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CISL FNP PENSIONATI – TRENTINO * DIVIETO ACCESSO FAMILIARI NELLE CASE DI RIPOSO (APSP): LAMBIASE, « LE INDICAZIONI METTONO IN DIFFICOLTÀ I FAMILIARI DEGLI OSPITI POICHÉ DISORIENTANO »

DIVIETO DI ACCESSO AI FAMILIARI NELLE CASE DI RIPOSO (APSP) : CONFUSIONE E DISAGIO dopo la pubblicazione delle linee guida provinciali del 5 marzo 2020 rispetto al DPCM del 4 marzo 2020.

Molta è la preoccupazione che esprime il segretario generale dei pensionati FNP CISL del Trentino, Tamara Lambiase, rispetto al problema dell’assistenza nelle case di riposo in questa situazione di emergenza nazionale creato dalla presenza del Coronavirus. Il  contenuto delle linee guida del 5 marzo del presidente della provincia Fugatti non è concorde con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020. Nel primo caso si permette l’accesso ad un familiare o assistente, nel secondo invece il tutto “…è limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura…”.

Le due indicazioni mettono in seria difficoltà i familiari degli ospiti delle case a lunga degenza poiché disorientano e non permettono di capire quale sarà la possibilità che avranno di assistere i loro cari.

Altra faccia del problema che preoccupa la segretaria generale dei pensionati della CISL Tamara Lambiase è la situazione che si viene a creare rispetto al carico di lavoro del personale delle case di riposo, in quanto l’aiuto che i familiari portano giorno e notte nell’assistenza ai loro cari in molte situazioni gravi  e delicate andrà a ricadere per intero sulle spalle del personale che come è noto è  spesso limitato nell’organico  e di conseguenza nei tempi da dedicare ad ogni ospite delle case di lunga degenza. La qualità del  servizio, sottolinea Lambiase Tamara, e non per colpa del personale, ne andrà sicuramente a risentire, poiché pur riconoscendo la professionalità di quanti operano nelle APSP si ritroveranno improvvisamente  con ulteriori carichi di lavoro.

Inoltre va sottolineato che in questo momento c’è l’ulteriore emergenza della chiusura delle scuole e tutti sanno che una percentuale altissima fra il personale delle case a lunga degenza è femminile e il problema della cura dei figli rimasti a casa grava in maniera significativa su di loro e quindi sulla necessità di permessi familiari che assottigliano la disponibilità del personale presente.

Mettiamo in fila Tutti questi problemi e ci rendiamo conto della grande preoccupazione e dell’emergenza della situazione.

Pur comprendendo l’intenzione della linea più morbida del presidente Fugatti  ciò ha portato alla totale confusione sul comportamento che dovranno tenere i parenti e ad un loro scontro con le direzioni delle case di riposo. La protesta dei parenti è molto vibrante riceviamo presso le nostre sedi lamentele e pressioni affinché il  sindacato pensionati intervenga x fare  chiarezza su questa situazione. Quello che noi possiamo fare è spingere la provincia affinché dialoghi con l’UPIPA  – “Unione Provinciale Istituzioni Per l’Assistenza” che rappresenta il luogo d’incontro delle Aziende Pubbliche per i Servizi alla Persona della provincia di Trento e delle altre istituzioni (pubbliche e private), al fine di trovare un accordo che porti definitiva chiarezza e non vada a penalizzare né i lavoratori cardine del buon funzionamento di ogni struttura, né gli ospiti né i familiari che in questo momento sono in altissima “agitazione” e  preoccupazione per la cura dei loro cari.

 

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Tamara Lambiase

Segretario Generale Pensionati FNP CISL del Trentino