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CONSIGLIO PAT * IV COMMISSIONE: « AUDIZIONI AL DISEGNO DI LEGGE N. 42 “INTEGRAZIONE DELL’ARTICOLO 9 DELLA LP SUGLI ANIMALI D’AFFEZIONE 2012”, PROPONENTE IL CONSIGLIERE ZENI »

La quarta Commissione permanente presieduta da Claudio Cia, ha ospitato questa mattina le audizioni al disegno di legge n. 42 “Integrazione dell’articolo 9 della legge provinciale sugli animali d’affezione 2012”, proponente consigliere Zeni. La proposta prevede, accanto ai registri oggi esistenti, la profilatura genetica dei cani, al fine del rintracciamento del proprietario o della pulizia urbana. A seguire, l’organismo ha espresso il parere favorevole all’unanimità alla proposta di deliberazione della Giunta provinciale relativa al Piano provinciale dei controlli per il triennio 2020-2022 in materia di salute e benessere animale, mangimi, sottoprodotti di origine animale.

 

Le audizioni
Azienda provinciale per i servizi sanitari
Angela Moresco ha osservato che microchippare i cani è un’attività già svolta dai veterinari e contestualmente si potrebbe effettuare anche il prelievo ai fini dell’indagine prevista da questo disegno di legge. Nessuna preclusione, l’attività si può svolgere, ma non certo in tempi brevissimi, ha aggiunto, visto che la banca dati dell’anagrafe canina e nazionale non è proprio “pulitissima”, ovvero i cani esistenti sono certamente molti più di quelli registrati.
Lucia Coppola (Futura) ha concordato sulla necessità di ampliare le misure di accertamento delle proprietà dei cani anche per scongiurare il dilagare del fenomeno dell’abbandono. Moresco ha osservato che microchip e registrazione anagrafica sono nate come norme sanitarie, ma hanno certo un rilievo che va oltre, non ultimo il motivo dell’abbandono. Ogni informazione in più può servire ed aiutare. Luca Zeni (PD) ha aggiunto che se non c’è tecnicamente nessun ostacolo, il problema è pratico, attuativo, ovvero che ad una volontà espressa dal legislatore segua l’introduzione degli strumenti.

 

Ordine dei medici veterinari di Trento
Sergio Coretti, a nome dell’Ordine, è intervenuto ad esprimere alcune perplessità: nutriamo dubbi dal punto di vista pratico, finanziario, così come dal punto di vista della gestione dei dati, ha detto. Le tempistiche tra l’altro, sarebbero particolarmente lunghe, ha aggiunto, si arriverebbe tranquillamente fino al 2023 almeno, per le difficoltà tecniche e organizzative coinvolte. Vedrei più utile in alternativa un discorso di educazione civica e formazione dei proprietari dei cani e l’istituzione di aree di sosta per cani che si dovessero smarrire al fine del ritrovamento dei padroni, ha concluso. Zeni ha compreso le complessità tecniche, già emerse di fatto a Bolzano e i dubbi sulle tempistiche, ma ha chiesto maggiori precisazioni sulla sostanza e l’impostazione di fondo. Potrebbe essere qualcosa di utile, ha replicato Coretti, ma andrebbe ragionata in maniera molto approfondita. Mara Dalzocchio (Lega) ha posto la questione dell’acquisto di cani non registrati, magari provenienti dall’estero, un fenomeno che esiste e di cui si parla poco. Coppola ha notato che l’intento del disegno di legge è intervenire sui comportamenti sbagliati dei proprietari dei cani. Coretti ha confermato la presenza sul territorio di cani non microchippati, anche se non c’è chiara contezza del fenomeno.

 

Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie
Giovanni Farina ha osservato che la banca dati potrebbe certamente essere utile per le finalità previste dal disegno di legge, ovvero per la sorveglianza sull’abbandono di deiezioni, per l’abbandono dei cani o nell’ambito di eventuali contenziosi forensi. Certo, ha aggiunto, si dovrebbe attivare a margine un gruppo di lavoro, non è qualcosa che si può fare dall’oggi al domani, serve una certa organizzazione per la complessità della gestione dei dati.

