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ASSOCIAZIONE TRANSDOLOMITES * LOCOMOTORI STORICI: GIRARDI, « PORTIAMO IN VALLE DI FIEMME I DUE CARMINATI&TOSELLI, IL “B 51“ ED IL “DOMODOSSOLA“ PER IL MUSEO FERROVIARIO »

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17:22 - 3/01/2021

A seguito della recente interrogazione del Consigliere provinciale Filippo Degasperi, sulla questione del materiale rotabile ferroviario storico giacente inutilizzato, in particolare per quanto riguarda il locomotore DOMODOSSOLA Carminati & Toselli – TIBB, anno di costruzione 1923, in deposito presso Trentino Trasporti, Trento in via Secondo da Trento desidero intervenire pubblicamente in quanto la questione riguarda anche l’attività di Transdolomites.

Come già noto alle cronache, Transdolomites è stata promotrice della proposta riguardante la realizzazione di un Museo diffuso dedicato alla ex ferrovia Ora-Predazzo. Per la natura del progetto, si tratterebbe del primo museo in Italia dedicato alle ferrovie di montagna a scartamento metrico. Idea che abbiamo avuto occasione di far pervenire come conoscenza a Roma alla Fondazione Ferrovie dello Stato e Ministero dei Beni Culturali inviando una lettera all’attenzione del Ministro Dario Franceschini.

Proposta che in tempi rapidi ha raccolto l’attenzione e la collaborazione di vari comuni che furono serviti dalla Ora-Predazzo; Ora, Montagna, Carano, Castello-Molina, Cavalese, Panchià, Ziano, Predazzo assieme alla Comunità Territoriale della Val di Fiemme e Magnifica Comunità.

Per mezzo di una mail inviata all’attenzione del Presidente della Pat Maurizio Fugatti in data 16 novembre 2018, riproposta successivamente il 19 aprile 2019, 5 giugno 2019 ed infine 23 luglio 2020 chiedevo di essere ricevuto proponendo come ordine del giorno il tema della proposta del nuovo collegamento ferroviario Trento-Penia, il progetto del Museo in memoria della Ora-Predazzo e approfondire il tema della sicurezza stradale della SS 48 delle Dolomiti da Passo San Lugano sino a Canazei.

Oltre alle mail, mi ero presentato due volte anche alla Segreteria della Presidenza per chiedere, prima, e poi sollecitare l’incontro per i punti sopra citati.

Come più volte denunciato pubblicamente, nessuna richiesta d’incontro ha ricevuto risposta. Troppi impegni, dimenticanza, disinteresse o cosa altro? Vado dritto al sodo: questo comportamento lo definisco solo pura maleducazione. Non ci sono nè Vaia nè Covid 19 che a mio parere possano giustificare tale modo di fare. Prima che per rispetto nei riguardi della mia persona e Associazione che rappresento, penso ci debba essere il doveroso rispetto nei confronti dei Comuni della Valle di Fiemme che hanno collaborato in ordine di idee ed economicamente a sostegno di un’idea che ancora una volta, come nel nostro metodo, nasce dal basso.

Tra le richieste scritte inviate, rimaste senza risposta, anche quella riguardante il locomotore DOMODOSSOLA Carminati & Toselli – TIBB, anno di costruzione 1923, in deposito presso Trentino Trasporti, Trento in via Secondo (vedi foto allegata scattata da Massimo Girardi).

Si tratta di un Locomotore che oltre dieci anni fa era stato acquistato (a caro prezzo mi informano pur essendo quasi ferro vecchio) da Trentino Trasporti dalla Società Ferrovia Vigezzina – Centovalli con l’intenzione di procedere a restauro e successiva messa in esercizio per promuovere treni storici sulla Trento-Mezzana. Nulla di fatto sino ad oggi.

Dalle informazioni che avevo raccolto, per il locomotore in oggetto non si prevede nulla di tutto ciò. Per tutti questi anni esso è stato parcheggiato su un binario presso le officine della Trento-Malè a Trento. Ecco allora la mia attenzione e successiva richiesta per la Carminati&Toselli per salvarla dal degrado e magari probabile demolizione (come troppo spesso avviene in Italia) per portarla a nuova vita attraverso il restauro statico aggiungendola alla flotta ferroviaria dei quatto vagoni di cui dispone Transdolomites per il progetto museale.

