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CONSIGLIO PAT * LAVORI AULA POMERIGGIO: « TRE PREFERENZE, LA SESSIONE DI MAGGIO CHIUDE ALL’INSEGNA DELL’OSTRUZIONISMO »

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18.50 - giovedì 12 maggio 2022

Tre preferenze: la sessione di maggio chiude all’insegna dell’ostruzionismo

La sessione di maggio del Consiglio provinciale si è conclusa poco fa con un nulla di fatto sul disegno di legge di modifica della legge elettorale della consigliera della Civica Vanessa Masè, sul quale è in corso da oltre due giornate un caparbio ostruzionismo delle Minoranze per impedirne l’approvazione. Ricordiamo che il testo, appesantito da 627 ordini del giorno e 1493 emendamenti, prevede di estendere da due a tre il numero delle preferenze e nelle intenzioni della proponente mira ad ampliare la libertà di scelta dell’elettore. Per le opposizioni si tratterebbe invece di un passo indietro che rischierebbe di inficiare la rappresentanza di genere, vanificando i progressi raggiunti con la pur recente legge in vigore. I lavori si sono conclusi con la bocciatura dell’ordine del giorno numero 84. Nel pomeriggio si è registrata un’interruzione dei lavori di venti minuti e una discussione “fuori tema” sul punto nascita di Cavalese. Ne diamo conto in allegato.

 

Respinta la disponibilità di Masè ad emendare il testo
Verso metà pomeriggio, la suggestione di Alex Marini (Misto-5Stelle), di passare alle quattro preferenze con il modello di alternanza a pettine, è stata colta da Vanessa Masè che ha rappresentato la disponibilità ad intervenire con un emendamento tecnico per ritirare gli articoli 1 e 3 e di accogliere il suggerimento della doppia alternanza di genere, ovvero delle quattro preferenze. Ha chiesto a tal fine una sospensione di venti minuti per un confronto con i capigruppo. Al rientro in aula, Masè ha comunicato l’indisponibilità delle minoranze ad accogliere la sua proposta. Sara Ferrari ne ha spiegato le ragioni: non c’è una motivazione chiara del perché dovremmo modificare una legge scritta in senso paritario e uguale a quella delle altre regioni italiane che hanno normato la materia e che ha funzionato fin dalla sua prima entrata in vigore.

 

La parentesi sul punto nascita di Cavalese
Il problema è quello della semplificazione, ha aggiunto Paolo Zanella che ha portato l’esempio dei punti nascita per dire che i problemi complessi non si possono risolvere con soluzioni semplici. Il tema dell’ospedale di Cavalese, così come quello degli alpini affrontato ieri sono esemplificativi del modo in cui la maggioranza tende a governare la complessità semplificandola e procedendo per slogan, anziché approfondire e studiare. Claudio Cia: chi vive in città e ha la pancia piena non può comprendere l’importanza di mantenere attivi i presidi periferici. Gianluca Cavada (Lega): garantire il punto nascita di Cavalese è fondamentale e voi che vivete in città non sapete cosa voglia dire avere un servizio sanitario territoriale: noi ne abbiamo fatto una bandiera e lo difenderemo sempre. Luca Guglielmi (Lista Fassa): tirando in ballo il tema dell’ospedale di Cavalese Zanella ha ammesso chiaramente che si perderà un po’ di tempo, mentre sull’argomento ogni parola è a mio avviso ben spesa. Pietro Degodenz (UpT): il punto nascite è stata una battaglia di tutti e riguarda tutti gli ospedali territoriali. Mi sento regolarmente attaccato da un componente della Minoranza che esprime posizioni spesso fuori luogo o comunque incomplete. Luca Zeni (PD): tutti abbiamo a cuore il buon funzionamento dell’ospedale di Cavalese, ma bisogna interrogarsi sulla realtà e ammettere che oggi la precarietà con cui il punto nascita opera ne rende problematica la continuità. Michele Dallapiccola (Patt): grazie alla maggioranza per contribuire all’ostruzionismo con la riproposizione in quest’aula del “clima del gazebo”. Ugo Rossi (Azione) rivolto a Cavada: fare dell’ospedale di Cavalese una bandiera non basta perché così si confonde la rappresentazione della realtà con la realtà, ragioniamo piuttosto su cosa serve per farlo funzionare. Mara Dalzocchio (Lega): nessuno ha toccato il tema delle donne con riferimento al punto nascita di Cavalese anche se in realtà sono state proprio le cittadine della valle a chiederne la riapertura.

 

Sul disegno di legge in materia elettorale
Alex Marini è intervenuto più volte cercando di ricondurre la discussione al tema della legge elettorale: avevo apprezzato a suo tempo il disegno di legge del Patt che affrontava la materia in maniera libera e disinteressata, nell’ottica di una riforma generale: questo era l’approccio giusto. Anche Sara Ferrari ha ripreso il filo dell’argomento, esprimendo a più riprese la convinzione di come la proposta in discussione anziché rafforzarla, indebolisca la rappresentanza femminile. Così Roberto Paccher: questa proposta non penalizza le donne, la pari opportunità c’è già nella composizione della lista, gli elettori sceglieranno liberamente gli esponenti che riterranno più meritevoli. Alessandro Savoi (Lega): abbiamo ereditato una legge che vogliamo modificare e non ha senso perdere tempo a discutere di temi avulsi da quello in discussione.

 

 

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