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CONSIGLIO AUTONOMIE LOCALI * SEDUTA 13 OTTOBRE 2021: « PARTECIPAZIONE DEI COMUNI TRENTINI AD INIZIATIVE EUROPEE ED INTERNAZIONALI, APPROVATO IL PROTOCOLLO »

NEWS DALLA SEDUTA DEL CAL di mercoledì 13 ottobre 2021 ore 14.30 – Partecipazione dei Comuni Trentini ad iniziative europee ed internazionali, approvato il Protocollo.

Il CAL ha approvato un Protocollo d’intesa con la Giunta provinciale, finalizzato a promuovere, sostenere ed accompagnare la partecipazione dei Comuni Trentini ad iniziative europee ed internazionali.

Il Protocollo é stato illustrato dal Presidente del CAL, che ha evidenziato come si tratti del proseguimento di un lavoro iniziato nel 2018. In sintesi l’obiettivo è quello di fare sistema per intercettare le risorse che arrivano dall’Europa. Il Consorzio dei Comuni, tra gli altri aspetti, ha il ruolo di coordinare i Comuni, attivando corsi di formazione per gli organici, ma anche per gli amministratori.

I nomi proposti dal CAL per il gruppo di lavoro sono quelli dei funzionari interni Chaterine Tonini e Davide Sartori, ai quali si aggiungono Tiziana Pezzato del Comune di Rovereto, Paola Penasa del Comune di Trento ed Elisabetta Brighenti del Comune di Mezzolombardo.

É stata l’occasione per una serie di interventi di puntualizzazione sui rapporti finanziari con il Governo. É stato richiamato lo Statuto di autonomia e il ruolo della Provincia, legittimata come unico interlocutore con lo Stato in rappresentanza di tutto il sistema dell’autonomia. Un sistema in cui, in una condizione paritetica, i Comuni lavorano con la Pat nel principio dell’ “Autonomia delle Autonomie”.

 

Il Protocollo
Il Protocollo si inserisce nel quadro della Politica di coesione dell’Unione europea 2021-2027, la quale concentra le risorse disponibili sul raggiungimento di 5 Obiettivi Strategici:
1. una Europa più intelligente, mediante l’innovazione, la digitalizzazione, la trasformazione economica e il sostegno alle piccole imprese (OS1);
2. una Europa più verde e priva di emissioni di carbonio, grazie agli investimenti nella transizione energetica, nelle energie rinnovabili e nella lotta contro i cambiamenti climatici (OS2);
3. una Europa più connessa, dotata di reti di trasporto e digitali strategiche (OS3);
4. una Europa più sociale, che sostenga l’occupazione di qualità, l’istruzione, le competenze professionali, l’inclusione sociale e un equo accesso alla sanità (OS4);
5. una Europa più vicina ai cittadini, che supporti strategie di sviluppo gestite a livello locale e uno sviluppo urbano sostenibile in tutta l’UE (OS5).
Sono obiettivi europei che vedono coinvolti non solo gli Stati membri, le Regioni e le PPAA, ma anche e soprattutto gli Enti Locali.
Il Protocollo si concentra particolarmente sulla dimensione “partecipativa” alle iniziative e ai fondi europei (programmi a gestione diretta, programmi ad attuazione indiretta e di cooperazione territoriale europea) e a eventuali ulteriori canali di finanziamento messi a disposizione dagli attori internazionali (fondazioni e organizzazioni internazionali). Il tutto per cogliere opportunità di intervento a livello europeo a favore degli Enti Locali.

In maniera sintetica, le parti si impegnano ad adottare tutte le misure necessarie per promuovere l’accesso alle opportunità di finanziamento ed alle iniziative a livello europeo e internazionale tramite una serie di azioni condivise. La Provincia si impegna a mettere a disposizione degli Enti Locali gli strumenti informatici, le informazioni strategiche su iniziative europee prioritarie, mentre il CAL si impegna a creare momenti per lo scambio di idee fra gli amministratori locali su temi europei, facilitando il dialogo fra gli Enti Locali e gli altri soggetti, informando la Provincia autonoma di Trento delle candidature ai progetti europei. Tutte le informazioni utili saranno contenute in una piattaforma informatica e divulgate tramite una apposita newsletter periodica. Si prevede un programma di lavoro annuale condiviso dalle parti e volto a identificare le principali aree di lavoro della Provincia autonoma di Trento e del Consiglio delle autonomie locali. Nel caso di Fondi europei a gestione diretta, che non prevedono il finanziamento integrale dei progetti, le parti concordano sulla necessità di individuare, nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie, la copertura della restante quota, mettendo a disposizione anche risorse di personale. Il protocollo ha durata fino alla conclusione della programmazione europea 2021-2027.