Progetto che ha in programma il coinvolgimento anche del Ttram – Archivio museo di Trentino Trasporti con sede in Via Innsbruck a Trento.

A proposito di sprechi ma soprattutto di opportunità ferroviarie non sfruttate metto con piacere il dito in un’altra piaga e con piacere intervengo sul destino di un altro locomotore storico, il B 51 ancora Carminati Toselli (vedi foto allegata di Massimo Girardi scattata il 12 giugno 2013 nel contesto delle manifestazioni e trasporto speciale tra Ora e Canazei a ricordo del 50 anni di fine esercizio della Ora-Predazz0) il cui acquisto e restauro tra il 2008-2009 per le manifestazioni dedicate ai 100 anni di esercizio della Trento-Malè e successivi treni storici costò oltre cinquecentomila Euro.

E da qualche anno a questa parte quale fine gli è stata riservata? Essere accantonato in disuso in attesa degli interventi ai motori elettrici e adeguamento alle nuove norme di sicurezza delle ferrovie. Accantonato per essere dimenticato in barba ai tanti soldi spesi senza avere nella mente volontà o progetti per rimettere in esercizio questo gioiello?

Qualche anno fa attraverso la carta stampata posi l’attenzione sul ruolo che i treni storici avrebbero potuto svolgere per contribuire all’economia turistica in Trentino. Ma come al solito si predica nel deserto.

Ebbene basterebbe solo avere interesse, guardarsi attorno e l’umiltà per imparare da tante realtà italiane, per non parlare del resto dell’Europa, per rendersi conto del successo crescente che i treni storici stanno riscuotendo con importanti ricadute per il turismo. Basta solo leggersi il calendario di attività della Fondazione Ferrovie dello Stato e delle associazioni che si dedicano a queste attività per avere un’idea delle ricadute positive che si stanno generando.

L’anno che ha iniziato tra l’altro è stato dichiarato, “anno europeo delle ferrovie“. Il Green Deal europeo. Cosa aspettiamo a renderci conto che non è possibile continuare a “ perdere questi treni “ solo per disinteresse,omertà, ignoranza in materia? Eppure le risorse umane in Trentino ci sono.

Così mi prendo lo spazio per lanciare una nuova proposta per dare il senso ai tanti soldi spesi senza avere un’idea di futuro di turismo e mobilità e per fare sì che opportunità preziose non continuino a giacere in un angolo dimenticate .

Se alle Valli del Noce o alla Pat poco o nulla importa della B 51, ebbene portiamo a nuova vita la B 51 riportandola in Valle di Fiemme ove si lavori alla progettazione ed alla posa di un binario che ad es. da Castello-Molina si sviluppi in direzione Cavalese, magari valutando come arrivare a Predazzo. Un binario storico ma operativo sul modello del trenino del Renon.

La sua finalità sarebbe prettamente turistica, e sono convinto che inserito nel progetto del Museo della Ora Predazzo potrebbe aprire una nuova finestra nel contesto turistico attirando tanta clientela straniera e nazionale da sempre appassionata di ferrovie.

E qui specifico: non si tratterebbe di un progetto alternativo alla Trento-Penia. Chi di dovere si metta il cuore in pace, perché sulla questione non si molla!

Da anni, purtroppo timidamente, si parla di investire su un turismo invernale non solo legato allo sci. Questo è un modo per cominciare a investire in una alternativa e di programmare quella destagionalizzazione che tanti sbandierano per poi non so quanto crederci.

Dalla crisi che stiamo attraversando si esce progettando il futuro smettendola di piagnucolare sul passato e uscendo dai vecchi schemi del turismo morti ormai da tempo.

Questa è la nostra proposta.

 

Cordialmente.

 

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Massimo Girardi

Presidente di Transdolomites

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LANCIO D'AGENZIA

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