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BLOGGER TURISMO: TRAVEL365, TOSCANA PRIMA (38%) / TN-AA (26%) / EMILIA ROMAGNA (18%)

(Fonte: Travel365.it) – Travel365 ha condotto un’inchiesta sullo stato di salute del turismo in Italia, coinvolgendo oltre 200 travel blogger in un’analisi dei principali indicatori. Il risultato? Si salva solo la cucina. Come sta il turismo in Italia? Qual è il suo stato di salute?

Se vogliamo considerare il turismo come il cuore del Bel Paese (e vogliamo), bisogna ammettere che un po’ di cardiopatia c’è… Vecchiaia? Forse. Metaforicamente, in effetti, l’Italia forse è un po’ vecchia. Siamo rimasti piuttosto indietro rispetto ai nostri fratelli e cugini in Europa.
Non vogliamo parlare, qui, di congiunture mondiali e dei big spender. Per una volta, vogliamo andare più in superficie.

L’obiettivo è quello di andare a fondo nell’analisi dei principali indicatori di qualità dell’offerta turistica del nostro paese. Questa inchiesta vuole essere un focus sullo stato attuale dell’Italia nei confronti del resto d’Europa.

Vuole tradurre, in numeri e statistiche, la percezione che, chi viaggia e allo stesso tempo la vive, ha dell’Italia e soprattutto individuare dove può e deve migliorare.

 

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Sono state individuate 6 aree di indagine:

territorio

marketing e comunicazione

ristorazione

ricettività

infrastrutture e trasporti

sostenibilità e ambiente

Lo abbiamo chiesto ai Travel Blogger

Media specialists, marketing experts, semplicemente “travel addicted”: i travel blogger hanno, per una sorta di deontologia professionale, un occhio critico che permette loro di valutare paesi, destinazioni, luoghi in maniera probabilmente più analitica, più attenta. E soprattutto, viaggiano, e lo fanno spesso, in tutta Europa e nel mondo.

E’ per questo che riteniamo possano essere un efficace termometro della condizione del turismo in Italia rispetto al resto d’Europa.

Abbiamo così intervistato i travel blogger della community di Travel365, composta da oltre 200 fra blogger neofiti e specialist.

Nel confronto con il resto d’Europa, in pochissimi ritengono che, in termini di qualità della proposta storico-culturale, le città italiane siano seconde a qualcuno (18% vs 82%).

Le cose si ribaltano in maniera diametralmente opposta se interroghiamo circa la gestione del patrimonio.

Nessuno, e sottolineiamo, nessuno (0%) ha fornito una risposta nettamente positiva promuovendo le politiche di tutela del patrimonio storico-culturale e naturalistico adottate dal nostro governo nazionale e dai governi locali.

C’è poco da gioire, e anche qui c’è poco da esser sorpresi, per quanto riguarda la pulizia. Nonostante i risultati incoraggianti raggiunti da città come Cuneo, Udine, Mantova e via discorrendo, nel dato generale, l’ecologia e la pulizia rimangono ancora dei nei nella gestione del nostro paese.

Diverso il discorso riguardo al livello di sicurezza percepito nelle città italiane. Con ogni probabilità, il dato avrà risentito della condizione di allarme in cui versano moltissimi dei principali centri europei. Francamente, al netto della minaccia terroristica, è probabile che le risposte sarebbero state differenti.

Ma quale regione sta meglio?

Su 20 regione italiane, e oltre 200 intervistati (207 per l’esattezza), il 92% della torta viene divisa fra sole 4 regioni: Toscana (38%), Trentino Alto Adige (26%), Emilia Romagna (18%), Lombardia (10%). Le briciole rimangono a Lazio, Sardegna e Piemonte. Per le altre 13 regioni, neppure una menzione.