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BEZZI * ELEZIONI POLITICHE 4 MARZO: PER LA PRIMA VOLTA LA COALIZIONE DI CENTROSINISTRA AL GOVERNO DA DECENNI HA VISTO BOCCIATI TUTTI I PROPRI RAPPRESENTANTI IN TRENTINO

Le elezioni politiche di domenica 4 marzo, hanno segnato una data fondamentale per la Storia recente del Trentino e soprattutto per il suo prossimo futuro.

Per la prima volta la coalizione di centrosinistra al governo da decenni in Trentino, che ancora si definiva autonomista, ha visto clamorosamente bocciati tutti i propri rappresentanti in Trentino. Su ogni Collegio. In entrambe le Camere del Parlamento. Di tutti i partiti.

Da Lorenzo Dellai, deputato uscente ed esponente nazionale di una lista alleata al Pd, a Franco Panizza, senatore uscente del Patt e voluto pervicacemente dal Presidente della Provincia, del suo stesso partito, sul Collegio di Trento.

Da Tiziano Mellarini, Segretario dell’Upte Assessore Provinciale, a Rovereto, a Michele Nicoletti, candidato alla Camera sullo stesso Collegio, deputato uscente e Presidente del Consiglio d’Europa, voluto da Renzi, al pari della capolista regionale del PD sul listino proporzionale.

Tutti bocciati dagli elettori Trentini!

Elettori che hanno evidentemente deciso di voltare pagina, e quel “cappotto” di 6-0, che annunciava qualcuno pubblicamente, anche a seguito di sondaggi pubblicati con dovizia di particolari da tutti i media trentini l’ultimo giorno utile (evidentemente realizzati appositamente per l’occasione invece che per la natura scientifica che sarebbe loro preposta), si è trasformato in uno 0-6.

Meglio conservare il “cappotto” nel guardaroba per quel qualcuno: potrà ancora essergli utile tra qualche mese in autunno, quando farà ancora più freddo.
Sono molteplici le ragioni che hanno portato i Trentini a scegliere di voltare pagina: le principali, a mio avviso, sono da ricondurre a tre tipologie.

La prima, è costituita dalle condizioni economiche. Il Trentino ha vissuto e sta vivendo una crisi drammatica in termini di lavoro ed occupazione, e non basta negare i dati dell’ISTAT, da parte della Provincia di Trento per far tornare i soldi nelle tasche dei Trentini, il lavoro per i giovani e il potere d’acquisto per le famiglie.

Negare la realtà da parte del Governo Provinciale, ha invece sortito l’effetto opposto, con gli elettori che si sono sentiti oltre che danneggiati, anche presi in giro.
La seconda tipologia è senz’altro rappresentata dalla Sicurezza: costringere i Trentini a rinchiudersi nelle loro abitazioni mentre immigrati e criminali a Trento erano e sono liberi di vagare liberamente in piazza Dante, ha provocato, specie nelle valli del Trentino, un’ondata di rifiuto, con i cittadini che non volevano vedere le loro realtà ridotte come il capoluogo e con un voto in direzione direttamente opposta.

La terza tipologia infine, si basa sulla componente personale: ripresentare per la sinistra sui Collegi, esponenti da decenni sullo scenario politico, nonostante i proclami di “rottamazione”, o esponenti del Governo provinciale e locale, tenacemente abbarbicati alle loro poltrone al punto da non volersene staccare neppure mentre concorrevano ad accaparrarsene delle altre a Roma, ha provocato nella popolazione, ormai esasperata da simili atteggiamenti, una comprensibile quanto prevedibile repulsione.

Proprio in virtù di questi moti di reazione non è un caso come, anche in Trentino, che le forze politiche che sono state maggiormente premiate dagli elettori, siano state la Lega e il Movimento 5 Stelle.

Mentre però, per i secondi, si è trattato di un voto principalmente di reazione, per i primi, in virtù anche dimensionale di un risultato prossimo a 1 elettore trentino su 3, e una coalizione di centrodestra che ha ottenuto oltre il 40% dei consensi, si è trattato di una scelta ben diversa, con l’aspettativa per un nuovo governo, in grado finalmente di migliorare la situazione! A Roma come a Trento.

Su questo, il ruolo di Forza Italia in Trentino e in vista delle prossime elezioni provinciali, sarà fondamentale: o infatti saprà farsi portavoce di quei messaggi autonomistici e liberali moderni, con un rinnovamento in grado di raccogliere i voti persi da Patt e Upt per via degli insuccessi accumulati nei loro fallimentari decenni di governo, oppure gli elettori trentini si rivolgeranno, ancor più di quanto già abbiano iniziare a fare, alle altre forze politiche della coalizione, in particolare Lega e Fratelli d’Italia, condannando Forza Italia prima all’irrilevanza politica, per poi inevitabilmente concludersi con la sua definitiva scomparsa in Trentino.

 

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Giacomo Bezzi

Capogruppo Regionale Forza Italia Trentino Alto Adige – SudTirol