In riferimento alla notizia pubblicata questa mattina, riguardante la strategia aziendale che sarebbe stata messa in atto a Ledro per tamponare la mancanza di medici di famiglia, Cisl medici del Trentino rimarca che sono solo errate interpretazioni contrattuali dell’APSS che squalificano un Assessore alla salute di Trento e la sua dirigenza generale, chiaramente in balia dei capricci del dott. Bordon e dei suoi tecnici, che evidentemente non dialogano con la parte provinciale e non condividono la collegialità delle decisioni con i sindacati e la Provincia stessa.

Ricordiamo che il Concorso per la zona carente di Ledro è tutt’ora in corso e non finirà prima di marzo. A marzo è prevista un’altra sessione di concorso.

Quindi, con questa azione l’APSS oltre a mettersi fuori legge, danneggia la possibilità che in tempi brevi arrivi effettivamente il medico definitivo, dal momento che nella graduatoria, i primi vanno dove trovano migliori aspettative di lavoro, non dove le zone sono prive di assistiti già in carico a medici presenti da trent’anni.

Per Legge, solo temporaneamente, in mancanza di medici in zona, gli assistiti si scelgono uno dei medici dell’ambito, anche se ha l’ambulatorio lontano. Altrimenti si facciano ambiti comunali, invece che macroaree che vanno da Nago a Dro!

Non si è mai visto in italia, perchè il contratto non lo prevede in uno Stato di diritto, che si proceda ad inserire, contra lege, utenti/assistiti dai medici di medicina generale, liberi professionisti convenzionati, che hanno già raggiunto il massimo possibile delle loro capacità umane con 1500 pazienti in un ottimale che per legge è di mille.

Sarebbe come imporre d’ufficio all’ortopedico un paziente che necessita di un allergologo, dato che al momento attuale per una visita allergologica in Trentino bisogna attendere fino a aprile del 2021, alla faccia degli obiettivi aziendali sulle liste d’attesa.

Inoltre, si fa presente che gli ammalati, soprattutto quelli che hanno patologie tumorali in fase terminale, non sono pacchi postali come, considerati dall’APSS e dal Dott. Bordon, sembrerebbe risultare dalle “revoche d’ufficio”.

Sono malati che hanno diritto ad essere curati da chi hanno scelto, perchè da loro ritenuto capace; e che eventualmente revocano liberamente la scelta, non attraverso una imposizione “d’ufficio”.

Stavamo discutendo, come Sindacati, in Provincia da un mese, con la Direzione Generale e con l’APSS i correttivi che permettessero giuridicamente di coprire con i neoinseriti tali periferie non attrattive, ma questo atteggiamento e queste azioni, dichiaratamente provocatorie e irricevibili, che giocano sulla ignoranza tecnica delle persone e sulla pazienza del Sindacato, dimostrano, come per la vicenda della pseudo AFT di Viale Verona, bocciata per errori tecnici dagli stessi Giudici, che non siamo più in uno stato democratico normato da Leggi, ma da capricci e incapacità a lavorare per trovare le soluzioni corrette.

Pertanto, come Cisl medici del Trentino, ci vediamo obbligati a ricorrere alla Corte dei Conti per segnalare le spese maggiorate, fuori da ogni accordo collettivo provinciale e nazionale di categoria, che l’Azienda sanitaria di Trento sta mettendo in atto con questa soluzione pasticciata e illegittima di Ledro.

Saranno eventualmente i medici di medicina generale coinvolti, in seguito, ad adire le vie legali se anche un solo paziente verrà tolto per “revoca d’Ufficio” illegale, determinando il loro personale danno economico.

Infine, stendiamo un velo pietoso su chi, con simili azioni, priva di validi giovani medici, che stanno concorrendo da tutta italia e da tutte le Scuole di Formazione specifica in medicina generale, per la Valle di Ledro.

Se, come faremo sapere anche ai canali nazionali della stampa e del Governo, verranno a sapere che nessun paziente è disponibile, ancor più difficilmente sceglieranno il Trentino, Ledro e la zona carente di una valle periferica.

 

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Dott. Nicola Paoli
Segretario generale Cisl medici del Trentino