Emergenza Covid 19, sull’assegno unico va ampliata la platea dei beneficiari. Sono 13 i milioni di euro stanziati dalla legge provinciale 3 per i nuclei familiari in difficoltà. Nei prossimi giorni i sindacati incontreranno la Giunta.

“Le modifiche all’assegno unico, per la parte di sostegno contro la povertà, vanno sicuramente nella direzione auspicata dalle nostre organizzazioni, visto che tra l’altro fin dalla fine di aprile abbiamo chiesto a gran voce alla Giunta nuovi stanziamenti per famiglie colpite dalla crisi che sono arrivati solo grazie all’iniziativa di sindacati e opposizioni. Ma crediamo che la Giunta debba avere più coraggio ampliando, in questa fase di emergenza economica, anche la platea dei potenziali beneficiari. Su questo punto purtroppo non siamo stati ascoltati”. Lo dicono i tre segretari di Cgil Cisl Uil del Trentino commentano le anticipazioni riguardo la delibera assunta oggi dalla giunta provinciale in pre-adozione e che modifica alcuni dei criteri di accesso alla misura trentina.

In sostanza le persone, lavoratori dipendenti e autonomi, che hanno perso il lavoro o sono sospesi senza ammortizzatore sociale negli ultimi due mesi hanno la possibilità di attualizzare l’indicatore Icef calcolandolo sulla quota di reddito dell’ultimo periodo e fare domanda per accedere così al sostegno nel caso in cui si abbia un Icef inferiore a 0,16. Non verrà calcolato il patrimonio che non produce reddito. Gli assegni dovrebbero anche essere maggiorati del 15%.

“E’ sicuramente un passo in avanti perché vengono impegnate le risorse che eravamo riusciti a strappare alla Giunta nel confronto sulla legge provinciale Ripresa Trentino. Si tratta di 13 milioni di euro in totale. Attendiamo che la giunta provinciale apra anche con noi un confronto sul merito della proposta prima della sua adozione definitiva – aggiungono ancora i tre segretari Andrea Grosselli, Michele Bezzi e Walter Alotti -.

Ci sono ancora degli aspetti da chiarire, a cominciare dal comprendere come armonizzare questa misura con il reddito di emergenza statale e con il reddito di cittadinanza. Per noi anche in questo caso si deve ragionare per evitare il cumulo dei sostegni, perché questo rende meno equa la misura. L’obiettivo resta quello di includere il maggior numero possibile di persone che si trovano in una situazione di bisogno. E dal momento che le risorse non sono infinite è necessario ragionare anche su tutti gli strumenti a disposizione, evitando sovrapposizioni”.