 

Commissione provinciale per la protezione degli animali da affezione
Per Ivana Sandri, Simone Stefani e Luca Lombardini la proposta è senza dubbio positiva, ma attualmente siamo all’archeologia ed appare sicuramente prematura. Prima dovremmo fare osservare le regole ai cittadini, senza contare che in questo momento storico non ci sembra etico gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini che responsabilmente decidono di prendersi cura di un animale e che sarebbero chiamati a pagare un’altra tassa. Molte altre sarebbero le cose sulle quali investire piuttosto: ad esempio la registrazione di tutti gli animali, la realizzazione di rifugi per i gatti, l’organizzazione di campagne di sensibilizzazione e di sistemi di premialità per chi rispetta le regole, la creazione di un rifugio per accudire e ricoverare gli animali selvatici, il sostegno alle associazioni che si occupano di animali abbandonati ecc. I 120.000 euro che servirebbero a mettere in piedi questo progetto potrebbero dunque essere sistemati altrove. In sintesi: un’idea buona, ma che ci trova impreparati, che lascia perplessi circa l’effettiva utilità, per lo scarso rapporto costo e beneficio e la difficoltà a spiegare ai proprietari le finalità della norma. Mara Dalzocchio ha posto nuovamente la questione dell’esistenza di un mercato illegale di cani, magari acquistati dall’estero, non registrati e poi magari abbandonati, un fenomeno che esiste e di cui si parla poco. Sandri ha osservato che il problema sollevato è molto importante. Aldilà degli acquisti di cani da allevamenti riconosciuti e registrati, ci sono altre due modalità attraverso cui i cani arrivano nelle nostre case: dall’est, con i traffici illeciti di animali oppure cani nati in casa e ceduti senza sottostare alle norme del commercio. Servirebbe all’origine introdurre l’obbligo di controllare e iscrivere le cucciolate all’anagrafe: un lavoro lungo, ma che sarebbe molto utile.

 

Il parere al Piano triennale per la salute e benessere animale
A seguire, l’organismo ha espresso all’unanimità il parere favorevole alla proposta di deliberazione della Giunta provinciale relativa all’adozione del Piano provinciale integrato dei controlli per il triennio 2020-2022 in materia di salute e benessere animale, mangimi, sottoprodotti di origine animale, sicurezza alimentare e acqua potabile, prodotti fitosanitari, ai sensi dell’articolo 55 (Esercizio delle funzioni provinciali in materia di sicurezza alimentare), comma 2, della legge provinciale 29 dicembre 2005, n. 20.

 

L’assessora Giulia Zanotelli ha chiarito che sono sostanzialmente due gli obiettivi del Piano: tutelare il consumatore e contrastare frodi o illeciti ai danni dei consumatori o degli operatori della filiera. Sostanzialmente questo documento descrive le modalità a cui l’Azienda deve attenersi rispetto ai controlli sul nostro territorio, avvalendosi anche del Comitato della sicurezza alimentare che ha già dato il suo parere favorevole al testo.
Paola Demagri (Patt) ha chiesto alcune delucidazioni su a quali servizi vengano demandate le azioni di controllo che derivano dal Piano, mentre Lucia Coppola ha chiesto se il benessere animale a cui si fa riferimento sia relativo agli allevamenti e se c’è una particolare attenzione al tema del passaggio di malattie dall’animale all’uomo. Vittorio Dorigoni ha risposto che questo Piano coinvolge diverse unità operative, anche se l’interlocutore principale è il Dipartimento di prevenzione con le sue due fondamentali articolazioni, l’unità operativa sanità pubblica e di sanità pubblica veterinaria. Nell’ambito delle risorse si cerca di definire un programma che si attiene alle indicazioni del Ministero della Salute. A Coppola Dorigoni ha risposto che quando parliamo di salute e benessere animale ci riferiamo sopratutto agli allevamenti delle realtà produttive e che vale comunque l’approccio trasversale del “One Health”, ovvero un’unica salute: tutto deve avere dei risvolti per la tutela della salute pubblica e il benessere dei cittadini.