Prendiamo spunto dall’articolo firmato dalla prof.a Barbara Poggio, apparso su “ L’Adige” di data 8 aprile, a titolo “Non escludete le donne” ringraziandola innanzitutto per aver così bene descritto le difficoltà vissute dalle donne in tempo di Covid-19, che si sommano alle difficoltà oggettive e per così dire “quotidiane” di dover conciliare, anche in tempi “normali” vita professionale, personale, lavoro di cura di figlie/i, casa, anziani.

Particolarmente drammatica appare la sottovalutazione delle questioni legate al mondo delle donne (precarietà del lavoro, redditi insufficienti o addirittura assenza di reddito, carichi familiari, violenze domestiche) che in tempo di COVID-19 non sono certo cancellate, ma semmai amplificati. Eppure, salvo rare eccezioni, pare che il decisore politico ritenga che queste criticità non siano priorità o che addirittura non esistano.

È di estrema difficoltà affrontare tali temi in una visione articolata e di prospettiva per elaborare strumenti nuovi e implementare quelli che si sono dimostrati efficaci.

In Provincia di Trento sono stati istituiti due gruppi di lavoro, coordinati dall’assessore allo sviluppo economico e lavoro Achille Spinelli, con l’obiettivo di mettere insieme le migliori conoscenze e competenze del territorio per il futuro del Trentino.

Il primo è un gruppo di “analisi di scenario” nel quale accanto agli economisti sono presenti anche esponenti di altre discipline, per disegnare gli scenari che la pandemia ci lascerà in eredità; il secondo è un gruppo “tecnico-operativo”, composto soprattutto da rappresentanti ed esperti afferenti alla sfera economica.

Ebbene, fra le quindici persone chiamate a partecipare ai due tavoli in qualità di esperte/i, solo due sono donne. Eppure i settori da cui provengono queste/i professioniste/i contano in Trentino numerose figure femminili di comprovata esperienza e capacità professionale.

Tale sottorappresentanza all’interno dei due gruppi di lavoro, oltre a sottolineare i meccanismi – magari inconsapevoli ma non per questo meno gravi – di esclusione nei confronti delle donne, avrà ricadute ben più gravi, che non riguardano solo i numeri: mancherà nei due tavoli – e nel loro operato – una visione di genere, che potrebbe portare a programmazioni e decisioni più eque e paritarie e a una maggiore attenzione alle fasce di popolazione più esposte, con ricadute positive non solo sulle donne, ma su tutta la comunità trentina.

Auguriamo comunque buon lavoro ai due tavoli, e in particolare alle due professioniste coinvolte, auspicando che sappiano far valere un punto di vista “di genere” e quindi più democratico e attento alle esigenze di tutte e tutti, in un momento così difficile.

 

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La Presidente della CPO

dott.a Paola M. Taufer

 

 

Trento, 8 aprile 2020

 

 

https://www.consiglio.provincia.tn.it/news/giornale-online/Pages/articolo.aspx?uid=180684