la definizione di alcuni tra i principali elementi utili all’indicazione di standard comuni delle tariffe per arrivare all’uniformità. Il costo del personale incide tra il 70 e l’80%. Per la scelta del servizio la logica dell’accreditamento aperto permette all’utente di individuare a quale rivolgersi.

Cia ha chiesto se in base a queste nuove disposizioni l’utente sceglie il soggetto del servizio sociale – ad esempio una cooperativa – al quale vuole rivolgersi, mentre oggi così non è. Pallanch ha precisato che questa è la modalità di affidamento aperto che l’ente locale può decidere di adottare ma che la Provincia non può imporre. Si tratta di un passo in questa direzione. Il consigliere ha osservato che questa è un’occasione persa per mettere i soggetti che erogano un certo servizio sociale in competizione tra loro stimolando così la qualità dell’offerta.
La seconda delibera, strettamente legata alla prima per quanto riguarda le modalità di accreditamento aperto, si riferisce ai criteri e modalità per il riconoscimento di soggetti gestori di servizi svolti in strutture fuori del Trentino. Di queste strutture possono avvalersi gli enti territorialmente competenti ai fini dell’affidamento di servizi socio-assitenziali a carattere residenziale e semi-residenziale. L’assessora ha chiarito che la delibera fissa dei criteri per la scelta di questi soggetti e i limiti di spesa, mentre fino ad oggi si procedeva con trattativa diretta. Gli inserimenti fuori provincia, ha ricordato Pallanch, sono somunque rarissimi. Gli stessi criteri serviranno alle strutture residenziali del Trentino.
Cia ha chiesto quanti sono i minori e le donne che utilizzano servizi socio-assistenziali fuori provincia. Segnana ha risposto che nell’uno e nell’altro caso sono una decina.

 

Licenziata la relazione sulla petizione dedicata ai problemi dei bambini nella gestione dell’epidemia. L’invito ai presentatori è caduto nel vuoto.

La Commissione ha licenziato infine all’unanimità la relazione conclusiva elaborata al termine dell’esame della petizione numero 9, dedicata ai problemi riguardanti i bambini nella gestione dell’epidemia in corso. Cia ha ricordato che i proponenti, ripetutamente contattati, non si sono mai resi disponibili per un’audizione. L’assessorato – ha ricordato il presidente – è comunque intervenuto cercando di rispondere alle richieste contenute nel documento. La relazione – ha concluso Cia – riassume perciò quanto accaduto, con i vari e vani tentativi di consultare in un’apposita seduta i soggetti autori della petizione, e le conclusioni cui la Commissione è giunta.