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COMITATO CIVICO SAN MARTINO – BUONCONSIGLIO (TRENTO) * VIOLENZA SULLE DONNE: IANESELLI, « LE PANCHINE ROSSE HANNO IL SIGNIFICATO DI RICORDARE L’ESISTENZA DEL PROBLEMA »

Non è amore. Nel rione di San Martino a Trento una nuova panchina rossa contro la violenza sulle donne.

Deborah, Agitu, Alba Chiara, Eleonora. Donne vittime di chi diceva di amarle. E molte altre vivono ogni giorno in silenzio il dramma della violenza tra le pareti domestiche.

Nella giornata internazionale dedicata alla donna, un gruppo di cittadini del rione di San Martino a Trento ha voluto testimoniare con un atto concreto la propria vicinanza al mondo femminile, troppo spesso vilipeso e discriminato, in famiglia e fuori.

Nel corso di una breve cerimonia i volontari del Comitato civico San Martino – Buonconsiglio hanno promosso la verniciatura di rosso una panchina di largo Nazario Sauro, nel cuore di San Martino.

Ad accompagnare questo atto simbolico sono state le letture di poesie a cura di Chiara Turrini, Deborah Bonazza e Barbara Gabba e l’esibizione musicale di Isabella Corbolini, Luca Geat e Carolina Talamo.

Ottima la partecipazione del pubblico, limitato dal distanziamento dovuto all’emergenza.

Tra loro, il sindaco di Trento Franco Ianeselli e l’assessora alle politiche sociali Chiara Maule, il presidente della Circoscrizione Centro Storico Piedicastello Claudio Geat, il questore Claudio Cracovia.

Al comitato, nato qualche mese fa, aderiscono una settantina di residenti. Presidente è Martina Margoni, vice Walter Liber, componenti del direttivo Bruno Oss, Chiara Leonardi, Jonne Fantini, Andrea Dalla Torre.

“Le panchine rosse – ha detto Franco Ianeselli – hanno il significato di ricordare ogni giorno l’esistenza del problema, le tante soluzioni e l’impegno costante che deriva anche dalla rete di cittadini.

È prima di tutto una questione culturale. Se oggi nelle scuole ci sono i bulli, questi potrebbero diventare adulti violenti, se ci sono i cyber bulli, saranno quelli che probabilmente faranno revenge porn. L’attenzione deve essere quotidiana, costante, da parte dei cittadini, degli educatori, degli amministratori pubblici”.
“Abbiamo usato la parola Amore – ha affermato la presidente del comitato di cittadini San Martino Buonconsiglio Martina Margoni – perché educare all’amore significa creare una società che non conosca la parola ‘violenza’. L’amore equivale al rispetto e alla libertà.

Significa crescere donne libere, indipendenti, consapevoli dei propri diritti, ma soprattutto uomini rispettosi e attenti e in grado di rapportarsi e dialogare con l’universo femminile.

Contro la violenza ci può aiutare solo la cultura a tutti i livelli, ed un’attenzione particolare è doveroso darla alla scuola, che educa gli uomini di domani. Ogni femminicidio è un fallimento della società e dell’uomo. Ed è per questo motivo che siamo qui a parlarne. Per non dimenticare e continuare a sensibilizzare”.