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ASAT – TRENTINO * ZONE TURISTICHE MONTANE: « IL PRESIDENTE BATTAIOLA HA INCONTRATO IL MINISTRO GARAVAGLIA, FOCUS SU RISTORI E RIPARTENZA »

Zone turistiche montane: servono misure di sostegno ad hoc. L’Asat, con il presidente Battaiola, ha incontrato il ministro Garavaglia in un focus su ristori e ripartenza.

Urgono misure di sostegno mirate per le imprese delle zone turistiche montane (inteso come tutto il territorio trentino, dai laghi alla montagna vera e propria, passando per le città d’arte) e, in particolare, per le imprese del turismo invernale e per i collaboratori del settore turistico. Il turismo necessita, inoltre, di una strategia chiara per la riapertura, perché è importante riaprire le aziende e far lavorare le famiglie ed i collaboratori, anche adottando protocolli di sicurezza più severi.

È questo il «grido d’allarme» arrivato, nella giornata di ieri, al neo ministro del turismo Massimo Garavaglia. Il presidente dell’Asat Giovanni Battaiola, infatti, insieme al presidente dell’Unione albergatori e pubblici esercenti dell’Alto Adige Manfred Pinzger ed al presidente dell’Associazione degli albergatori e imprese turistiche della Valle d’Aosta Alessandro Cavaliere, ha incontrato il ministro Garavaglia. «È stata l’occasione per sottoporre al Governo – dice Battaiola, apprezzando la disponibilità del ministro – la situazione di grave difficoltà in cui versano le nostre imprese del turismo. Il quale è da intendersi, sì, come turismo invernale. Ma anche come turismo legato alle zone lacustri, che a Pasqua non potrà partire nemmeno quest’anno, e alle città d’arte». Ad accompagnare la delegazione era presente anche il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca.

«La realtà economica – prosegue Battaiola – del nostro territorio è peculiare. Durante l’incontro abbiamo evidenziato cosa significa avere due stagioni e cosa significa perderne una completamente. Il 2021, per chi vive di stagione invernale ed estiva, parte in salita assoluta con un meno 70% già certificato rispetto a determinate strutture. Va, poi, considerato che le strutture ricettive che operano in zone lacustri vedono “saltare” la partenza di Pasqua, così come la ripartenza non potrà avvenire nemmeno nelle città d’arte».
«Per quanto riguarda i ristori – dice Battaiola – Garavaglia è dell’idea che non debbano essere uguali per tutti, bensì commisurati in base a chi ha subìto di più. In tal senso tutto è legato al Consiglio dei ministri della settimana prossima. Il nuovo Decreto sostegni dovrebbe essere operativo da subito, con tempi per la liquidazione dei sostegni piuttosto stretti».

La ripartenza è legata anche agli investimenti ed alla possibilità di avere finanziamenti a lungo termine garantiti. «Garavaglia – riporta Battaiola – ha citato il 110 % per alberghi e il bonus facciate da applicare anche fuori dai centri storici. È necessario, poi, coinvolgere Cassa depositi e prestiti dove ci sono miliardi di euro già presenti per entrare nel capitale delle strutture alberghiere, facendo aumenti di capitale con la possibilità per gli imprenditori di restituire il capitale in periodi lunghi (10/20 anni). Sarebbe una modalità nuova e diversa di avere apporti di capitali nelle imprese. Senza dimenticare la possibilità di attivare mutui a tassi fissi con garanzia dello Stato e lunghi piani di ammortamento».
I temi approfonditi nel corso dell’incontro sono stati le misure di sostegno per il settore ricettivo, con particolare focus sulle zone alpine, e il piano vaccinale.

Misure di sostegno.
1. Contributo a fondo perduto.
Risulta evidente l’aggravio sulla redditività degli operatori del settore e l’impossibilità di essere economicamente e finanziariamente autosufficienti senza maggiore sostegno da parte dello Stato. Tra le misure di sostegno finora previste ci sono i contributi a fondo perduto, che vengono calcolati prendendo come mese di riferimento aprile 2020. Mese non economicamente significativo per tutte le nostre imprese. Per questo motivo il contributo a fondo perduto andrebbe parametrato sulla perdita di fatturato su base annua calcolata per il periodo 01 aprile 2020 – 31 marzo 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

2. Liquidità.
Nel 2020, dopo l’inizio dell’emergenza Covid, le banche hanno potuto concedere ai propri clienti moratorie per un periodo massimo di 12 mesi. Le moratorie sono state uno strumento molto valido per reagire in maniera veloce e flessibile alle numerose richieste di necessità di liquidità originate dalla pandemia. Inoltre, molte banche hanno concesso finanziamenti assistiti da garanzia statale (finanziamenti Covid) a condizioni particolarmente convenienti in modo da favorire negli scorsi mesi l’accesso al credito.
«Abbiamo chiesto – spiega Battaiola – di prolungare il periodo di moratoria e di creare strumenti adatti e meno restrittivi che rendano possibile la concessione di ulteriore credito anche con garanzia dello Stato da parte delle banche. Abbiamo percepito consapevolezza, in tal senso, da parte del ministro».

