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CARABINIERI TRENTO * IL GIALLO DI PERGINE VALSUGANA: UN FERMO PER TENTATO OMICIDIO, SECONDO GLI INQUIRENTI RESPONSABILE SAREBBE LA ‘VICINA DI CASA’

Sono servite indagini serrate per quasi una settimana per ricostruire i fatti. E alla fine i militari del Nucleo Investigativo di Trento con quelli del Norm di Borgo Valsugana (Tn) hanno risolto il caso.

L’anziana signora ritrovata incosciente e sfigurata sul pianerottolo d’ingresso del proprio condominio Itea a Pergine Valsugana (Tn) nel pomeriggio dello scorso lunedì 9 luglio, non si era accasciata per un malore, né accidentalmente, né per mano di uno sconosciuto aggressore, come dai primi accertamenti appariva. Avrebbe invece subito un tentativo di soffocamento per mano di una persona che conosceva benissimo e con la quale intratteneva rapporti (fino a quel momento) di apparente “buon vicinato”.

Tale sconcertante avvenimento è stato disvelato dagli investigatori dell’Arma di Trento e di Borgo che – congiuntamente – hanno intessuto una rete di accertamenti (anche scientifici) sul caso criminoso che ha scosso l’estate trentina, giungendo alla ricostruzione della dinamica dei fatti che hanno depositato in Procura al PM di turno, dott. Davide Ognibene, operando un fermo di indiziato di delitto nei confronti di M.T., donna cinquantaduenne, di origini pugliesi, unica indagata.

Dopo giornate dense di testimonianze e di verifiche mirate, gli investigatori hanno stretto il cerchio attorno alla vicina di casa dell’anziana aggredita, residente proprio al piano sottostante. Vicina di casa con problemi di ludopatia riscontrati; vicina di casa che si sarebbe impossessata di monili dell’anziana durante le recenti pulizie settimanali che compiva (ovviamente per poter avere liquidità da investire nel gioco); vicina di casa che avrebbe anche usufruito proditoriamente del bancomat della vittima, effettuando diversi “prelievi personali”; vicina di casa che, vistasi scoperta dall’anziana, avrebbe reagito con un colpo di testa del tutto ingiustificabile.

Infatti lunedì pomeriggio 9 luglio, durante un caffè a casa, l’anziana avrebbe dichiarato direttamente in faccia a M.T. i molti dubbi sulla sua lealtà e, mentre guadagnava l’uscita, sarebbe stata raggiunta alle spalle dalla stessa vicina e soffocata con un cuscino da divano. Ecco perché l’anziana sarà trovata dai primi soccorritori intervenuti in gravissimo pericolo di vita, riversa a terra prona, sfigurata in volto per lo schianto col pavimento, incosciente e priva di respirazione autonoma.

L’analisi compiuta dai carabinieri della sezione rilievi scientifici del Nucleo Investigativo di Trento sullo stato dei luoghi, sulla ricostruzione esatta della posizione a terra della vittima al momento dell’intervento dei soccorritori (proprio coi piedi rivolti verso la porta di casa di M.T., quindi palesemente in uscita da quella casa!), i sequestri di cuscini dall’abitazione della donna fermata che saranno analizzati dal Ris di Parma, sono gli elementi su cui si sono fondate e si fonderanno le prove a carico della dissennata vicina di casa.

Quest’ultima non poteva però calcolare che l’anziana signora, per quanto esile, fisicamente debilitata e nonostante l’aggressione subita, si sarebbe ripresa e che – dopo le prime ore di comprensibile amnesia – avrebbe ricordato gli eventi tragici cui era rimasta vittima, agevolando gli inquirenti nella ricostruzione del delitto.

In attesa della convalida del fermo, udienza che il Gip di Trento celebrerà domani mattina, M.T. è stata ristretta nel carcere di Spini di Gardolo, ove da sabato sera è a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

La vittima invece è ora stata dimessa dal Santa Chiara e sta trascorrendo queste giornate di convalescenza dai propri parenti, ancora estremamente scossa per il tentativo di soffocamento subito, ma serena per il fatto che i carabinieri e la Procura abbiano dato una importante svolta alle indagini.