 

Fondo per il sostegno di specifici servizi comunali

Parere favorevole

Il Consiglio delle autonomie locali ha espresso parare favorevole alla proposta di deliberazione della Giunta provinciale concernente ‘Fondo per il sostegno di specifici servizi comunali di cui all’articolo 6bis della legge provinciale 15 novembre 1993, n. 36 ‘Norme in materia di finanza locale’: riparto quota ‘Servizi integrativi di trasporto turistico’ anno 2021 (impegno di euro 525.000,00)’.
Il provvedimento arriva dopo la riforma del turismo trentino.

La delibera
La delibera prevede di destinare 500 mila euro alla Comunità Territoriale della val di Fiemme. Si tratta di risorse destinate al trasporto turistico integrativo e corrispondenti alla quota dell’imposta provinciale di soggiorno raccolta nell’Ambito territoriale della val di Fiemme, Altopiano di Pinè e Val di Cembra.
Ulteriori 25mila euro, provenienti dalla raccolta della quota dell’imposta provinciale di soggiorno raccolta nell’ambito territoriale Madonna di Campiglio, Pinzolo, Val Rendena, val Giudicarie centrali e valle del Chiese, vengono assegnati al Comune di Pinzolo, sempre per il trasporto turistico integrativo.

 

Proposte di modifica dello Statuto

Parere
Proposte di progetto di modifica dello Statuto

Valutazione

In vista dell’audizione concessa dalla Prima Commissione permanente, il CAL ha preso in esame due proposte di progetto di modifica dello Statuto proposte dal Consigliere Alex Marini.
Il presidente del CAL, in apertura della discussione, ha precisato che la procedura per il cambiamento dello Statuto, che presuppone una Legge costituzionale, prevede un iter complesso con passaggi e votazioni, oltre che in Consiglio Regionale, in Parlamento con procedura rafforzata. Ha aggiunto che, materia dei rapporti finanziari Stato/PAT, serve un ragionamento allargato, che tenga in considerazione una serie di aspetti, anche, ma non solo, alla luce di quanto emerso nel periodo emergenziale.
In relazione alla partecipazione dei cittadini alle scelte di carattere tributario, ha osservato come l’art. 75 della Costituzione, per ragioni facilmente intuibili, prevede che “Non è ammesso il referendum per leggi tributarie e di bilancio”. Numerse e convergenti le osservazione mosse dal Consiglio delle autonomie locali.

La n. 1, proposta dal consigliere Alex Marini, in merito a ‘Integrazione del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige), in materia di tributi locali ed impiego dei trasferimenti di fondi statali per il finanziamento di politiche delle autonomie locali’.
Dopo l’articolo 75 bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, è inserito il seguente: “Art. 75 ter 1. Le risorse finanziarie riconosciute dallo Stato alle regioni e agli enti locali del territorio nazionale in ragione di eventi eccezionali, comprese le calamità naturali, che coinvolgono il territorio delle Province autonome, o per perseguire obiettivi strategici sul piano nazionale, sono attribuite anche alle Province autonome e agli enti locali del territorio provinciale e trasferite alle medesime Province, anche sotto forma di minor concorso agli obiettivi di risanamento della finanza pubblica, per essere utilizzate, secondo normative provinciali, nell’ambito del settore corrispondente a quello di destinazione per gli altri enti del territorio nazionale. Ai fini della quantificazione delle risorse spettanti si applicano i medesimi parametri applicati per gli altri enti del territorio nazionale. 2. Il comma 1 si applica anche con riferimento ai trasferimenti disposti a fronte dell’introduzione di riduzioni di aliquote tributarie o tariffarie, di esenzioni o di agevolazioni comunque denominate in tributi o tariffe disciplinate dallo Stato a cui corrispondono tributi o tariffe disciplinati dalle Province.”

La n. 2, proposta sempre dal Consigliere Marini su ‘Integrazione del decreto del Presidente della Repubblica 31agosto 1972, n. 670 (Approvazione del testo unico delle leggi costituzionali concernenti lo statuto speciale per il Trentino – Alto Adige), in materia di partecipazione popolare e politiche fiscali delle autonomie locali’
Dopo l’articolo 75 bis del decreto del Presidente della Repubblica n. 670 del 1972, è inserito il seguente Art. 75 ter che prevede
1. Le disposizioni di legge che prevedono nuovi tributi, imposte e tasse con le modalità definite nel titolo VI dello Statuto di autonomia o che ne modificano la disciplina ampliandone l’applicazione in termini di categorie di soggetti passivi, aliquota, base imponibile ed esenzione sono approvate dal Consiglio provinciale a maggioranza assoluta dei suoi componenti.
2. Le disposizioni di legge provinciale che prevedono nuovi tributi, imposte e tasse sono sottoposte a referendum confermativo finanziario, la cui disciplina è prevista da un’apposita legge di ciascuna provincia, entro tre mesi dalla loro pubblicazione. La legge sottoposta a referendum non è promulgata se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.
3. La definizione e le modificazioni delle aliquote, le esenzioni, le detrazioni e le deduzioni relative ai tributi di cui all’articolo 80 di competenza degli enti locali possono essere sottoposte a referendum comunale nelle forme e nei modi disciplinati dallo statuto degli Enti locali stessi.