3. Lavoro.
Particolarmente critica è la situazione dei lavoratori stagionali. Come conseguenza delle restrizioni imposte dai vari provvedimenti per limitare la diffusione del virus Covid-19, il periodo lavorato durante il 2020 si è ridotto a pochi mesi, con l’aggravio che la stagione invernale non è mai iniziata. Perciò, a causa di questo, molti lavoratori sono privi di copertura Naspi. Tantissimi di loro non possono accedere ad altre prestazioni sociali (reddito di cittadinanza) perché non rispettano i criteri e gli indici Isee. Purtroppo, i quattro Decreti ristori emanati nei mesi di novembre e dicembre 2020 non hanno previsto una tutela adeguata.
È necessario il prolungamento della FIS/Cassa integrazione in deroga. E, al fine di consentire alle aziende del settore di mantenere i livelli occupazionali, si chiede la proroga dell’esonero dal pagamento dei contributi per l’assunzione del personale stagionale, affinché possa essere applicata alle assunzioni che avverranno nel corso del 2021. «Il ministro è parso favorevole – dichiara – a far passare i sostegni attraverso le imprese. Le quali potranno avere sgravi importanti, ma soprattutto far riprendere a lavorare i collaboratori con i vantaggi di risolvere un possibile problema sociale e di fidelizzare i lavoratori alle imprese ed al settore del turismo».
In mancanza di adeguati ammortizzatori sociali (tra cui il prolungamento della Naspi), è stato richiesto di prevedere ed erogare indennità aggiuntive una tantum per i lavoratori stagionali.

4. Fiscalità.
«È necessario – sottolinea Battaiola – sospendere per il 2021 l’obbligo di pagamento del canone speciale RAI, di altre imposte e di tutte le altre tasse imposte (come esempio non esaustivo la Tari, l’Imis, l’Ica) ingiustificate ed inique in una situazione di effettiva inattività delle aziende». Serve una riduzione delle aliquote Iva, con uno sguardo a quanto fatto dai Paesi a noi vicini, per non creare una posizione di svantaggio competitivo internazionale. Urge una riforma fiscale, con semplificazione e razionalizzazione della disciplina e abbassamento della pressione fiscale, specie sul lavoro dipendente in particolare attraverso la riduzione del cuneo fiscale.

Piano vaccinale.
Il settore turistico è uno dei settori economici più duramente colpito dalla crisi generata dalla pandemia da Covid-19 e sarà sicuramente il comparto che più tardi degli altri potrà tornare alla normalità «produttiva» ed ai valori economici del 2019. Grandi speranze vengono riposte nella campagna vaccinale. Il ritorno alla «normalità» passerà attraverso il concetto di sicurezza sanitaria delle strutture ricettive delle destinazioni turistiche. Tutti gli studi sulle prospettive del turismo evidenziano come la voce sicurezza sanitaria sia balzata ai primi posti fra i motivi per cui una persona sceglierà la propria vacanza. «Abbiamo appreso con piacere – spiega – che il ministro sta lavorando in sinergia con i “colleghi” a livello europeo per impedire “fughe in avanti” di alcuni Paesi ed evitare che si creino corridoi privilegiati. Dovrebbe arrivare un “digital green pass” che certifichi la vaccinazione, per poi proseguire, in futuro, col passaporto vaccinale vero e proprio. Questo va benissimo, ma ad oggi solo il 4% della popolazione è vaccinata, e si tratta di persone poco propense a viaggiare per turismo. Sarebbe opportuno garantire una mobilità, fintanto che tutta la popolazione non sarà vaccinata, tra territori certificati con protocolli sani e sicuri, richiedendo che i turisti siano in possesso di un tampone negativo».
Battaiola, poi, confermando quanto già richiesto mesi fa, vorrebbe includere nelle «classi di rischio» anche chi lavora nel settore turistico. «Il ministro – conclude – ha confermato l’intenzione di mettere la nostra categoria tra i soggetti a rischio per la vaccinazione, dando così priorità al rilancio del settore».